Mormoni e comunità LGBT+: una difficile convivenza raccontata da Salt Lake City

Lo Utah è lo stato al mondo con più fedeli mormoni e uno stato molto conservatore, ma allo stesso tempo Salt Lake City, suo capoluogo, è una delle città con la più alta percentuale di adulti che si identificano come appartenenti alla comunità LGBTQI+ negli Stati Uniti: nel 2015 GALLUP posizionava la metropoli al settimo posto. Queste due variabili si intrecciano e sono molte le persone queer che vivono il conflitto tra religione e orientamento sessuale.

Per comprendere meglio il complicato rapporto tra omosessualità e mormonismo, The Bottom Up ha intervistato quattro ragazzi omosessuali nati e cresciuti in famiglie mormone in Utah. Presentiamo di seguito le prime due testimonianze.

Foto di Marta Yang

“Sono stato cacciato di casa per aver avuto un ragazzo”

Jacob Evans è un ragazzo di 24 anni, nato e cresciuto in una famiglia LDS in Utah. Ora vive tra Los Angeles (California) e Salt Lake City (Utah). 

“La mia famiglia è mormona e i miei antenati erano anche tra i leader della Chiesa LDS con Joseph Smith e Brigham Young. Io sono tecnicamente ancora membro della comunità religiosa, non mi sono rimosso dai registri, ma non supporto più la Chiesa e non me ne sento più veramente parte. Penso che il mormonismo dia delle buone basi su alcune questioni spirituali rendendole più facili da comprendere, ma in generale credo che la Chiesa sia un po’ “assurda” e che non sia chi pensa di essere.”

La famiglia di Jacob è mormona e questo ha avuto delle conseguenze nel modo in cui lui ha vissuto il suo orientamento sessuale: “Nella mia famiglia c’è decisamente un’oppressione sistematica nei confronti delle relazioni non eterosessuali. Io sono stato cacciato di casa per aver avuto un ragazzo in passato, anche se ora la mia famiglia sta venendo a patti con la situazione e si sta sforzando di accettarmi. In generale, la mia identità sessuale li fa sentire a disagio e i miei parenti non sanno bene come comportarsi, ma fanno del loro meglio per comprendere che le mie relazioni sono proprio come le loro.”

Con gli amici mormoni il percorso di accettazione è stato diverso: “La maggior parte dei miei amici LDS mi ha accettato, ma questo perché ho scelto le mie amicizie strette molto attentamente. Fortunatamente, i miei amici mormoni e quelli non mormoni la pensano ugualmente quando si tratta di identità queer. Una cosa che ho notato è che fuori dallo Utah c’è meno divisione tra persone LDS e non LDS e minor conflitto tra le due parti, mentre in Utah le persone mormone vedono gli altri come dentro o fuori la Chiesa.”

Abbiamo chiesto a Jacob se pensa che sia più difficile fare coming out e accettarsi per una persona queer parte della Chiesa LDS piuttosto che per una persona non mormona: “Totalmente. Nel 2022 sono stati fatti molti progressi per quanto riguarda l’accettazione ma alcuni dei leader della Chiesa, più vecchi e più indottrinati, hanno rovinato tutto. Elder Oaks (presidente del Quorum dei Dodici Apostoli e parte della Prima Presidenza) in particolare ha dichiarato guerra contro le identità non tradizionali. Anche Elder Holland (membro del Quorum dei Dodici Apostoli e nono Presidente della Brigham Young University) che prima era piuttosto tranquillo al riguardo, ha cambiato la sua opinione e ha dichiarato pubblicamente guerra contro dei miei amici, i quali sono tra le persone più amorevoli che abbia mai incontrato.” Jacob fa riferimento alla risposta di Elder Holland al coming out fatto pubblicamente da Matt Easton durante la cerimonia di laurea del 2019. Matt era studente di Scienze Politiche alla Brigham Young University (BYU), università di proprietà della Chiesa mormona situata a Provo (Utah), di cui Elder Jeffrey Holland è Presidente. Nel 2019 Matt era il miglior studente (valedictorian) del corso di laurea di Scienze Politiche della BYU e in quanto tale ha sostenuto il discorso di commiato. Durante questa occasione il ragazzo ha dichiarato di essere “proud to be a gay son of God” facendo coming out davati a tutta l’università.

Nell’Agosto del 2021 Elder Holland ha accusato Matt di “aver preso il controllo” della cerimonia di laurea del 2019, le parole del Presidente: “Se uno studente utilizza un palco di laurea destinato a rappresentare tutti gli studenti laureandi per annunciare il suo orientamento sessuale, cosa potrebbe sentirsi libero di annunciare un altro studente il prossimo anno finché alla fine tutto sarà permesso? Che significato potrebbe assumere – o non assumere – la cerimonia di laurea se incoraggiamo l’individualità del singolo ad essere più rilevante della dignità istituzionale per molto tempo? Finiremo semplicemente con maggiore divisione all’interno della nostra cultura, più di quella che già abbiamo? Perché ne abbiamo già troppa ovunque.”

Jacob sostiene che se un gesto come il coming out viene ritenuto divisivo per la Chiesa, allora questa non è inclusiva come sostiene di essere, non solo nei confronti degli omosessuali: “È divertente come la Chiesa LDS affermi di essere una “casa” per tutti allo stesso modo, ma in pratica l’organizzazione (e di conseguenza la cultura) sia incredibilmente prevenuta nei confronti di tutte le persone che loro ritengono essere meno valide in quanto nate nel modo in cui sono nate. La storica ma ancora recente politica contro gli afroamericani è un altro esempio dello stesso disprezzo.”

“Le persone che sono state crudeli con me non sono la Chiesa e ciò che insegna”

Skyler Andersen

Jacob crede che la Chiesa mormona disprezzi le persone che si trovano in relazioni non eterosessuali, ma questa non è una posizione comune a tutte le persone omosessuali ex-membri della Chiesa LDS. Skyler Andersen è un ragazzo cisgender di 20 anni, nato e cresciuto in una famiglia mormona, che non si considera più un membro attivo della Chiesa e vive a West Valley City (Utah).

Anche per Skyler l’appartenenza religiosa della famiglia ha comportato difficoltà : “Nella mia personale esperienza l’appartenenza religiosa dei miei genitori ha avuto un impatto molto negativo sull’accettazione di me stesso, così come sul mio coming out, e loro stanno ancora lavorando sull’accettarmi. Il mio percorso ha comportato molta auto-riflessione e costruzione di fiducia in me stesso”.  

Nonostante questo Skyler crede che la Chiesa LDS sia una comunità amorevole e che il disprezzo e i giudizi negativi nei confronti delle persone omosessuali provengano in realtà  dalle persone che interpretano male i principi religiosi che dalla Chiesa in sé: “Conosco delle persone che hanno avuto esperienze più positive della mia nel coming out. Entrambi eravamo membri della Chiesa, quindi la differenza stava principalmente nelle persone da cui eravamo circondati. Una persona che conosco è ancora un membro attivo della Chiesa così come è felicemente parte della comunità Lgbtq+. Mi ci è voluto un po’ per imparare ad accettarmi dopo essere stato ferito così tante volte per qualcosa che non potevo cambiare indipendentemente da quanto lo volessi. Ora sono felicemente “out of the closet” e sicuro di me stesso. Amo anche la Chiesa, anche se non sono più un membro attivo, e ricordo a me stesso che le persone che sono state crudeli con me non sono la Chiesa e ciò che insegna. Molte persone disprezzano la Chiesa per l’esperienza che hanno avuto, ma è importante sapere che questa predica di amare e aiutare tutti: sono le persone che non sempre seguono questi insegnamenti.”

Skyler crede inoltre che le nuove generazioni abbiano una mentalità più aperta, nonostante l’appartenenza religiosa: “La maggior parte dei miei amici è stata molto accogliente. Penso che questo abbia a che vedere con l’età in cui viviamo. Molti di noi sono meno conservatori e vogliono maggiore eguaglianza nel mondo. È stato molto più facile fare coming out con i miei amici rispetto a quanto non lo sia stato con i miei genitori. A prescindere che fossero mormoni o meno, con loro le esperienze di coming out sono state simili.”

“Ora che sono cresciuto l’appartenenza religiosa della mia famiglia non ha più alcun impatto su come vivo il mio orientamento sessuale. E tutt’ora vivo seguendo alcuni valori che mi sono stati insegnati dalla Chiesa LDS, questo perché li condivido.”

Marta Yang

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