Diritti civili, un vuoto pericoloso

Articolo scelto per la trasmissione radiofonica The Listen Up, a cura di The Bottom Up, in onda ogni giovedì dalle 20.00 sulle frequenze di Radio Città del Capo. Potete ascoltare The Listen Up a Bologna e dintorni sui 94.7 e 96.25 Mhz FM oppure in streaming sul sito e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​

Qui potete trovare il PODCAST della puntata di The Listen Up del 15 febbraio 2018.


Secondo quanto emerge da un sondaggio commissionato dal Gay center, gli italiani sarebbero tutt’altro che indifferenti ai diritti LGBT: per esempio, il 65,1% di essi si dichiara favorevole alla legge contro l’omofobia. Non solo, i dati smentiscono la convinzione che a destra prevalga una certa ostilità verso le persone gay: i più “gay friendly” sono gli elettori di Fratelli d’Italia, il partito di centro destra guidato da Giorgia Meloni, il 67,7% dei quali “ha espresso opinioni positive e di vicinanza alle persone lesbiche, gay e trans”. Infine, sorprende leggere come sia proprio il nord-est, culla e baluardo leghista, il territorio più favorevole ai diritti LGBT.

Di contro, le destre perseverano nella difesa della “famiglia tradizionale”, inasprendo ancor più i toni in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo: dal palco del convegno “Oltre l’inverno demografico” organizzato a Roma lo scorso 27 gennaio da Alleanza Cattolica e dal comitato “Difendiamo i nostri figli”, la parlamentare Eugenia Roccella, candidata con Forza Italia e risolutamente contraria alle unioni civili, ha dichiarato che “leggi come queste (le unioni civili, appunto ndr) portano verso la fine dell’umano”. Il problema, per la deputata uscente di Idea, è che aprirebbero la strada alla stepchild adoption – non prevista dall’attuale legge sulle unioni civili, per cui ai giudici è riservata la facoltà di valutare caso per caso -, attentando alle fondamenta della famiglia eteronormata. Rincara la dose proprio Giorgia Meloni: nell’eventualità di una vittoria, insieme a Matteo Salvini promette di abolire le unioni civili e introdurre in Costituzione il principio per cui l’adozione sia riservabile esclusivamente a coppie composte da un uomo e una donna. Possibilità remota, ma resta il fatto che per i diritti civili – di tutte e tutti – il panorama di questa campagna elettorale è a dir poco deprimente.

 

unnamed-1024x683
Fonte: alleanzacattolica.org

 

Cosa propongono i partiti, in breve

Nessun cenno nel programma della coalizione di centrodestra di Lega e Forza Italia, ove non compare alcuna menzione a tematiche riguardanti l’omogenitorialità, il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, la regolamentazione della gestazione per altri (GPA) – peraltro tema delicatissimo, il vero grande assente dal dibattito politico – o una legge che tuteli dall’omo/transfobia. Come si accennava sopra, si conferma la difesa aggressiva della “famiglia tradizionale” come unica garante della riproducibilità sociale.

Completamente assenti le istanze LGBT anche dal programma del Movimento 5 Stelle, consultabile direttamente sul blog di riferimento, che nei 20 punti elaborati pare in realtà bypassare completamente la voce “diritti civili”.

Sul fronte opposto, lascia ampiamente perplessi la decisione del Partito Democratico di escludere dalle candidature il senatore uscente Sergio Lo Giudice, figura dal ruolo centralissimo nella battaglia per l’approvazione delle unioni civili. Nemmeno la proposta di Dems Arcobaleno è stata accolta, mentre il PD si impegna in una generica lotta all’omofobia.

 

sergio_lo_giudice
il senatore Sergio Lo Giudice, fonte: gaypost.it

 

Liberi e Uguali, il partito di Pietro Grasso, e la lista +Europa guidata da Emma Bonino sono i primi ad affrontare esplicitamente la necessità di riformare il diritto di famiglia in favore del matrimonio egualitario per tutt* e di procedure per l’adozione non discriminatorie. Nel programma di LeU si legge inoltre che “è necessario percorrere la strada della depatologizzazione della condizione trans per affermare il pieno diritto di autodeterminazione della persona”. L’attenzione è rivolta anche a percorsi formativi e scolastici “sull’educazione affettiva, sessuale e alle differenze, con un approccio critico alle relazioni di potere tra i due generi”. Nulla sulla legge 40, sul cui superamento continua ad esprimersi a favore la Bonino.

Infine anche Potere al Popolo, la lista costituitasi dal basso attorno agli attivisti del centro sociale napoletano Je so’ Pazzo di cui è portavoce Viola Carofalo, ricercatrice precaria all’università L’Orientale di Napoli, titola significativamente il dodicesimo punto del suo programma “autodeterminazione e lotta alla violenza contro le donne e le persone LGBTQI”, dimostrando una certa sensibilità nel cogliere l’intreccio inestricabile tra questione di genere, classe e razza.

Meglio omosessuale che straniero

Nel clima attuale contrassegnato da intolleranza xenofoba, preoccupanti rigurgiti fascisti e rappresentazioni essenzializzate da “scontro di civiltà”, sottovalutare i risultati del sondaggio citato in apertura sarebbe un grave errore di superficialità. Sebbene l’Italia sconti ritardi culturali enormi nel riconoscimento delle soggettività LGBT, qualcosa sta cambiando.

Non possiamo permetterci che le battaglie LGBT vengano strumentalizzate per alimentare l’odio verso lo Straniero in chiave securitaria, secondo una logica di compressione del significato di sicurezza: non più quella sociale, garantita dal welfare e da strutture collettive in grado di ammortizzare gli effetti di politiche neoliberiste, ma esclusivamente la sicurezza privata, incentrata sulla lotta alla criminalità urbana e al disordine sociale di cui “l’immigrazione incontrollata” sarebbe la principale responsabile.

In caso di vittoria, il centrodestra ha promesso di adottare una linea dura su respingimenti e controlli dei flussi migratori alle frontiere. Logiche non del tutto estranee anche a certa componente della sinistra, ma di cui Lega, Forza Italia e alleati hanno fatto il proprio cavallo di battaglia. Berlusconi vorrebbe mandare via 600mila migranti, mentre Matteo Salvini ha recentemente dichiarato, a più riprese, che l’Islam è incompatibile con i valori e i principi della Costituzione italiana, in quanto considererebbe la donna inferiore all’uomo e non rispetterebbe la giustizia dei paesi ospitanti.

 

Salvini, Le Pen together in Milan
Fonte: ANSA.it

 

Non è la prima volta che la violenza sulle donne viene mobilitata in strategie discorsive razziste: accade ogni volta che viene compiuto uno stupro in cui sia coinvolto un immigrato, secondo un perverso meccanismo di etnicizzazione della violenza sessista. In Francia la leader del Front National, Marine Le Pen, a cui Salvini dice da sempre di ispirarsi, in seguito alle molestie di massa denunciate a Colonia la notte di Capodanno 2015 arrivò persino a proporre l’idea di un referendum anti-immigrazione.

Senza andare troppo lontano, Macerata è dolorosamente testimone della pericolosità di narrazioni di questo tipo. Secondo queste rappresentazioni stereotipate, gli immigrati, e gli arabi in particolar modo, sarebbero dunque tutti misogini. Non solo, essendo la loro cultura “barbara”, sarebbero anche intrinsecamente omofobi. L’omonazionalismo, ossia la cooptazione apparentemente progressista dei diritti LGBT all’interno di discorsi nazionalistici e xenofobi, è un fenomeno crescente negli Stati Uniti, in Israele ma anche in grossa parte d’Europa (qui per un breve approfondimento). Intersecando altri assi di differenziazione quali la classe e la razza, l’uso strumentale dei diritti sessuali delle minoranze è funzionale a legittimare gerarchie tra le stesse, nonché politiche d’integrazione differenziali e relazioni di potere asimmetriche basate su divisioni semplicistiche e binarie Noi/Loro.

 

Europride Roma 2011
manifesto in occasione dell’Europride di Roma del 2011, dal blog del laboratorio Smaschieramenti

 

Ad oggi, le tematiche LGBT non paiono essere una priorità per molti dei principali partiti italiani, per le destre particolarmente. Eppure, Matteo Salvini ha dimostrato negli anni una notevole capacità di trasformismo, e c’è solo da sperare che non decida un giorno di sfruttare i diritti LGBT come ennesimo, potenziale catalizzatore del panico morale scatenato attorno all’immigrazione e alla sua gestione.

 

Martina Facincani

 

Annunci

Un pensiero su “Diritti civili, un vuoto pericoloso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...