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Cambia tutto, ripartiamo dall’ambiente

Sono passati più di cinque anni da quando una serie di imprevedibili incontri casuali ha portato un gruppo di studenti universitari a dare vita a The Bottom Up.
Valerio Vignoli, padre del progetto, lo immaginava così. Un albero della conoscenza e dell’informazione in cui rami, tronco e radici avrebbero ospitato ciò che accade nel mondo raccontato da una prospettiva inedita, quella di un gruppo di ventenni, cittadini del mondo, istruiti, curiosi e appassionati di giornalismo. Idealisti, direbbe qualcuno. Stolti, direbbe qualcun altro, considerando quanto è complicato oggi fare questo mestiere che, come sosteneva Kapuscinski, non è fatto per i cinici.

In cinque anni è, però, mutato l’ambiente in cui agiamo. Il giornalismo non è più lo stesso, l’editoria soffre i tagli dei politici che ci vedono tutti come sciacalli e puttane, la disaffezione dei lettori, l’esplosione dei contenuti a fronte di una sempre più limitata capacità di comprendere dove viene raccontata quella “verità sostanziale dei fatti” che la deontologia professionale pone come dovere del giornalista. Noi, nel frattempo, abbiamo girato l’Europa e il mondo, abbiamo continuato a leggere, e scrivere, e ancora leggere e ancora scrivere. Allargando la famiglia di The Bottom Up che coinvolge oggi più di 40 persone, collaboratori brillanti e curiosi senza il cui impegno questa rivista non esisterebbe. Siamo diventati un’associazione, prima, e una testata registrata al Tribunale di Bologna poi, reggendoci sulle nostre gambe e grazie alla generosità di chi ci crede quanto noi (se vuoi fare una donazione, qui trovi tutte le istruzioni).

Ci siamo chiesti, tutti insieme, cosa abbiamo ancora da dire dopo tanto tempo dalla nostra nascita.
E tra tanti siti e giornali che chiudono, abbiamo scelto di ricominciare.
Oggi comincia il nuovo anno zero per The Bottom Up, che rinasce puntando tutto su tre concetti a noi cari: informazione, approfondimento, indipendenza.
Continueremo, dunque, a raccontare ciò che attira la nostra attenzione, dalla prospettiva che sentiamo più nostra, ma con una rinnovata lentezza e rispondendo al bisogno di sviscerare un argomento a fondo. Un articolo non basta, un solo punto di vista non è sufficiente per comprendere veramente il reale.

Su queste pagine troverete, con cadenza trimestrale, più di dieci articoli dedicati ad un solo argomento, grande, potente, rilevante per noi e, dal nostro punto di vista, per la collettività. Nasce, per la prima volta, la newsletter di The Bottom Up, a cui è già possibile iscriversi qui. Arriverà una volta sola al mese, direttamente nella vostra casella di posta, con il meglio di TBU insieme a quattro articoli tratti dalla stampa estera, selezionati e curati dalla nostra Francesca Maria Solinas. Esiste già, infine, il canale Telegram di The Bottom Up (lo trovate qui): il modo più semplice per leggere, ricevere e commentare gli articoli, giorno dopo giorno, direttamente sullo smartphone.

“Non ci sono più le mezze stagioni e altre verità con cui fare i conti”

Ripartiamo da noi, dunque. Da un’idea di Filippo Batisti e dalle nostre priorità, condivise da 8 giovani italiani su 10 che  si dichiarano disposti a modificare le proprie abitudini per arginare l’impatto del cambiamento climatico sul pianeta. Ebbene sì, il primo approfondimento tematico del nuovo The Bottom Up è dedicato all’ambiente.

Questo è il titolo che vedrete ripertersi su queste pagine fino alla metà del mese di marzo quando, in collaborazione con altre realtà virtuose e sostenibili del territorio (SPOILER: Resilienze Festival) ci incontreremo a Bologna per parlarne dal vivo. E non saremo da soli perché, come abbiamo sempre fatto, ci confronteremo con le storie, le esperienze e le conoscenze di chi è più esperto di noi. Non possiamo svelare di più, ma non abbiamo dubbi che accompagnarci in questo viaggio varrà bene una messa.

In cosa consiste, dal punto di vista editoriale, questo viaggio? “Non ci sono più le mezze stagioni e altre verità con cui fare i conti” ben riassume l’obiettivo comune dei 15 articoli che verranno pubblicati a partire da domani e fino al 13 marzo. Il filo conduttore è l’ambiente e, più in particolare, la necessità di affrontare e approfondire questo argomento perché il futuro del pianeta e dell’umanità sono strettamente legati ad esso. Non esiste vita, senza un pianeta capace di accoglierla. È bene ricordarselo, mentre troviamo decine e decine di rifiuti di plastica dentro le pance dei pesci oppure mentre leggiamo che le temperature polari di questi giorni sono la prova che il riscaldamento globale è una bufala.

Magari fosse una bufala, ci vien da dire. E proprio perché crediamo che sapere che esiste il cambiamento climatico non sia sufficiente, ci dedichiamo con tutte le nostre energie e le nostre competenze. Parleremo, dunque, di ambiente da tutti i punti di vista che ci hanno sempre contraddistinti: politico, economico, sociale, umano, culturale. 

Non mancheranno le occasioni per condividere consigli e strategie pratiche per una vita più sostenibile, né articoli dedicati al puro approfondimento, con la speranza di portare a voi, nostri lettori, qualche esempio o esperienza virtuosa da cui trarre uno spunto di riflessione. Parleremo di biodiversità, di biologico, di energia, di migrazioni. E ancora di cinema, di musica, di ecofemminismo, di città. Molte delle verità che non possiamo più ignorare perché ci riguardano tutti come singoli, come comunità, come umanità.

In bocca al lupo, dunque, a The Bottom Up che oggi inizia questa nuova avventura, che sia l’inizio di un lungo viaggio fianco a fianco, sempre dal basso per raccontare il mondo e, per quel che si può, provare anche a cambiarlo.

Angela Caporale

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