“Luce e colore” a Bologna: Carlo Corsi in mostra

Si intitola “Carlo Corsi. Luce e colore 1879-1966” ed è la mostra proposta quest’anno dall’Associazione Bologna per le Arti, da sempre impegnata nella promozione degli artisti figurativi vissuti tra ‘800 e ‘900 a Bologna. Quasi 60 opere del pittore che aveva scelto il capoluogo emiliano-romagnolo come patria artistica, molte delle quali inedite e provenienti da collezioni private, saranno ospitate dalla Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio a partire dall’11 dicembre 2016, fino al 9 febbraio 2017.
“La mostra è organizzata in occasione del cinquantenario della sua morte” racconta la curatrice Stella Ingino, motivando la scelta di Corsi come protagonista di questa tredicesima antologica. “Carlo Corsi fu un instancabile sperimentatore” spiega ”e nel corso della mostra si può ammirare la varietà della sua ricerca artistica: dagli esordi accademici, alle vivaci cromie della maturità di vaga eco Nabis, fino ai collage e alle opere informali dell’ultimo periodo”. Un viaggio attraverso il cammino compiuto dall’artista, nel quale lo spettatore sarà guidato grazie a una disposizione delle opere in ordine cronologico, che consentirà di coglierne la progressiva evoluzione stilistica.

E in effetti l’energia di questo artista fu letteralmente inesauribile. Nato a Nizza nel 1879, all’età di 2 anni Carlo Corsi si trasferì a Bologna, che da quel momento divenne la sua città di residenza e la culla della sua arte. Un’arte e una passione, le sue, che resistettero allo scorrere del tempo: sappiamo infatti che il giorno della sua morte venne trovato un dipinto sul cavalletto, in attesa di essere completato. Non solo agli esordi, dunque, ma fino ai suoi 87 anni, nelle vene di Corsi scorreva la gioventù artistica, la voglia di conoscere e utilizzare tecniche espressive sempre nuove. E fu proprio per questo motivo che nel 1941 gli venne consegnato erroneamente il Premio Bergamo per i Giovani, a ormai 62 anni compiuti. Grazie al suo stile eclettico e alla sua sensibilità culturale, Corsi ebbe spesso l’occasione di partecipare ad eventi artistici di spicco, tra i quali emergono quattro mostre della Secessione romana: le Mostre d’arte a Monaco e San Francisco, la I Biennale romana e diverse edizioni della Quadriennale di Roma e della Biennale di Venezia.

corsi
Carlo Corsi, dettaglio di “Figura con l’ombrellino” (1922)

L’antologica si propone di fornire una panoramica completa della produzione artistica di Corsi, presentando non solo l’evoluzione delle tecniche ma anche la gamma di temi da lui rappresentati, che spaziano dai paesaggi alle scene della vita quotidiana borghese, fino ad arrivare alle figure femminili, soggetti particolarmente cari all’artista e ritratti nei più svariati contesti. La rappresentazione della donna nell’epoca contemporanea è una tematica estremamente attuale che, non a caso, ha stimolato la curiosità e ispirato l’estro di quattro giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna: Barbara Scaravonati, Jacopo Ferrarese, Nicola Amato e Paolo Migliazza. Le loro opere, realizzate con tecniche espressive diverse – pittura, scultura e calcografia – verranno esposte durante la mostra, creando così un confronto, un ponte tra passato e presente come solo l’arte può fare. 
Ma le iniziative per il pubblico proposte dall’Associazione non finiscono qui: la Cappella Farnese ospiterà la settima edizione dei Giovedì Culturali, un ciclo di tre conferenze previste per 12, 19 gennaio e 2 febbraio su temi artistici e culturali, aperto a chiunque sia interessato.

Vittoria Moccia

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