Aspettando il 21 novembre: Lo Stato Sociale

Aspettando con molta poca pazienza il concerto del 21 novembre a Bologna, ho deciso di dedicare la recensione di oggi alla band bolognese Lo Stato Sociale.
Ero riuscita a evitare, con evidente fatica e malcelato orgoglio, di appassionarmi anch’io alla band indie-rock bolognese che va tanto di moda fra gli sbarbi di tutta Italia, tanto di moda che non è più possibile aprire Facebook senza incappare in un mezzo milione di citazioni entusiaste di sbarbi esaltati e vittime della più nera ormonite, spezzoni di canzoni lacrimose di coppie in crisi o anche nichilistici Mi sono rotto il cazzo con la traccia inclusa. Gli Stato Sociale vengono nominati, citati e emulati talmente spesso che, se fossi in legittimo possesso di una certa parte del corpo che non posso nominare, la suddetta sarebbe ridotta a piccoli e grumosi chicchi d’uva passa. Una vera goduria. Poi, per puro caso mi sono ritrovata ad ascoltare Vado al mare e il testo mi è rimasto impresso a fuoco nel cervello.
Crocevia per la morte tu sei come tutte le persone che s’incontrano
La distanza ci rende intoccabili e tra noi c’è uno spazio di approfondimento
Il ricordo delle tue problematiche rafforza la mia solitudine
Uno stato emotivo piacevole In cui sei quella che non c’è
Anni di fedelissima lettura dell’oroscopo di Rob Brezny mi hanno fermamente persuasa dell’esistenza di un particolare tipo di intelligenza, situata vergognosamente a cavallo fra quella emotiva, quella strategica e quella manageriale che consiste nel riuscire a dire a chiunque esattamente la cosa giusta al momento giusto, regalando l’illusione di un abbraccio fraterno e di una consolante pacca sulle spalle in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo, una sorta di prezzemolo linguistico.
Nel lontano e fuligginoso 2009, quando ancora andavano di moda Barack Obama e le scarpe basse, tre DJ della bolognese Radio Città Fujiko decidono di fondare una band elettropop col nome di qualcosa che, come sostiene il frontman Lodovico “Lodo” Guenzi, in Italia non esiste “Fossimo nati in Francia ci saremmo chiamati Il Bidet“. Nel 2009 la formazione a tre viene ampliata dall’ingresso di Enrico Roberto e Francesco Draicchio. Il sorprendente EP d’esordio (mi si perdoni il riferimento ad un altro gruppo) è l’autoprodotto Welfare Pop del 2010, seguito l’anno successivo da un secondo EP genialmente intitolato Amore ai tempi dell’Ikea, inaugurando la collaborazione con la Garrincha Dischi, un’etichetta indipendente meravigliosamente contaminata: dai dischi beatlesiani alla musica elettronica dancefloor. Nel 2012 esce il primo album della band bolognese, Turisti della democrazia,da cui proviene la canzone che ha inaugurato la mia passione e al quale segue un tour di 200 concerti in Italia e in Europa. Oltre alla mia adorata Vado al Mare, che prende probabilmente le fila dalla più aggressiva e omonima canzone degli X-Mary, merita una menzione particolare Ladro di cuori col Bruco, un pirandelliano tour nell’universo semi no sense delle chiacchiere da bar e nella giungla di bollicine e solenni promesse del rimorchio alcolico:
T’avessi vista guardare la neve d’aprile per strada
Poi, non t’avessi più incontrata,
forse, t’avrei per sempre amata. 
Nelle canzoni dello Stato Sociale, teatro e musica si accavallano, litigano, si uniscono in un abbraccio intricato e furente. La spiazzante, quasi crudele, bellezza dei testi è talmente evidente che è forse più probabile parlare di teatro, musica e poesia, anche perchè In due è amore in tre è una festa (che però si trova nell’Italia peggiore).  Poetica e malinconicamente sfuggente come la neve d’aprile è anche la splendida Seggiovia sull’Oceano, a cavallo fra una canzone d’amore e un’ode in memoria, alla In morte del fratello Giovanni di Ugo Foscolo, per intenderci.
Nel 2013, ad un anno dalla prima pubblicazione, Turisti della democrazia viene ripubblicato in edizione deluxe, e nel doppio CD compare la reinterpretazione degli 11 brani del disco originali da parte di undici artisti, fra i quali gli inglesi Swayzac, i francesi The Superman Lovers, i  99 Posse e anche Giovanni Gullino dei Marta sui Tubi. Nel 2014, con la collaborazione di Piotta e di Max Collini degli Offlaga Disco Pax, esce l’album L’Italia peggiore, le cui royalities per ogni disco venduto durante le prime due settimane di lancio dell’album, vengono destinate ad Emergency. In fondo in fondo, non c’è solo l’Italia peggiore, nella nostra gretta e mangereccia penisola.
Sofia Torre   
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