La Heredera del viento: l’ordinarietà delle figure straordinarie

La Heredera del viento: l’ordinarietà delle figure straordinarie

Avete presente quelle figure che hanno fatto qualcosa di grande nella loro vita, chi nel bene e chi nel male, che hanno creato idee, tecnologie, movimenti che hanno cambiato il mondo in cui viviamo? Quelle persone che insomma sono passate alla storia? Ecco, tendenzialmente quando si parla di loro la narrazione sembra calare dall’altro, come una telecamera muta che riprende con discrezione, come un occhio di bue che illumina i protagonisti e annulla tutto il resto. Spesso di queste persone alcuni aspetti più intimi e personali si conoscono – prole, stato civile, qualche gossip qui e lì – ma, a meno che voi non siate appassionati di biografie, le tante piccole componenti della loro ordinarietà passano in secondo piano. Una voce fuori campo narra, è quella di una giovane donna. Il film è un’intervista di Gloria Carrion Fonseca ai suoi genitori, militanti della rivoluzione sandinista. . Aneddoti di vita personali si intrecciano con cesure storiche: il primo appuntamento, la prigionia e la tortura, la liberazione di Managua il 20 luglio, l’incontro inaspettato nella piazza principale, la lotta contro la neonata formazione dei Contras sostenuta dagli Stati Uniti, la presa delle armi da parte dei , le separazione, il non essere a casa perché impegnati a portare avanti una rivoluzione. un film che racconta in modo puntuale il Nicaragua degli anni 80 , con immagini d’epoca, canti quotidiani della rivoluzioni che hanno tutta l’aria di non essere cantati da un po’. È sì il il , di personaggi che hanno cambiato le sorti del loro paese. Ma ciò che rende questo film così toccante e originale è il punto di vista, la lente attraverso cui tutti gli eventi e le relazioni sono raccontati: . Una bambina che si è salvata da sola mentre i genitori erano impegnati a salvare . Una figlia che è sempre venuta dopo, perché “è vero, la rivoluzione veniva per prima, per seconda e anche per terza”. Una donna che ha provato a scappare dalla sua terra, dalla rivoluzione, per capire ad un certo punto che lei era la sua terra, era la rivoluzione. Ed è tornata, per farci pace. , con percorsi, debolezze, lacune, scelte, insomma con un’ordinarietà che spesso è nascosta, rimane celata, proprio dietro le tende della storia. : di quelle che si battono e sono pronte a rischiare la vita per un ideale, di quelle che decidono di non scappare dal passato e di elaborarlo.