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Armi, in vigore il regolamento che rende più facile acquistarle

La Gazzetta Ufficiale, lo scorso 10 agosto,  ha pubblicato il decreto che rende meno restrittiva la normativa sul possesso di armi detenute legalmente in Italia.

Oggi il nostro è il primo Paese a recepire la direttiva europea 853/2017, che modifica quella del 1991: sarà più semplice burocraticamente acquistare un’arma. Basterà un’email per certificarne il possesso e sparirà l’obbligo di avviso a familiari o conviventi per ottenere la licenza. Dunque, meno restrizioni e rigide regole. Sarà forse un ritorno al Far West?

Il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, l’ha accolta a braccia aperte. Difatti già a febbraio, in piena campagna elettorale, all’Hit Show  – fiera vicentina di armi e caccia – il leader della Lega Nord siglò un documento in cui si impegnava a rendere il meno restrittivo possibile il recepimento della direttiva europea.

Le novità del decreto 104/2018

  1. Sono le armi di derivazione militare, come Kalashnikov Ak-47 e il fucile semiautomatico Ar15 – spesso utilizzato nelle stragi nelle scuole americane – da detenere più facilmente.
  2. I colpi consentiti nei caricatori passano da 15 a 20 per le armi corte e da 5 a 10 per le armi lunghe; la durata delle licenze del porto d’armi per la caccia e a uso sportivo diminuisce da 6 a 5 anni.
  3. Le “armi sportive” che si possono detenere passano da 6 a 12.
  4. Svanisce l’obbligo di avvisare i propri conviventi maggiorenni di possedere armi.
  5. Estensione della categoria “tiratori sportivi”: non solo più gli iscritti alle specifiche federazioni aderenti al Coni, ma anche gli iscritti a federazioni di Paesi Ue, gli iscritti alle sezioni del Tiro a segno nazionale, agli appartenenti alle associazioni sportive dilettantistiche affiliate al Coni, dunque anche i campi di tiro privati se gestiti da associazioni affiliate al Coni.
  6. Può essere inviata ai Carabinieri o alla Questura la denuncia di detenzione tramite posta elettronica certificata.

Gli U.S.A come modello di riferimento?

armi stati uniti
Fonte: remocontro.it

“Viviamo in un paese in cui è possibile sapere quanti cellulari o automobili possiedono gli italiani, ma non quante armi da fuoco ci siano nelle loro case” afferma Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa, commentando la nuova norma.

Risale a ben 10 anni fa l’ultimo rapporto condotto da Small Arms Survey, secondo cui il numero più accredidato di armi da fuoco in Italia oscilla tra i 4 e i 10 milioni. Eppure nonostante l’assenza di studi recenti sul numero di armi nel territorio italiano, per UNODC homicide statistics, siamo il primo paese del G8 per numero di omicidi commessi dopo gli Stati Uniti.

Arriva sempre dalla Lega Nord la proposta – che in questi giorni si sta discutendo in parlamento – sulla legittima difesa che si fonda sul concetto di eliminazione del principio di proporzionalità tra offesa e difesa. Ma chi sono gli italiani che usano una pistola per legittima difesa? Solo il 14% – secondo un report di ben quattro anni fa della Commissione Europea – a dispetto del 50% dei civili americani. Chi userà e che beneficierà, invece, in futuro di questa nuova norma? Difficile prevederlo, quello che, invece, potrebbe essere spunto di riflessione è l’aumento, sostenuto da alcune mappe, delle aggressioni razziste nel Belpaese. Cosa potrebbe accadere se a questo preoccupante e drammatico trend venisse affiancata una diffusione delle armi da fuoco?

Francesca Lisi

Immagine di copertina tratta da Repubblica.it

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