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Max Gazzè ci invita alla festa per i suoi (primi) 20 anni di musica

Come misurare i propri primi vent’anni? In storie d’amore, in brufoli, in domeniche passate a letto? E se fossero i propri primi vent’anni di musica? Album consumati, canzoni amate/odiate, palchi calpestati? Ecco, se toccasse a me proverei a contare l’affetto del pubblico. E se fosse questa l’unità di misura, l’esordio del Maximilian Tour di Max Gazzé ci racconta una storia di grande affetto, regalato, ricevuto, scambiato.

Sono passati ben vent’anni da quel 1996 in cui Michael Schumacher stra-vinceva con la sua Ferrari, moriva Marcello Mastroianni, usciva Braveheart, e un cantautore romano dalla capa riccia – prima che diventasse marchio distintivo di Caparezza – usciva dallo scantinato per proporsi nel mercato discografico italiano dominato da Eros Ramazzotti, Lucio Dalla e Ligabue. Oggi Max Gazzé è un musicista nuovo, ma che non ha mai tradito quello spirito da timido cantastorie che ne è diventata cifra caratterizzante in questi anni.

Max gazzè tour
“L’uomo più furbo” live all’Estragon Club di Bologna | Foto di Sabrina Mansutti

Dopo la data zero di Pescara, tocca a Bologna “battezzare” questo viaggio musicale che condensa in due, intense, ore vent’anni di musica. La città rossa risponde alla grande con due sold out e una terza data praticamente improvvisata, ma non per questo meno partecipata. Il Maximilian Tour è uno spettacolo che sin dalle prime note stupisce con effetti visivi originali che interagiscono con Max, con la musica e, soprattutto, con i preziosi testi.

Dopo l’esordio con la nuovissima Mille volte ancora, Gazzé imbraccia il suo basso – che cambierà quattro volte durante la serata, suo personalissimo abito da sera – ed è tutta una favola musicale.

Conquista per poetica e musicalità la triade I tuoi maledettissimi impegni, Il timido ubriaco e Il solito sesso, ma è con Cara Valentina che il pubblico si scalda e comincia a consumare ugole e mani per accompagnare il cantautore romano in quella che assomiglia sempre di più ad una grande festa di compleanno. Una festa in cui la vera protagonista è la musica di Gazzé, parole comprese. La voce, perfettamente calibrata, permette di valorizzare appieno le liriche. Parole che diventano favole illustrate e animate sugli schermi che compongono e avvolgono il palco; ecco che L’uomo più furbo diventa un viaggio attorno al mondo di una volpe viaggiatrice, mentre luci e visuals ti portano Su un ciliegio esterno (scelta dai super fan via Facebook). In un percorso così lungo, resta un segno indelebile, quello della collaborazione con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, omaggiata con la splendida L’amore non esiste.

Max Gazzè bologna
“Un ciliegio esterno” sempre all’Estragon Club di Bologna | Foto di Angela Caporale

Il momento più intimo e magico è sicuramente quello in cui Max abbandona il basso per cantare, immerso in una luce blu, Il Fiume, brano tratto dall’ultimo album – un piccolo gioiellino, a me sembra quasi una poesia recitata. L’emozione continua con Mentre dormi, dolcemente cantata a chiaro di luna e apice emotivo per chi deve la propria presenza al live alla sua amica Susanna, innamorata del verso “E ti voglio celebrare, come un prete sull’altare”.

Max Gazzè Vincenzo
Max Gazzè all’Estargon ! Foto di Vincenzo

Non possono mancare La vita com’è e Sotto casa che rendono l’Estragon quasi una balera scatenata, animata da balli balcanici. Impossibile stare fermi, come sa bene il prelato che fa capolino sul palco. Il momento forse meno coinvolgente è quello dedicato ai brani dell’album d’esordio, cantati con il cuore e l’anima di chi sente la strada percorsa sotto i piedi, ma forse viziati proprio da questo bisogno di esprimere tutto in una manciata di note.

Il ritmo del concerto è strano, non c’è un vero crescendo, ma un alternarsi di momenti tra l’onirico e lo scatenato. Si tratta di un equilibrio zoppicante tra video emozionanti e “semplici” giochi di luce che fanno perdere, di tanto in tanto, il filo del discorso dello show. Forse, però, non è altro che l’identità di Max Gazzé in pillole: un artista istrionico che riesce a passare dalle ballad più romantiche, ai ritmi balcanici fino all’elettronica nel tempo di una canzone. Con la stessa passione e con la voglia di raccontare ciò che Una musica può fare, perfetta conclusione di un concerto che è un condensato d’amore e dedizione per la sua arte.

Angela Caporale e Sabrina Mansutti

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