Il giro del mondo in 8 notizie #20

Cari lettori, torniamo con la nostra rassegna bisettimanale! Oggi vi portiamo in Cina, dove il presidente Xi Jinping potrebbe puntare a governare a vita; andiamo poi negli USA, dove l’NRA lotta contro l’ipotesi di nuove leggi sul possesso di armi e i bambini scrivono testamenti in caso di nuove sparatorie nelle scuole.

Gli altri articoli ci fanno scoprire una nuova figura di prestigio a Bruxelles, un fumettista nord coreano fuggito in Corea del Sud che racconta la vita a casa per mezzo della sua arte, perché il mercato cinese non ha amato il film Black Panther e come potrebbe funzionare una rete post net neutrality. Oltre, ovviamente, al nostro regalo video di oggi, direttamente da Google!

Buona lettura!

Quick et nunc

La Cina ha abolito il limite di due mandati per la presidenza, e Xi Jinping è ora libero di ricandidarsi quanto vuole. Secondo Time, questa misura è quasi una necessità per l’attuale presidente, che si ritroverebbe in pericolo di ritorsioni qualora non fosse più al potere. Xi Jinping ha passato gran parte del primo mandato a eliminare l’opposizione e censurare i mezzi di comunicazione, con il risultato, ormai quasi scontato, che la mozione per cancellare il limite è passata con solo due voti contrari e tre astensioni.

‘More Opposition in Mao’s Time.’ Why China’s Xi Jinping May Have to Rule for Life

Per molti questo riporta alla memoria i tempi dello storico leader Mao Zedong; anzi, secondo il professor Kerry Brown, direttore del Lau China Institute al King’s College, Londra, “c’era più opposizione ai tempi di Mao, il che è strano perché le conseguenze erano terribili, ma la gente si opponeva lo stesso. Adesso c’è un silenzio quasi completo”. Brrr. Xi Jinping adesso è un leader temuto, e nessuno vuole opporsi (perlomeno tra i politici); ma come andranno le cose per lui una volta che non sarà più al potere? Nell’articolo si suggerisce che si sia creato molti nemici; saranno pronti al varco ad aspettarlo?

Ora ti bandisco, stupido orso. Fonte: Dagospia

Scavando a fondo

Mentre l’NRA denuncia lo Stato della Florida per le nuove leggi sul possesso di armi, ragazzini di 11-12 anni prendono misure precauzionali a cui nessun ragazzino dovrebbe pensare: scrivono un testamento. Il fatto è successo in Alabama, dove due ragazzini hanno lasciato scritto su un foglio a chi andranno le loro cose se dovessero morire in una sparatoria a scuola. Cose come la Playstation con i giochi, il gatto, l’hoverboard.

Children Write Wills In Case Of School Shooting

La scuola di Javon aveva ricevuto una minaccia, che ha convinto il ragazzo a scrivere la lettera. Dalla strage del 14 febbraio, le scuole negli Stati Uniti stanno ricevendo circa 50 minacce di attacchi al giorno e 15 studenti sono stati arrestati per aver minacciato stragi.

Fonte: Newsweek

Consigli per i click

L’attivista liberiana Leymah Gbowee ha vinto il Premio Nobel nel 2011 dopo aver creato un movimento che ha fermato la guerra civile in atto nel suo paese e portato all’elezione del primo presidente donna. Ora vado a rimuginare sul mio senso di inadeguatezza. Ok, finito. La stessa Leymah Gbowee ha calcolato il valore del lavoro non pagato che molte donne fanno a casa. Si stima infatti che le donne compiano in media 4 ore di lavoro casalingo in più, se si prende in considerazione la cura dei bambini e le faccende domestiche.

This calculator puts a dollar value on the invisible, unpaid work done by women

La calcolatrice messa a punto da Leymah è molto semplice: si divide in aree come “pulizia”, “aiuto con i compiti”, “cucina”, “lavatrici” e attribuisce un prezzo in base alle tariffe medie di un professionista. Potete fare anche voi questo calcolo, l’articolo riporta infatti la calcolatrice. Dopodiché scrivete regolare fattura e mettetela sotto il naso del vostro compagno la prossima volta che si lamenta se non avete buttato la spazzatura.

I prezzi sono calcolati in dollari, ma basta fare la conversione. Fonte: Quartz

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Martin Selmayr, il cui nome era probabilmente sconosciuto a molti fino agli ultimi giorni, è salito agli onori delle cronache per essere stato eletto Segretario Generale della Commissione Europea. Ma Selmayr non è un segretario qualsiasi, perché è pupillo di Jean-Claude Juncker e ha precedentemente servito come suo capo di gabinetto. Le accuse di favoritismo hanno spinto alcuni giornali britannici a dire che queste sono le ragioni per cui è meglio non essere più nell’Unione. Piano con le battute che non avete ancora un accordo, cari.

Martin Selmayr: The man at the heart of a Brussels saga

Non possiamo comunque negare che l’elezione di Selmayr abbia un che di vagamente intrigante, una punta di Borgia nella normalmente arida atmosfera delle istituzioni europee. Juncker ha annunciato l’elezione a sorpresa in febbraio, senza che peraltro fosse noto che il precedente segretario avesse dato le dimissioni. Inoltre, l’unico altro candidato si è ritirato spontaneamente. Adesso Selmayr – simpaticamente soprannominato, fra gli altri, il Mostro – si trova in cima al sistema che monitora l’aderenza dei paesi membri alle regole UE. La sua flessibilità? Riassunta nella citazione che trovate in fondo all’articolo.

Ve rovino. Fonte: Deutsche Welle

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Al Jazeera ha pubblicato una serie di articoli dedicati alle storie dei disertori che fuggono dalla Corea del Nord. Nel terzo episodio della serie, il protagonista è Choi Sung-guk, fumettista scappato nel 2010 che adesso aiuta molti altri suoi concittadini a passare il confine.

“Ho mandato prima la mia famiglia, mia madre, mia sorella e mio nipote in Cina. Dopo che sono partiti, sono stato arrestato e imprigionato in un centro di detenzione per sei mesi. Quando sono uscito, sono scappato. Alla mia famiglia non è andata bene, mia sorella è stata ingannata e rimandata in Corea del Nord come spia. L’hanno uccisa.”

North Korean defector describes life at home through cartoons

“In Corea del Nord, lavoravo in una compagnia di animazione, facendo versioni locali di film d’animazione Disney come Il Re Leone. Ho iniziato il mio webtoon quando ho iniziato a comprendere meglio la cultura sudcoreana e le differenze fra le due Coree. Cerco di ridurre la distanza culturale.”

Fonte: Al Jazeera

Schermi diversi

97% è il punteggio su Rotten Tomatoes, 6.8 su 10 quello su Douban, la piattaforma in stile IMDb cinese. Perché il miglior film Marvel secondo la critica occidentale non è piaciuto alla Cina? Le ragioni sembrano, a giudicare dalle recensioni del pubblico, in gran parte… cromatiche.

Black Panther is black, all the major characters are black, a lot of scenes are black, the car-chasing scene is black—the blackness has really made me drowsy.”

“A torture for the eyes”: Chinese moviegoers think Black Panther is just too black

“The film is filled with black actors and actresses. Also, because the film’s colors are a bit dark, it’s nearly a torture for the eyes to watch the film’s 3D version in the theater.”

Secondo l’autrice dell’articolo, le reazioni al film sono una prova ulteriore della limitata esposizione dei cinesi alla diversità razziale. Tuttavia, l’esposizione a prodotti pop di questo tipo potrebbe in fin dei conti portare dei vantaggi nell’aumentare la consapevolezza degli spettatori.

A Calimero Black Panther è piaciuto. Attenti cinesi, potrebbe arrabbiarsi! Fonte: Pisacane arte

*

In questo gioco, sei un guardiano. Non di confini o banche, ma della rete. Il gioco è una simulazione di una realtà alternativa in cui la net neutrality non esiste più e i provider abusano del loro potere. Tu sei la pedina che mette in atto i comandi delle alte sfere di internet. Hai a disposizione tre comandi: boost (potenzia), throttle (riduci), disconnect (abbastanza chiaro direi). Il presidente fa un discorso? Boost. Un utente usa un servizio di streaming? Throttle. Un gruppo di manifestanti si riunisce in Sud America? Disconnectali, via.

‘Packets, Please’ Is a Post-Net-Neutrality Simulator from Hell

Man mano che il gioco va avanti, il flusso di informazioni che detta le regole secondo cui si scelgono i tasti diventa sempre più frenetico. Il giocatore smette di far caso alle decisioni del provider e si concentra solo sull’andare avanti. Si arriva a disconnettere gli utenti da interi paesi senza nemmeno farci caso. Questo è il punto del gioco: insegnarci che nella realtà dobbiamo stare attenti a questi rischi.

Fonte: Motherboard

Altro giro, altro regalo

Vi siete mai chiesti se gli impiegati di Google ricevono massaggi gratis? O se Google search sia giusto un filo razzista? Due addetti ai lavori vi rispondono! E no, non possono leggere le vostre mail private. Neanche se glielo chiedete.

Parole, parole, parole

No davvero, ve rovino. Fonte: Twitter

Citazione della settimana: “You can’t run the European Commission like a Montessori school”, la flessibilità di Martin Selmayr, signore e signori, in questa risposta a un giornalista in merito alla sua reputazione, diciamo, severa.

– Martin Selmayr

Parola della settimana: Bob’s your uncle: se l’avete sentita nel video e siete rimasti interdetti, niente paura, non avete sentito male. Bob’s your uncle è una di quelle espressioni britanniche che spingono a domandarci se il popolo di Albione abbia mantenuto un’età mentale di circa sei anni. Nessun altro le capisce. Cosa vuol dire? Semplicemente: “taaaac”. Sì, esatto.

Francesca Maria Solinas

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