Perché è necessario parlare di Medio Oriente

Il presente può essere compreso solo in termini di passato. Il presente ha senso solo in termini di passato”

William Cleveland

Facendo un po’ di analisi dei media, mi sono accorta che chi fa informazione tende ad avere molta fiducia nel lettore: nella gara di velocità che caratterizza l’attuale sistema di informazione molte notizie vengono gettate nude e crude in pasto a chi legge, senza contesto, spiegazioni, informazioni aggiuntive che possano aiutare a capire. Un esempio? Articoli formati solo ed esclusivamente da eterni virgolettati, qualche “afferma” e “sostiene” qui e lì e nemmeno un indizio spazio-temporale (sic!).

Mi sono chiesta se questa grande fiducia nelle pregresse conoscenze del pubblico non sia in realtà una forma di appiattimento della complessità di ciò che accade, un luogo sicuro in cui evitare di sviscerare un argomento, con la scusa di limiti di spazio e di tempo, o ancora una dimensione in cui ci si dimentica del compito di traduzione sociale del giornalismo. A chi dice che informarsi e colmare eventuali lacune è responsabilità di chi legge, dico che un lettore e una lettrice navigati molto verosimilmente non si offenderanno nel trovare informazioni già assorbite, un lettore e una lettrice meno socializzati ad un certo tema ne saranno invece grati.

Qui su The Bottom Up vogliamo creare cultura in modo lento, approfondito, scavando dentro alle notizie per tirarne fuori storie a tutto tondo. Non vogliamo buttarvi lì una citazione sul legame tra passato e presente di un professore senza volto. Vogliamo raccontarvi di come in un’intervista sul perchè è necessario studiare il Medio Oriente, William Cleveland, storico e docente di Storia presso la Simon Fraser University, affermi che il passato spiega il presente e il presente non può essere compreso e sviscerato che attraverso una cultura storica, che richiede spazio, tempo e dedizione.

In un mondo sempre più veloce, abbiamo deciso di dare il via a una nuova categoria, approfondita, ricca di informazioni di contesto e pezzi di carattere socioeconomico e politico, ma anche di storie : si tratta di “Medio Oriente”.

Tratteremo un paese ogni mese, proponendone una scheda storica, che crei le fondamenta per capire il presente, un pezzo di attualità e una storia di taglio culturale.

 

Quattro buoni motivi (più uno) per parlare di Medio Oriente

Perchè Medio Oriente? Innanzitutto perché ci interessa e, mantenendo fede al principio che portiamo per nome, scriviamo di quello che ci appassiona.

Dal punto di vista delle relazioni internazionali poi, il Medio Oriente è una miniera d’oro: petrolio, risorse minerali, stati creati a tavolino, nazioni in lotta per rivendicare un proprio spazio, regimi autoritari, conflitti regionali che influenzano governi dall’altra parte di oceani e attori che cercano di riformare l’ordine globale. E questi non sono che spunti.

Allo stesso modo, il Medio Oriente è un terreno in cui il dibattito teorico sui diritti umani può trovare spunti stimolanti e fiorire in modo più inclusivo e multipolare. I temi spaziano dalla regionalizzazione dei diritti umani, al rapporto tra questi ultimi e cultura, religione e socializzazione non occidentale, fino ai lasciti del colonialismo e agli effetti del neocolonialismo.

Infine, secondo un approccio più olistico lungi dall’essere egoistico, parlare di Medio Oriente è necessario perché non possiamo pensare che quello che accade in Libano non ci riguardi in Europa o in Occidente. Ci riguarda perché l’attuale conformazione territoriale, causa di tante dispute e conflitti, è un retaggio del colonialismo europeo. E ci riguarda perché, se anche non ci importasse nulla di cose “morte e sepolte” decenni fa, il mondo globalizzato in cui viviamo ci obbliga a una maggiore vicinanza – e un qualche modo per dare senso a quella che per qualcuno è una convivenza forza dobbiamo pur trovarlo.

Anche se forse la mia ragione preferita per parlare di Medio Oriente rimane che altri esseri umani – e di conseguenza tribù, città, Stati, Nazioni – dovrebbero sempre essere con eguale dignità in cima alle nostre agende mediatiche, perché siamo tutti parte della stessa razza, quella umana.

Marta Silvia Viganò

Immagine di copertina: https://www.bmbf.de/en/middle-east-and-africa-2279.html

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