François Fillon, il nuovo presidente della repubblica francese?

François Fillon sarà il nuovo candidato dei Républicains (LR).
La vittoria del sessantaduenne ex Primo Ministro ha comportato l’eliminazione a sorpresa di Nicolàs Sarkozy prima e di Alain Juppé poi.
Fillon è il candidato che non ti aspetti: oscurato dalla ricandidatura di Sarkò e indietro nei sondaggi, l’ex Primo Ministro è riuscito a ribaltare tutto, aggiudicandosi il primo turno delle primarie per poi stravincere con il 68% delle preferenze al secondo turno.

Cattolico e padre di 5 figli, Fillon presenta un programma liberista e particolarmente conservatore, in grado di far breccia tra quegli elettori che, stanchi di Sarkozy, volevano un cambiamento pur conservando i medesimi ideali. E Fillon rappresenta una novità per le elezioni del Presidente della Repubblica, ma fa pur sempre parte di quella “vecchia politica” che molti francesi osteggiano e che altri richiamano a gran voce.

L’ex Primo Ministro francese, infatti, può vantare una lunga esperienza politica nelle istituzioni: eletto per la prima volta all’Assemblée Nationale nel 1981, successivamente viene chiamato a ricoprire i ruoli di ministro dell’Istruzione, degli Affari Sociali, delle Telecomunicazioni, delle Tecnologie delle Informazioni e delle Poste, fino alla sua nomina come Primo Ministro dal 2007 al 2012.
Fillon è il candidato che rappresenta la Francia profonda e tradizionalista delle campagne, per troppo tempo lasciata ai margini da Hollande, la quale ora, grazie a Fillon, ha modo di rifarsi sentire.
Una Francia che vive nel timore ed è alla continua ricerca di certezze, ben lontana dal benessere che avvolge la capitale.

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Da destra, Juppè, Sarkozy e Fillon

Fillon propone idee “realistiche” per la Francia, non vuole raccontare favole o sedurre la gente con promesse e false ambizioni ma semplicemente  raccontare loro la verità, mettendoli di fronte a quelle che sono le reali necessità del Paese, e soprattutto presentarsi come un leader forte che non ha paura di intervenire, capace di assumersi la responsabilità di promuovere misure drastiche, perché “la Francia vuole verità e vuole azione”.

Il suo punto di partenza riguarda l’economia: il Paese ha bisogna di risollevarsi e per far ciò Fillon propone un piano lacrime e sangue che nessun altro candidato aveva mai osato proporre: 110 miliardi di euro di tagli sulla spesa pubblica, oltre al taglio di oltre 500mila funzionari pubblici e all’aumento dell’Iva per finanziare 40 miliardi di euro di sgravi fiscali per le imprese.
Una medicina amara ma a suo avviso necessaria per far scendere il tasso di disoccupazione, attualmente fermo al 7%.
Una posizione certamente diversa da quella dell’altro candidato, Juppé, il quale invece proponeva più prudenza e dialogo; ma forse è anche a causa di questo che Fillon ha ottenuto un così largo consenso.

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Putin e Fillon

Per il momento, infatti, gli elettori Repubblicani sembrano premiare François Fillon per la sua consolidata esperienza e l’intenzione di far tornare la Francia forte anche sulla scena internazionale.
A questo proposito, non sono un mistero le buone relazioni con il presidente russo Vladimir Putin: i due erano in buoni rapporti già da quando Fillon ricopriva la carica di Primo Ministro e, per tale ragione, nei piani di Fillon ci sarebbe anche la riapertura delle relazioni con Mosca, togliendo le sanzioni economiche sovvertendo quella che è stata finora la linea generale dell’Ue nei confronti della Russia.
Inoltre, Fillon vorrebbe appoggiare Assad nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria, posizione tra l’altro condivisa anche dal neo-presidente americano Donald Trump.
Sempre nel contesto di politica internazionale, François Fillon vorrebbe restituire
lustro alla posizione della Francia nell’Ue, riportando il Paese al centro del progetto europeo ma facendo la voce grossa su una questione cara all’elettorato di centro-destra francese, ossia l’immigrazione.
L’idea in merito sarebbe quella di stabilire delle quote per l’immigrazione attraverso un referendum consultivo.
Una posizione intermedia quella di Fillon sull’Europa che gli permetterebbe di avere da una parte il consenso dagli elettori del Front National, favorevoli a una politica contro l’immigrazione e allo stesso tempo, si garantirebbe l’appoggio dei francesi più europeisti che non vorrebbero abbandonare l’Unione.

I media francesi, intanto, sono sempre più sicuri che sarà proprio il leader del Front National il principale avversario da sconfiggere per la corsa all’Eliseo: con i socialisti in difficoltà, a causa di un consenso ai minimi storici, la sfida finale sembra essere già scritta per Fillon e Le Pen.
E in caso di un loro possibile scontro al secondo turno delle elezioni, viene da pensare che molti francesi, seppur non fedeli al partito gollista, voterebbero senza problemi per l’ex Primo Ministro, pur di non veder governare il FN.
Uno scenario ipotetico ma alquanto realistico che già si è avuto modo di vedere nelle ultime elezioni regionali.

Sicuramente Fillon avrà dalla sua parte le banche: le francesi BnP Paribas e Société Générale a seguito del trionfo di Fillon alle primarie hanno aggiornato l’analisi per il 2017 e si dicono ottimiste sulla possibile vittoria del candidato dei  Républicains.
Un dato che però non dovrebbe rassicurare Fillon, dal momento che avere dalla propria parte il mondo della finanza non ha portato bene a nessuno nelle recenti elezioni in giro per il mondo.
Tuttavia, Fillon  promette di battere i populismi con la chiarezza e il pragmatismo.

Ma se sarà lui il vero rivale di Marine Le Pen lo si saprà solo nei prossimi mesi.
Intanto però, secondo un recente sondaggio fatto dopo la vittoria di Fillon alle primarie, il candidato gollista avrebbe più del 30% di vantaggio, in termini di consenso, rispetto a Marine Le Pen.
Ad ogni modo, i Républicains possono già ritenersi soddisfatti della grande partecipazione alle primarie che ha visto coinvolti milioni di cittadini, sintomo che il vento sta cambiando e forse non sarà così strano vedere Fillon Presidente della Repubblica ad aprile.

Mattia Gozzi

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