Le primarie del centro-sinistra a Milano: chi sono i candidati?

Francesca Balzani, avvocato ligure, già assessore al bilancio del Comune di Genova ed eurodeputata per il Partito Democratico, attualmente assessore al bilancio e tributi e vicesindaco di Milano, è la figura che rappresenta continuità con l’attuale giunta guidata da Giuliano Pisapia.

Giuseppe Sala è il candidato fortemente voluto dal Premier Matteo Renzi e che colleziona apprezzamenti, tra gli altri, anche da Giorgio Ambrosoli e Umberto Veronesi. Commissario unico e amministratore delegato di EXPO fino al 18 dicembre scorso, vanta in passato esperienze in Pirelli, Telecom e Nomura Bank.

Pierfrancesco Majorino, 43 anni, attuale assessore alle politiche sociali, è il punto di raccordo tra la minoranza del PD e SEL, già capogruppo dei democratici all’epoca del sindaco Moratti e scrittore e vicepresidente nazionale Rete Città Sane, un associazione di Comuni italiani divenuta associazione senza scopo di lucro nel 2001.

Il quarto candidato è l’outsider Antonio Iannetta, direttore di UISP, acronimo che sta per Unione Italiana Sport per Tutti, e per anni impegnato in progetti di cooperazione internazionale relativi allo sport in Paesi come la Somalia, la Palestina e il Brasile, presente anche lui al teatro Dal Verme ma destinato ad avere un ruolo di secondo piano nelle primarie del 6-7 febbraio.

Chi invece risulta essere il favorito, con quasi il 50% dei consensi secondo gli ultimi sondaggi, a fronte di poco meno del 25 sia per Balzani che per Majorino, è Giuseppe Sala.

Nel confronto “all’americana” il Commissioner di EXPO ha provato a snocciolare parte del suo programma politico, ancora abbastanza oscuro, partendo dalla proposta di rigenerazione di nove luoghi simboli di Milano, ognuno da individuare in ciascuna zona della città.

Sul tema dell’inquinamento, da tempo all’ordine del giorno, si è detto contrario all’allargamento dell’Area C oltre l’attuale Cerchia dei bastioni proponendo invece il potenziamento della metropolitana milanese e la sua estensione fino a Monza.

La proposta ad effetto riguarda invece la riapertura dei Navigli, vero simbolo della Milano nostalgica, un’operazione che Sala definisce “né nostalgica né utopica, ma il segno vero di un ripensamento della città.”

Un altro tema importante, a Milano così come in tutte le grandi città italiane, riguarda il problema degli alloggi popolari. L’idea di Sala è quella di coinvolgere Cassa depositi e prestiti per la ristrutturazione degli immobili e al tempo stesso dare il via libera ad una serie di privatizzazioni che permettano al Comune di Milano di ricavare quelle risorse necessarie per far fronte ad ogni tipo di emergenza, come ad esempio gli interventi di housing sociale.

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Fonte: partitodemocratico.it

Il leitmotiv che ha accompagnato il dibattito, come anche l’intera campagna elettorale, riguarda il futuro dell’area EXPO, per la quale il Governo dovrebbe stanziare 1.5 miliardi di euro per i prossimi dieci anni e dove Sala ritiene che la scelta migliore sia quella di costruire un campus universitario.

Sempre riguardo a EXPO il Commissioner ha respinto al mittente (Majorino) le accuse di poca trasparenza e di rosso in bilancio nei conti dell’Esposizione Universale (i quali saranno resi pubblici solo a marzo), dichiarando la buona riuscita, sia da un punto di vista culturale-turistico che economico, della manifestazione. Più difficile è stato invece spiegare l’apertura nei confronti di Comunione e Liberazione, un mondo non così vicino al alla cultura, ai valori e alle idee tipiche del centrosinistra.

La Balzani invece, con la sua campagna “Punto e avanti: continuiamo la bella stagione”, ha subito posto l’attenzione su un tema a lei molto caro, l’ambiente.

“Zero consumo di suolo” è la politica con quale combatterà la speculazione edilizia presente a Milano da troppi anni. Per le aree dismesse e non utilizzate l’idea è la rinaturalizzazione e riforestazione di spazi equivalenti a quelli edificati, per incrementare la biodiversità urbana.

È favorevole ad un’estensione dell’Area C, alla costruzione di una nuova moschea in città, mentre desta perplessità la proposta di tram gratis ai milanesi, non essendoci difatti le necessarie coperture.

Un’idea originale riguarda la nomina di un assessore della notte, responsabile delle attività creative e della sicurezza dopo il tramonto, il che farebbe di Milano una città viva 24 ore su 24.

Per quanto riguarda l’area EXPO, ovviamente l’obiettivo è quello di rispettare l’ambiente, con un progetto di installazione di tre diversi parchi: un parco delle biotecnologie, un parco pubblico delle biodiversità e un parco agroalimentare che dovrà fungere da nuovo “Salone dell’agroalimentare”.

Sul tema sicurezza, la Balzani propone la sperimentazione della “sicurezza di vicinato”, una politica di prevenzione della criminalità e la collaborazione continua fra le realtà dei quartieri e le forze dell’ordine.

Infine una proposta molto interessante riguarda la volontà di rendere Milano una città policentrica, superando la contrapposizione centro/periferia al fine di creare più centri vitali nei quali investire per il recupero degli edifici e dei servizi al cittadino, per l’aumento delle aree verdi e delle attività culturali.

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Fonte: corrierequotidiano.it

Il candidato sopra le righe di questo primo dibattito è stato senza ombra di dubbio il vulcanico Pierfrancesco Majorino.

Lo slogan iniziale “né con Sala né con i salotti” è una sostanziale dichiarazione di guerra agli altri due candidati forti, Sala ovviamente facendo riferimento al cognome dell’ex AD di EXPO, e la Balzani additata come l’esponente della Milano borghese che ha accettato un appello firmato da oltre 130 personalità di spicco del mondo milanese, come Stefano Boeri e Nando dalla Chiesa.

Majorino, con un linguaggio molto semplice ma altrettanto diretto, ha presentato il suo programma elettorale improntato su quella che lui chiama “rivoluzione verde”.

È concorde nell’estendere l’attuale area C e di conseguenza operare una politica di sconti e agevolazioni sui biglietti ATM per anziani, bambini e precari.

L’assessore ha rilanciato la sua idea del “reddito minimo comunale”, una proposta definita impraticabile sia dalla Balzani che da Sala, che costerebbe tra i 50 e i 65 milioni di euro, di cui già 38 sarebbero disponibili.

Sul tema delle case popolari ha lanciato la proposta “zero case vuote”, promettendo di riempire il prima possibile le novemila case popolari inabitate di proprietà del comune di Milano.

Per quanto riguarda il futuro dell’area EXPO l’idea è quella di creare una sinergia tra l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università degli Studi di Milano, lasciando parte del progetto alla costruzione di una cittadella della musica e spettacolo dal vivo.

Il jolly di Majorino riguarda invece la cessione definitiva dello Stadio di San Siro a Milan e Inter, e utilizzare il conseguente ricavato, stimato attorno agli 80 milioni, per finanziare interventi sociali nei quartieri popolari della città.

Quando è stato il suo turno, Antonio Iannetta ha posto subito l’attenzione sul tema della sicurezza, soprattutto nelle periferie, con l’idea di rilanciare la figura del vigile di quartiere. Si auspica che Milano torni a investire sulle cosiddette vocazioni imprenditoriali quali l’attività di ricerca, la creatività e l’innovazione, senza dimenticare il tema del verde, con la proposta di piantumare oltre 3 milioni di alberi entro il 2021.

L’idea è quella di una città che crei nuovi posti di lavoro, che possa arricchirsi di innovazione e imprenditorialità che le permettano di ottenere una leadership internazionale e di ricevere i riconoscimenti che si merita, rilanciandola dal punto di vista del turismo, cosa che EXPO ha iniziato, con la promozione delle sue bellezze e la valorizzazione del suo patrimonio artistico e culturale.

Sala sembra così essere il favorito, ma per avere la piena fiducia dei milanesi deve allontanare i dubbi riguardo alla sua vera appartenenza politica, sul suo oscuro rapporto con Comunione e Liberazione e soprattutto non dovrà promettere nulla di irrealizzabile.

La giunta Pisapia si è sempre caratterizzata per la sobrietà, ha promesso solo ciò che era certa di realizzare. Avere una visione, un sogno e un ideale di città è importante e fondamentale, ma promettere cose difficilmente realizzabili e soprattutto illusioni è una cosa ben diversa.

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