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2017, il best of The Bottom Up in 20 articoli

Cari lettori, tra classificone e liste di buoni propositi per l’anno nuovo siamo ben consapevoli che non sentivate certo la mancanza del nostro best of 2017. Eppure, grazie ai portentosi mezzi che la tecnologia ci ha messo a disposizione, sappiamo che quest’anno vi siete chiesti tantissimo – ma davvero tantissimo – cosa mai volesse dire “Arrival”, avete fatto approfondite ricerche per capire che fine fanno tutti quelli che “lo manderei in Siberia, là sì che mette la testa a posto”, avete cercato di capire qualcosa di quanto sta succedendo in Catalogna e siete rimasti letteralmente sconvolti dal fatto che indossare calzini di Star Wars non fa di te automaticamente un leader di sinistra – ben tentativo, Justin, try again!

Ovviamente noi non possiamo che apprezzare queste vostre inclinazioni, ma dal momento che quest’anno abbiamo pubblicato ben 284 articoli, ammettiamo che qualcosa potrebbe esservi sfuggito. Ecco allora che i solerti caporedattori di The Bottom Up arrivano in soccorso: ciascuno di noi, infatti, ha scelto il meglio del meglio, i tre articoli della propria categoria che proprio non potete non aver letto. E se per caso fosse successo, è tempo di recuperare. Non ci resta, dunque, che augurarvi buona lettura, a rileggerci nel 2018.

Arte, architettura e tanta musica, tra nostalgie e piantini

califano
Fonte: wikipedia.org

Su TBU prima che arrivasse Arianna Casarini si scriveva troppo poco d’arte. Questo pezzo – andato anche in onda su The Listen Up – parla con grande competenza e ottima prosa dei rapporti tra architettura e potere: un matrimonio sottile ma presente dal giorno uno dell’urbanizzazione nel corso della storia umana. Da recuperare immediatamente.

Matteo Cutrì ha le idee chiare: il vostro modello di vita dovrebbe essere Franco Battiato, e non Tommaso Paradiso. La contemporaneità vuota del nuovo ITPOP (sì, si chiama così adesso) ci sta facendo perdere di vista i veri valori – e i veri artisti. Per cui silenzio e ascoltiamo una lezione sulla poetica di Franco Califano, poeta dai mille volti e dalla verace sensibilità troppo spesso ridotta a macchietta. Per tacer dei cani.

Se il 2016 ci ha obbligato a dire addio a tanti grandi della musica, noi siamo rimasti presi male per tutto l’anno successivo. Un pezzo collettivo dove si possono trovare tanti motivi per piangere in modo bello – che per il resto ci pensa già la vita reale – secondo le diverse sensibilità di tutti i redattori. Preparate i kleenex.

Accoglienza, resistenza, soccorso: parliamo di migranti, bene, per favore

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Fonte: eunews.it

Parlare di Diritti umani nel 2017 non poteva che significare affrontare il tema dell’immigrazione, del diritto d’asilo, della dignità umana i cui confini, spesso, sono stati valicati. I tre articoli che ho scelto attingendo all’archivio permettono di esplorare l’argomento cambiando, dall’uno all’altro, il punto di vista: si parla del costo effettivo dell’accoglienza per smontare una volta per tutte la bufala dei 35 euro al giorno, si racconta la resistenza migrante e la necessità per chi oggi si trova in Italia di affermare la propria identità in maniera autonoma, si ascolta la storia di Melanie Glodkiewicz, volontaria sulla nave Sea Watch-2, che, semplicemente, condivide ciò che ha visto con i suoi stessi occhi nel Mediterraneo centrale durante le operazioni di soccorso dei barconi di avaria.

Economia: tassazione, gasdotti e criptovalute

blockchain criptovalute
Fonte: happiestminds.com

Se il 2016 era stato per The Bottonomics  l’anno del sostegno al reddito, il 2017 si è aperto con un necessario spiegone sull’Irpef, dove abbiamo sottolineato natura redistributiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, ma anche le sue tante opacità. Vi abbiamo poi raccontato il tanto vituperato gasdotto TAP, che partirebbe dall’Azerbaijan per approdare a Lecce. Verso la fine dell’anno, non potevamo esimerci dal trattare il tema Bitcoin. Dopo aver spiegato la Blockchain, abbiamo dedicato alle criptovalute anche il nostro tradizionale articolo natalizio.

Sport: finzioni, fallimenti, addii e tante lacrime

usain bolt addio
Fonte: mirror.co.uk

Il 2017, per lo sport dello stivale, sarà sicuramente un anno difficile da dimenticare: la mancata qualificazione dell’Italia è un’onta che lascerà indelebilmente il segno nella storia. Però per “consolarci” abbiamo visto come sistemi economici centinaia di volte più grandi di noi abbiano fatto la stessa fine (AKA Cina e la sua costante incapacità di arrivare al dunque). La situazione ci ha trascinato in un vortice di nostalgia che ci ha portato a pensare a quanto-fosse-bello-il-calcio anche solo pochi anni fa e a quanto abbiamo perso (vedasi giocare con il sorriso, anche quello di Ronaldinho). Ma dato che non si vive di solo calcio, ma di sola nostalgia sì, ecco pure l’addio alle corse della Corsa stessa, Usain Bolt.

Bonus Track: il fatto che, nonostante tutto, c’è sempre chi sta peggio, come il povero Alieu Darbo, truffatore non del tutto riuscito.

Italia ed esteri, tra elezioni passate e future, instabilità e (fake) fake news

Fonte: The New York Post

Il 2017 della politica internazionale si apriva con l’insediamento di Donald Trump: con una sorta di calendario dell’avvento, dove per avvento si intende il giuramento del toupé più potente del mondo, la redazione di The Bottom Up ha curato una rassegna di articoli quotidiani, poi raccolti in un e-book, per prepararsi ad affrontare un evento che aveva lasciato tanti di noi “Lost in TrumpNation“.

Anno di instabilità politica diffusa quando non di svolte a destra, il 2017 per l’Europa ha visto crollare i partiti socialisti olandese, francese e tedesco, ridotti a sperare in Rutte, Macron e Merkel per arginare l’avanzata dell’ultra-destra; un argine crollato in Austria, mentre in Gran Bretagna Theresa May falliva il gambetto elettorale, perdendo la maggioranza assoluta invece di consolidarla, e in Germania deve ancora formarsi un governo. Così, en passant, la Catalogna si avvia sulla strada dell’indipendenza e si sanciscono gli accordi per la Brexit.
Nel frattempo, in Italia vengono sciolte le Camere dando l’avvio ad una campagna elettorale permanente, che potrebbe non restituire maggioranze di governo all’indomani del 4 marzo prossimo. Nella pochezza del dibattito pubblico, attendiamoci sfide a colpi di (denunce di) fake newsistinti manettari.

Cinema, festival e collaborazioni

L'altro volto della speranza

Il 2016 si era chiuso, per noi della redazione di cinema, con una promessa per l’anno nuovo: provare a raccontare i film nelle sale in sole 300 battute. E così è nata la rubrica settimanale Martin Scortese, fonte di tante soddisfazioni ma soprattutto ilarità. Dopo un breve periodo di pausa, ci auguriamo per il 2018 che il Martin possa ripartire più irriverente di prima.

Più che un augurio è una certezza: nell’anno che verrà continuerete a vederci impegnati come partner all’interno di diverse rassegne cinematografiche. Ancor più di adesso. Nel 2017 vi abbiamo raccontato il Terra di Tutti Film Festival e Mondovisioni, ma vi abbiamo anche portato a Berlino con il reportage di Sofia Guerrieri Non solo porno: queer e femminismo trasformano il desiderio in arte. Così come abbiamo provato ad offrirvi un doppio punto di vista con le recensioni a quattro mani, scritte in sinergia con la redazione del webmagazine CinePhilo.

Per chiudere in bellezza, però, bisogna ripartire dall’inizio, perché l’articolo più letto dell’anno risale agli inizi di questo 2017 e si tratta proprio una recensione cinematografica. Era il 19 gennaio e Giorgio Busi Rizzi recensiva Arrival, spiegandolo molto bene e introducendo gli ormai celebri ‘gradi di spoiler’ di cui molto presto depositeremo il brevetto.

Quale augurio migliore quindi se non quello di buona fine e buon “arrivo” d’anno nuovo?

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