Bernie Sanders Michigan illustrazione Stefano Grassi

“Obama ha gettato le basi per Trump”. Come vota la sinistra di Sanders in Michigan?

Editoriale parte di Signal, un progetto alla ricerca del segnale nel mare di informazione rumorosa sulle elezioni USA 2020. Vi presentiamo il punto di vista diretto di alcuni elettori statunitensi che rappresentano alcune categorie socio-economiche, culturali e geografiche. Nonostante alcuni dei fatti menzionati necessitino di precisazioni, lo scopo del progetto è quello di presentare, leggere, ed ascoltare, opinioni non-filtrate, direttamente provenienti dall’elettorato statunitense. L’articolo, qui l’originale in lingua inglese, è tradotto da Alessia Biondi.
[immagine di copertina: illustrazione di Stefano Grassi per TBU]

Martedì 3 novembre voterò con vergogna per uno stupratore, il cui ruolo fondamentale nello stabilimento della guerra razzista alla droga ha portato alla più ampia incarcerazione di persone sul pianeta e che molti hanno paragonato a una nuova versione della segregazione razziale delle leggi di Jim Crow, una reputazione che ha fatto guadagnare a Joe Biden il soprannome di Jim Crow Joe.

Avendo iniziato a interessarmi attivamente di politica durante l’amministrazione Obama, sono sempre stato in opposizione al Partito Democratico. Sotto Obama, abbiamo assistito al salvataggio di Wall Street, che ha dato vita a uno dei più vasti movimenti di massa della storia recente, Occupy Wall Street. Durante questo movimento, che è sorto sulla scia della primavera araba e del seguente sciopero degli insegnanti del Wisconsin, molte persone hanno visto, per la prima volta, quell’oppressione della polizia militarizzata e violenta che è la realtà quotidiana delle comunità di colore.
Durante l’amministrazione Obama, abbiamo anche assistito alla creazione di un immenso sistema di sorveglianza nei confronti delle comunità musulmane americane, l’escalation di guerre per procura in Medio Oriente che ha comportato l’assassinio di cittadini statunitensi, numeri record di deportazioni di immigrati, l’espropriazione violenta di terre indigene a Standing Rock e la nascita del movimento Black Lives Matter in risposta alla crescente consapevolezza del ruolo che la polizia gioca nelle comunità di colore. Queste ingiustizie si sono dispiegate sotto Obama, che è stato complice in alcune situazioni e che spesso si è attivamente impegnato nella loro perpetuazione. Sarebbe infatti difficile immaginare che Donald Trump potesse essere in grado di attuare politiche così razziste e xenofobe se Obama non avesse passato i precedenti otto anni a gettarne le basi.

Detto questo, la presidenza Trump presenta nuovi timori che rendono ulteriori quattro anni una minaccia, non solo per i cittadini statunitensi ma per la sopravvivenza dell’intera specie umana. Sebbene sia i Democratici che i Repubblicani sono noti per l’ignorare la scienza in favore degli interessi economici, i passi intrapresi dall’attuale amministrazione hanno spostato l’orologio del giorno del giudizio più vicino alla mezzanotte di quanto non sia mai stato dal suo inizio nel 1947. Con il contributo di alcuni dei principali scienziati del mondo, inclusi 13 premi Nobel, l’orologio del giorno del giudizio è stato regolato a 100 secondi dalla mezzanotte nel gennaio 2020. Questo orologio prende in considerazione non solo la politica internazionale e le capacità di annientamento totale della guerra nucleare, ma anche gli eventi catastrofici messi in moto dal cambiamento climatico. Nessun Presidente nella storia recente si è mostrato tanto incurante di fronte ai consigli della comunità scientifica quanto Donald Trump. Anche solo questo rende il voto per Jim Crow Joe un imperativo.

Come professionista in campo medico che si occupa di ricerca sulle malattie infettive, è stato sconcertante vedere questo negazionismo scientifico pienamente dispiegato nella risposta tragicamente mal gestita al Covid-19. Invece di seguire i consigli di esperti nel campo delle malattie infettive, Trump continua a minimizzare gli effetti del virus, scrollandosi di dosso la colpa con dichiarazioni razziste e xenofobie e promuovendo trattamenti la cui efficacia non è stata dimostrata, incluso l’uso dell’inefficace e potenzialmente nociva idrossiclorochina e l’ancor più pericolosa somministrazione di disinfettanti e raggi ultravioletti. Sembra che ogni giorno fornisca nuove rivelazioni sulla profondità della sua stupidità. Questa inettitudine ha portato alla morte di decine di migliaia di cittadini statunitensi, colpendo in maniera sproporzionata le comunità di colore, e ha messo gli Stati Uniti al primo posto per numero di contagi e decessi con un ampio margine sugli altri Paesi.

Bernie Sanders Michigan illustrazione Stefano Grassi
Illustrazione: Stefano Grassi

Potrebbe Biden essere diverso? Penso che se Biden fosse stato Presidente durante questi ultimi quattro anni, ci sarebbe stato un minor tentativo di mettere a tacere i professionisti della sanità e migliaia di cittadini statunitensi sarebbero ancora vivi. Sappiamo che gli interessi commerciali hanno una presa salda su entrambi i partiti. Ma all’interno del Partito Democratico vi è almeno la capacità di dialogare con gli scienziati, anche se i Democratici non si sono dimostrati disposti a implementare un cambiamento rilevante. L’attuale Partito Repubblicano sembra per lo più aver liquidato la scienza moderna come fake news e propaganda anti-americana. Questo sembra anche aver aperto le porte alla normalizzazione di teorie complottiste come quelle di Q-Anon, che ora vanta sostenitori eletti al Congresso, e di culti sessisti con seguaci nominati alla Corte Suprema.

Ma un cambiamento più sostanziale durante una presidenza Biden sarà difficile. Biden si è fermamente opposto a un sistema di sanità pubblica, in vigore in quasi ogni altro Paese industrializzato, che avrebbe giocato un ruolo centrale nella risposta alla pandemia. Si è opposto al Green New Deal, che anche se pienamente attuato potrebbe comunque essere del tutto insufficiente a prevenire gli effetti del cambiamento climatico antropogenico. Ha ignorato la richiesta principale del più grande movimento di giustizia razziale dall’epoca dei diritti civili, quella di tagliare i fondi ai dipartimenti di polizia e reinvestirli nelle comunità colpite dalla sua guerra razzista alla droga. Tutte queste questioni mi fanno vergognare di votare per Biden.

Inoltre, credo ai sopravvissuti e credo a Tara Reade (nel 2019 accusò Biden di violenze sessuali, N.d.T.). Provo grandi conflitti nel votare per uno stupratore. Solo in questo contesto, con un’alternativa veramente spregevole, Biden può essere considerato il “male minore” e il mio voto per lui non implica il mio supporto per le sue disgustose politiche. Spero che i movimenti di massa che abbiamo visto negli ultimi anni attorno al cambiamento climatico, alla giustizia razziale, ai diritti delle popolazioni indigene, delle donne, degli immigrati e della comunità LGBTQ continuino e si amplifichino spingendo per il cambiamento necessario. Nelle parole di Howard Zinn, “What matters most is not who is sitting in the White House, but “who is sitting in” — and who is marching outside the White House, pushing for change.” La mia speranza è che, a prescindere da chi vincerà, le persone continuino a mobilitarsi, ad esprimere la propria opinione, con forza. Da questo dipende la sopravvivenza della nostra specie.

Peter Fowler

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