little antifa novel

Antifascismo a Pavia, il videogioco

Avviso ai lettori

Chi scrive, chi produce un videogioco, chi, in generale, crea un prodotto culturale, non può non essere, volente o nolente, politico. In questo articolo si parla di un gioco antifascista: l’autore, il giornalista e tutto ciò che ne viene fuori hanno una posizione politica ben precisa e chiaramente identificabile.

Il gioco è liberamente giocabile qui!

L’antefatto

Il 5 novembre di due anni fa a Pavia si svolge una manifestazione che riunisce sigle dell’estrema destra per commemorare Emanuele Zilli, un giovane dell’MSI morto nel ‘73 in un incidente (secondo la giustizia) o ucciso per vendetta (secondo la tesi dello scrittore Guido Giraudo). Da una decina d’anni i movimenti di estrema destra organizzano questo corteo sotto la sigla “Recordari”. Il percorso del corteo (che negli anni ha ingrossato sempre di più le proprie fila, con saluti romani e rulli di tamburi) prevede il passaggio da Piazzale Ghinaglia, un luogo della città dedicato a uno studente comunista, Ferruccio Ghinaglia, ucciso dai primi squadristi fascisti nel 1921. A sottolineare il valore simbolico del luogo, la Rete Antifascista Pavia decide di organizzare un presidio lì, aspettando il passaggio del corteo fascista per ostacolarne il passaggio. Sul resto, su com’è andata, lasciamo parlare le immagini.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Mauro Vanetti, ideatore e programmatore del videogioco Little Antifa Novel che ha partecipato in prima persona a quell’esperienza. Due anni dopo essersi ritrovato in mezzo a ciò che avete visto sopra, la situazione a Pavia sembra essere cambiata radicalmente. Mauro ci racconta di essere andato «proprio ieri (22 ottobre n.d.r.) a fare la trattativa con la Questura e con la DIGOS per il 5 novembre 2018. La scena è stata molto meno tesa di quella che si vede nel gioco, che invece racconta bene il clima del 2016». Il punto era non permettere la marcia dei neofascisti. «Non era proprio sul piatto quella possibilità, che invece era data come certezza nel 2016. Questo è il frutto della lotta che abbiamo condotto nel 2016 e del consenso molto alto che abbiamo saputo raccogliere in città attorno alla nostra posizione di rifiuto radicale del passaggio della marcia neonazista attraverso il centro di Pavia. Quest’anno il corteo in centro lo faremo noi, invece, indisturbati».

reteantifascistapavia.jpg
Fonte: Rete Antifascista Pavia

Risultato di un lavoro incessante condotto dalla Rete Antifascista, che nel 2016 aveva coinvolto nel presidio anche la CGIL e altre istituzioni, tra le quali anche l’ANPI, la cui adesione al presidio sollevava a livello nazionale l’importanza della questione: «per me che sono nipote di partigiano l’ANPI è una frequente delusione: l’Associazione spesso prende posizioni moderatissime che creano una distanza dall’antifascismo più combattivo e in particolare da quello giovanile. A Pavia la situazione era simile finché non abbiamo lanciato una sorta di #occupyANPI: abbiamo iniziato a iscriverci tutti, a partecipare alle loro discussioni, a cercare tra gli attivisti più grandi dei punti di riferimento coerenti. Insomma, per farla breve, elementi più di sinistra e soprattutto con più cuore hanno iniziato a vincere il congresso, a trasformare l’ANPI di Pavia dall’interno, a far entrare dei giovani in gamba nel direttivo, e infine l’ANPI cittadina ha aderito alla Rete Antifascista». Si era riusciti a dare così un ampio risalto mediatico alla vicenda. E, alla fine, la lotta della Rete Antifascista ha pagato.

zerocalcare_pavia
L’immagine realizzata da Zerocalcare, in risposta all’affissione intimidatoria di alcuni adesivi che “marchiavano” le porte degli antifascisti di Pavia. Fonte: contropiano.org

Tornando al videogioco (autodefinitosi “ludovolantino”), la visual novel è il genere adatto per raccontare un’esperienza di discussione, dibattito e antagonismo militante come è stato quello della Rete Antifascista Pavia nei giorni precedenti al presidio. Il giocatore viene immerso in osteria e al circolo ARCI, dove si svolgono le riunioni per decidere come opporsi al corteo neofascista: «Gran parte del gioco infatti non riguarda scontri di piazza o manifestazioni, ma semplicemente discussioni tra i compagni. Questo gioco si rivolge abbastanza chiaramente a un pubblico che si presume sia già d’accordo con l’autore su un concetto minimale di antifascismo: il fascismo è stato un male e contrastare il neofascismo oggi è necessario. Ho fatto la scelta di non considerare il punto di vista dei fascisti o degli indifferenti: ogni gioco e ogni storia si basa su delle premesse e, in questo caso, la premessa è che non c’è niente di salvabile in un’ideologia che predica la superiorità razziale, un nazionalismo bellicoso, l’oppressione dei più deboli, ecc.».

Schermata 2018-11-04 alle 11.18.28
Fonte: Little Antifa Novel

Little Antifa Novel porta a chiederci qual è la strategia migliore da adottare per contrastare i neofascisti: «è attaccarli? è contrastarli culturalmente? è raccogliere consenso con la cautela? o invece con la determinazione? è, addirittura, ignorarli? Considero tutte queste posizioni meritevoli di una discussione e quindi ho provato a rappresentarle. Naturalmente, non esiste la neutralità o l’obiettività dell’autore in nessun medium artistico o creativo: ho un’opinione e in qualche modo ciò che ho creato tradisce questa opinione. Credo però di essere stato a mio modo leale con il giocatore nel non costringerlo a ingurgitare il mio punto di vista».

Schermata 2018-11-04 alle 11.20.37

Mauro ci racconta che Little Antifa Novel consente ai giocatori di rivivere a modo loro i fatti del 2016: «una lezione di come, in una piccola città, un movimento antifascista abbastanza compatto seppure articolato possa fermare almeno in parte la minaccia neofascista. Per farlo siamo dovuti arrivare a una rottura della normalità, questo è abbastanza evidente anche nel gioco. Ma non è qualcosa che abbiamo decretato di punto in bianco, non è stata una forzatura, perché è emersa dalla discussione in assemblea. Questo era il punto che volevo valorizzare nel gioco, mostrando come gran parte delle decisioni essenziali si sono svolte nelle assemblee democratiche, certo più noiose e meno spettacolari degli eventi di piazza, ma che secondo me sono essenziali per la costruzione di un movimento».

Schermata 2018-11-04 alle 11.20.48
Fonte: Little Antifa Novel

Le azioni di piazza
È vero che, non appena si scende in piazza, spesso ci si trova a confrontarsi con un atteggiamento delle forze dell’ordine storicamente non del tutto amichevole con i manifestanti della sinistra. Come sempre in queste azioni, si fa una gran confusione e ci si divide tra chi sostiene l’importanza di reagire alla provocazione di un corpo che rappresenta l’azione esecutiva dello Stato e chi preferisce adottare una condotta del tutto passiva e non violenta. Questo grande dilemma viene affrontato nel gioco lasciando ampia possibilità di scelta al giocatore. È qui che, probabilmente, si gioca qui la parte più importante di Little Antifa Novel, poiché, anzitutto, fa quello che un videogioco (o un prodotto ludico in generale) dovrebbe fare: essere interattivo per educare alle scelte della vita reale; in secondo luogo, tocca un tasto molto delicato. «I contrasti più delicati, come spesso avviene nella realtà, non avvengono direttamente coi fascisti ma in qualche modo “per procura”, cioè tra gli antifascisti e lo Stato (polizia, amministrazione comunale, in qualche misura anche l’autorità giudiziaria). Se da un attacco fascista ci si deve perlomeno difendere invece di porgere l’altra guancia, ciò è meno ovvio quando si tratta di un attacco da parte dell’autorità statale». Ci spostiamo poi su un discorso non solo politico e culturale, ma anche normativo. Lo Stato italiano purtroppo storicamente non ha mai garantito facilmente le lotte contro i movimenti di estrema destra, mai sopiti del tutto.

neofascistipavia.jpg
Il gruppo di neofascisti a Pavia. Fonte: La Provincia Pavese

Il videogioco risorsa per il territorio
Il videogioco è ormai, sempre di più, un medium attraverso cui valorizzare il territorio. Oltre l’esempio più celebre di Assassin’s Creed e l’impatto turistico sul piccolo paese di Monteriggioni, altri prodotti indie negli ultimi anni stanno imboccando la strada di ambientare i propri videogiochi sul territorio italiano. Anche il gioco di Vanetti si inserisce tra questi, rappresentando la città di Pavia: «io sono un po’ fissato con la mia città, ne parlo sempre e troppo. In questo gioco ho voluto mettere dei riferimenti geografici e storici perché penso che ci siano delle dinamiche anche politiche che nascono dalla conoscenza dei luoghi e della loro storia. Sono molto contento nel vedere che persone che hanno giocato il gioco imparano dove si trovano, per dire, piazzale Ghinaglia o Strada Nuova, perché ci sono le scene con la mappa dove bisogna stabilire una strategia di piazza». Ma soprattutto si fornisce una conoscenza, seppur parziale, della città anche a chi non la conosce (come chi scrive), di sapere qualcosa in più su alcuni luoghi, su come essi diventino spazi, grazie al loro valore simbolico-politico, e di intuire un sostrato culturale cittadino. I giocatori così «diventano un po’ pavesi e imparano a capire le scelte pratiche che abbiamo dovuto prendere nel preparare la manifestazione; questo per me che sono militante da una vita è essenziale perché capisco che spesso è come se noi “compagni” vivessimo in un mondo parallelo che la gente “normale”, anche di sinistra ma non militante, fatica a volte a capire».

Appunto, Little Antifa Novel è prodotto di finzione, ma ci ha aiutato a vivere una realtà politica e sociale che, ad oggi, estesa a livello nazionale, non appare più trascurabile.

Daniele Barresi

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...