I Finley? Spaccano ancora!

Era fine agosto 2007, le casse della sagra di Villanova di Camposampiero, in provincia di Padova, passavano i brani di “Tutto è possibile” e “Adrenalina”, e a me quella sera avrebbero rubato il mio bellissimo primo casco del motorino. Me lo ricordo come fosse ieri. 31 agosto 2019, stesso paese, ora tutto è un po’ più grande. La festa, il Novarock, lo è, io lo sono e quel motorino non ce l’ho più, ma nell’aria risuonano ancora i Finley. Live questa volta, e non è una tribute band, sono proprio loro in carne, ossa, fumo e cenere! Più grandi anche loro, con un po’ di barba in più, come me. Ma sul palco mi sembrano gli stessi che vedevo su MTV a TRL dodici anni fa. 

Sono le 9 di sera, sotto il tendone ci saranno 40 gradi, si suda, ma la gente continua ad arrivare, sempre di più. Sono lì a lavorare dietro alle spine di birra, ma non ho di che lamentarmi, anzi, ho una postazione rialzata fronte palco da dove posso godermi il concerto, fantastico. La gente ha sete, birra, bibite e acqua fredda scorrono a fiumi, alle dieci e mezza alzo la testa e mi guardo attorno. Vedo solo teste, non solo davanti a me sotto il palco, ma ovunque, fuori, nella strada, sui gradini della chiesa, nell’aiuola. All’inizio c’erano solo qualche decina di persone a litigarsi i primi posti sulle transenne, poi hanno iniziato ad essere un centinaio, qualche centinaia, sempre di più. Credo di non sbagliare di molto se dico che ci saranno state un migliaio di persone ad assistere al concerto, tutti tra i 20 e i 30 anni, ma ancora adolescenti dentro per una notte. Qualche amico mi avvisa che ci sono, che li ha visti arrivare nel pomeriggio per un rapido check, io ancora fatico a crederci. 

Sono quasi le undici, la gente è assiepata sotto al palco addosso alle transenne, finalmente si spengono le luci, l’adrenalina, assieme all’afa, è palpabile nell’aria. Salgono sul palco Dani, Ka, Ivan e per ultimo Pedro, in uno sfavillante giacchetto rosso che, nonostante la temperatura infernale e i fari puntati addosso, ha tenuto per quasi metà concerto. Non ho veramente idea di come abbia fatto. Fanno un’ora e mezzo di spettacolo senza risparmiarsi, un rock show senza tanti fronzoli e tutta sostanza. L’energia che trasmettono dal palco è incredibile, le hit di “Tutto è Possibile”, “Adrenalina”, “Fuori” sono da pelle d’oca. “Diventerai una star” è tra le prime in scaletta, una selva di cellulari si leva davanti a me moltiplicando a non finire l’immagine del palco, mentre la voce del pubblico che intona a memoria la canzone quasi sovrasta quella di Pedro. Pazzesco. Verso la fine la classica finta uscita di scena per farsi acclamare e richiamare sul palco, solo che la cosa prende una strana e divertente piega. La folla sì li richiama sul palco cantando “se non fate l’ultima noi non ce ne andiamo”, ma parte anche un altro coro : “Bevooo, bevoooo…” in fin dei conti siamo in Veneto! Dani esce e sembra divertito, ci prende gusto e incita il pubblico a continuare con il coro, prima di annunciare l’unica cover Fat Lip dei Sum41. Dopo esserci stretti e sgolati con Fumo e cenere”, ci lasciamo sugli “uooo” di “Tutto è possibile”

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Foto Stefano Miato per Punto Giovani NovaRock

La vera anima del Rock

Si riaccendono le luci, spino ancora qualche birra, la gente defluisce, i tecnici iniziano a smontare il palco. Una serata esageratamente bella per il calore del pubblico, in tutti i sensi. Mi attardo ancora un po’ sperando di riuscire ad incrociarli e scambiare due parole, un’intervista esclusiva per The Bottom Up, ma purtroppo rimango deluso e torno a casa ripensando a come sono cambiate le cose in dieci anni. Come sia strano riuscire a chiamare un gruppo come loro in provincia, quando dieci anni fa avrei pagato per andarli a vedere in un palazzetto. A quale sogno, però, hanno realizzato e realizzano loro accettando date come questa per chi le organizza, e per chi li può venire a vedere senza biglietto. Indubbiamente è un downgrading rispetto ai mega palchi, ma felice, a mio parere. In fin dei conti, l’anima del rock è il tour, lo stare tra la gente, suonare live, e questo loro lo fanno ancora alla grande. Dopo i primi due album sotto la loro etichetta indipendente “Gruppo Randa” del 2012, li avevamo persi di vista, si sono dedicati ad altro, programmi radiofonici, commenti sportivi. Nel 2017 sono tornati con l’album “Armstrong” ed hanno ricominciato i live in giro per la penisola. Come hanno affermato sul palco, non riescono a stare fermi e questa era l’ultima data del tour estivo di promozione per “We are Finley”, live album che contiene il loro ultimo singolo San Diego. Io, come tutti gli altri fan, spero di sentire presto altri pezzi nuovi, e di avere l’occasione di rivederli live. Non importa dove e come, i Finley ci sono, e spaccano ancora alla grande sul palco. 

Riccardo Dotti

 

Fonte immagine in copertina: Stefano Miato per Punto Giovani NovaRock

 

 

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