Nick Cave ha molta voglia di parlare con te

Nick Cave sta attraversando degli anni molto intensi, ma non per forza nell’accezione positiva del termine.

Non che questa sia una novità, se si considera velocemente l’intera rocambolesca vita del cantante australiano, cosa che non faremo qui per brevità.

Eppure qualcosa di ancora più terribile è successo, proprio dopo aver affidato al grande schermo l’immagine di un uomo di ormai 57 anni che aveva trovato una quadra alla propria esistenza sul piano artistico come sul piano quotidiano e affettivo. Ogni giorno in ufficio davanti alla macchina da scrivere, i ricordi ognuno al posto giusto, una riconciliazione col fantasma del padre, la serata “film inappropriato” con i figli avuti dall’ultima moglie Susie Bick, una ex modella che si occupa di moda. Poi, un pomeriggio nuvoloso del 2015, una tragedia ha fatto sì che uno di questi due gemelli eterozigoti dopo aver assunto una droga sintetica finisse ucciso da un volo senza testimoni dalle scogliere di Brighton. La pace non era evidentemente nel destino di Nick Cave.

nick cave
da La Caduta

Da allora c’è stato un album impregnato di lutto e mancanze, scritto profeticamente per metà prima dell’incidente, a sua volta raccontato in un altro documentario, presentato a Venezia, One More Time With Feeling, diretto da Andrew Dominik, curiosamente un ex della moglie, in cui per l’ennesima volta Cave si è ritrovato a ripercorrere il rapporto tra la vita privata, l’arte come sostegno ai drammi quotidiani e il ruolo di genitore. Stavolta con un tormento in più.

A un certo punto del documentario, Cave, rivolgendosi in camera, dando le spalle alla casa di Brighton oggi abbandonata in favore di Los Angeles, rassicura con fare un po’ anglosassone (lo dico in senso deteriore) sul fatto che “i concerti, gli album, quelle cose lì, non smetteranno di esserci”, i fan possono dormire sonni sereniloro.

E così è stato, Skeleton Tree è stato portato nelle usuali tournée mondiali dei Bad Seeds, con un’accoglienza sempre e comunque trionfale – immortalato nell’Ep Distant Sky – complice anche il rapporto simbiotico col pubblico che ormai da diversi anni Cave ha sviluppato con la parte animale e massificante delle grandi e ipnotizzate audience che affollano i suoi concerti.

Eppure, la voglia di qualcosa di inedito cresceva dentro il nativo di Wangaratta. Lo scorso marzo si è saputa la novità: incontri col pubblico a teatro, da solo contro tutti, un po’ alla Maurizio Costanzo dei bei tempi. Ma a differenza che nel trash televisione italiano, i fan del Re Inchiostro sono appunto affezionatissimi, trasversali, pluridecennali fan, con pregi e difetti del caso. Un pianoforte, uno sgabello e un microfono che gira tra il pubblico, senza rete. Tre incontri sulla East Coast statunitense, intitolati programmaticamente ‘So, What Do You Want To Know?’,

I’ve been feeling for a while that I’d like to talk to people about things. I’m not sure what to do with that. Dalla newsletter di Nick Cave & The Bad Seeds.

Chi c’è stato, racconta che oscillando tra domande effettivamente interessanti sul lavoro passato e futuro e momenti belli cringe di chi, almeno in pubblico, non è capace di rapportarsi in modo sano coi propri miti, alla fine il vero nodo di questo nuovo corso caveiano ha cominciato a pulsare: il lutto condiviso come terapia – così diretto e sincero da arrivare infine a una terapia reciproca, addirittura, a sentire Cave. Dopo la tragedia, Nick e Susie hanno cominciato a ricevere molte testimonianze di persone da tutto il mondo che hanno condivisole proprie tragedie, andando così a generare un legame a doppio filo tra una coppia di ricchissimi artisti e, presumibilmente, migliaia di fan che hanno preso carta e penna per testimoniare loro la propria vicinanza. Come accennato prima, Cave da tempi non sospetti aveva incominciato a creare e a celebrare un rapporto di scambio di linfa vitale tra sè e il pubblico: dopo Skeleton Tree ha voluto accelerare ancora di più su questo versante del suo essere rock star consumata ma non consunta. Il tema delle energie creative mancanti o risucchiate dai più disparati personaggi (incluso un brevissimo incontro piovoso con Bob Dylan in carne ed ossa) è anche un Leitmotiv della sua ultima fatica letteraria, l’eclettico The Sick Bag Song, un godibilissimo libretto di genere letterario indefinito, a metà tra autobiografia, diaristica e metacreazione tradotto in Italia da Bompiani nel 2016.

Grab da Red Hand Files.

Ma non è finita: questa idea è stata portata da Cave al di fuori dell’usale contatto umano ai concerti e quello straordinariamente strano nel talk show solitario grazie a un sito web, The Rend Hand Files, dove è in corso un ama (ask me anything) permanente, che esce anche come newsletter. Qui Nick può affrontare con la consueta ironia e maestria nell’uso della penna i temi più disparati che tutti, anche io e te, possiamo porgli. Io ovviamente l’ho fatto e se mai dovessi ricevere una risposta potrei piangere un pochetto. C’è chi gli chiede se ha mai pensato di riportare in vita i Grinderman (hey Nick, è stato bello, ma no grazie, NdR) ottenendo la risposta che dopo un meditato consulto con Warren Ellis la cosa migliore da fare è pubblicare un doppio cd di best of (questa la si capisce con wikipediata veloce); c’è un tedesco appassionato di corpora linguistici che ha contato le volte in cui nei suoi testi ricorrono certe parole arrivando a risultati abbastanza noiosi; c’è chi gli chiede se la Miley Cyrus che galleggia nella visionaria Higgs Boson Blues sia da immaginarsi viva o morta. Nella prima puntata però, Cave affronta, crucialmente, il problema della creatività, del lutto e della scrittura, finendo addirittura condividere il testo di una possibile nuova canzone, Fireflies.

Insomma, Nick ha molta voglia di parlare con te, fai il brav* e scrivigli, farà bene a entrambi.

Filippo Batisti
@disorderlinesss

Copertina: BrooklynVegan

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...