Il giro del mondo in 8 notizie #6

L’estate è agli sgoccioli, e noi ritorniamo abbronzati e rilassati (più o meno) ad allietarvi con le nostre notizie festose. O no. Chissà. E comunque, che ci fa tutta questa sabbia sotto la scrivania? E quel gigantesco delfino gonfiabile, chi l’ha portato qui?

Basta. Notizie. Buona lettura!

Fonte: Flickr.com

Quick et nunc

La nostra rassegna si apre con un articolo del Guardian che tira le somme sulla caccia ai responsabili dell’attentato di giovedì scorso a Barcellona. Al momento sembra che tutti i sospetti siano stati fermati o uccisi in scontri a fuoco con la polizia. Quattro di loro dovranno affrontare in questi giorni un tribunale speciale per crimini legati al terrorismo.

Barcelona attack: four suspects face court after van driver is shot dead

Dalle indagini appare che il gruppo pianificasse un attentato con esplosivi da mettere in atto usando furgoni presi a noleggio. Tuttavia, dopo un’esplosione accidentale nella città di Alcanar che si pensa abbia ucciso due persone, avrebbero deciso di lanciare l’attacco con uno dei furgoni sulle Ramblas e con una macchina nel vicino centro di Cambrils. Secondo il capo della polizia, al momento la cellula terroristica è stata completamente smantellata. Continua comunque l’investigazione su possibili collegamenti internazionali.

Fonte: The Guardian

Scavando a fondo

Non potrei riassumerlo meglio dell’articolo stesso:

Le truppe americane resteranno in Afghanistan per l’immediato futuro, come ha annunciato il presidente Donald Trump lunedì sera, anche se ha declinato di rivelare esattamente quante truppe e quanti fondi dedicherà a un conflitto che ha ripetutamente definito uno spreco di risorse per gli Stati Uniti.

Trump’s Promise to Stay in Afghanistan Has Few Concrete Details

Il presidente degli USA afferma che i sacrifici degli uomini e delle donne impegnati nel conflitto meritano che si punti a “un risultato onorevole e duraturo”, in altri termini tornate o con lo scudo o sullo scudo. Non conosciamo per ora ulteriori dettagli, che Trump non ha voluto divulgare per presunte ragioni tattiche (il nemico è sempre in ascolto). Sospettiamo che in realtà, Mattis lo tenga impegnato in infinite partite di Risiko nello Studio Ovale, con in palio l’ingresso al prossimo meeting al Pentagono. Ovviamente Trump manda tutti i suoi carri armati sulla Kamchatka e perde inesorabilmente. Ogni volta.

Ma quanto è sexy questo microfono. Fonte: Vice News

Consigli per i click

Beh, in fondo a guardare bene, un che di fisionomia cinese, forse… Fonte: The New Yorker

L’autrice dell’articolo, americana di origine cinese, racconta come da piccola si fosse convinta che il generale Robert E. Lee, dato il suono del cognome, venisse dalla Cina. Descrive la sensazione come “una rimossa speranza di appartenenza, di una possibilità di reclamare un rapporto diretto con un paese che temevo mi avrebbe sempre tenuta a distanza di sicurezza”. Il suo racconto è un racconto di una lunga transizione tra due culture estremamente diverse, del disorientamento di trovarsi, come tanti espatriati e figli di espatriati, presi in mezzo.

An Immigrant’s View of Charlottesville

Descrivendo il suo percorso di “americanizzazione“, Jiayang Fan parla di un work in progress eterno, il cui risultato non potrà comunque mai essere quello desiderato di essere accettata come americana senza dubbi e distinzioni. I fatti di Charlottesville assumono in questo contesto il ruolo di realizzazione di una paura interiorizzata da tutti gli immigrati, come si autodefinisce lei nel titolo: la paura che lo status di americani sia provvisorio e in fondo revocabile. Con una facilità disarmante e conseguenze inquietanti.

*

L’Italia fascista era caratterizzata da una contraddizione di base fra morale pubblica e comportamenti privati. Lo stesso Mussolini, oltre alla moglie, aveva numerose amanti, e la prostituzione era legale, anche se confinata all’interno di bordelli strettamente regolati. Tuttavia, nei confronti delle donne le regole erano molto strette. Le prostitute erano una categoria particolarmente a rischio, spesso angariate dalla polizia di regime per comportamenti contrari alla morale, ma spesso si ribellavano ai maltrattamenti, e venivano per questo ulteriormente punite.

The Anti-Fascist Sex Workers Who Were Institutionalised for Challenging Mussolini

Lo storico e giornalista Matteo Dalena ha studiato la storia delle numerose prostitute finite nei registri dei sovversivi nell’era fascista per opposizione al regime. Queste donne, spesso provenienti da ambienti difficili, mal sopportavano gli ulteriori maltrattamenti delle forze dell’ordine, e spesso si ribellavano, finendo in isolamento, al confino o in un ospedale psichiatrico. Donne quasi sempre dimenticate, le cui storie Dalena ha cercato di riportare alla luce.

“Se Mussolini fosse morto, non mi avreste arrestato.” Fonte: Vice

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Fonte: State of Mind

Chiudiamo la nostra serie di consigli di oggi con un articolo dedicato a tutti voi che soffrite di un vizio deplorevole quanto problematico: la procrastinazione. In questo articolo si cerca di affrontare l’annosa questione identificando la vostra tipologia: dimmi come ti tormenti e ti dirò che procrastinatore sei. 

What Type of Procrastinator Are You?

Sei un procrastinatore depresso? Ansioso? Frenetico? Una miscela? In ognuno di questi casi, l’articolo presenta esercizi di scrittura dedicati a te che aiuteranno a sbrogliare la matassa in cui ti sei avvolto e da cui non riesci più a uscire. Lo scopo è costruire un atteggiamento diverso e pescare finalmente in quel bacino di energie e idee che giace inutilizzato oltre la selva di rovi della procrastinazione. Okay, ora a parte gli scherzi. Procrastinare fa male. Lo so perché sono una procrastinatrice professionista. Proviamoci insieme.

Schermi diversi

Il 30 agosto comincia nuovamente la Mostra del Cinema di Venezia, uno dei due eventi cinematografici di fine estate che segna l’inizio della nuova stagione e fa partire ufficialmente la corsa agli Oscar. L’anno scorso il grande favorito (anche se non vincitore) La La Land era stato presente sia a Venezia che a Toronto, e l’attrice protagonista Emma Stone aveva vinto la Coppa Volpi prima dell’Academy Award.

Venice Film Festival’s 2017 Highlights

Vogue ci regala un breve excursus sui film più attesi di quest’anno, e sono davvero tanti. Dall’attesissimo horror psicologico Mother! di Aronofsky al cast stellare di Downsizing con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin e Neil Patrick Harris ai nuovi film di Abdellatif Kechiche e Guillermo del Toro, a Venezia quest’anno è davvero un’ottima annata.

Sembra un film dolce e rilassMa che, quello è il cuore?! Fonte: Vogue

*

 

Fonte: Testeach.com

Dopo i fatti di Charlottesville di cui abbiamo già parlato, su internet è comparso un articolo che parlava con toni aggressivi di Heather Heyer, la donna uccisa durante le proteste. L’articolo è stato condiviso su Facebook 65.000 volte prima di essere eliminato secondo la policy del social network. Bandire il cosiddetto ‘hate speech’ sembra un’operazione scontata. Ma come funziona la selezione e definizione dei contenuti secondo questo concetto? Non è semplice come sembra, quando ad analizzare la mastodontica mole di condivisioni sul web sono software basati su algoritmi.

 

Con circa 400 ore di contenuto caricato su YouTube al minuto e 2 milioni di utenti attivi su Facebook, gli operatori hanno sempre più necessità di procedure di screening automatiche. Gli algoritmi sono in continua evoluzione e vengono perfezionati sempre di più. Tuttavia, manca ancora quella capacità di comprendere il contesto che li distingue in modo inesorabile dagli umani. Poi c’è la questione dei documenti storici: un film di Leni Riefenstahl prodotto come propaganda nazista si dovrebbe conservare a scopo educativo e documentaristico? Ai posteri (elettronici) l’ardua sentenza, perché le AI di oggi ancora non sono in grado di decidere.

Altro giro, altro regalo

A questo giro, vi regaliamo un cortometraggio e un consiglio. Navigate su YouTube e troverete una miniera infinita di corti come questo. Alcuni non saranno granché, altri sono delle piccole perle. Ve ne proporremo di nuovi nelle prossime rassegne, ma cominciamo con questo: la storia di come una ragazza sfortunata e un po’ ingenua trova l’amore una sera a Londra. La trama è piuttosto esile, ma il disegno è meraviglia pura, e il ritmo narrativo non risparmia invenzioni esilaranti. Utile per tornare ai normali ritmi lavorativi senza deprimerci troppo.

Parole, parole, parole

Fonte: The Journal.ie

Citazione della settimana:

Well, I do think there’s blame, yes, I think there’s blame on both sides. You look at both sides. I think there’s blame on both sides. And I have no doubt about it.

Donald Trump sulle manifestazioni da parte di neo-nazi e suprematisti bianchi a Charlottesville lunedì scorso.

Parola della settimana: 
Fonte: Wikipedia

 

“top (or second) banana”: questa metafora frutticola si riferisce a due tipologie di persone; se si tratta di ‘top’, alla persona più importante all’interno di un’organizzazione, se si tratta di ‘second’, piuttosto intuitivamente alla seconda. Si possono riferire anche all’interprete con un ruolo principale o a chi invece fa da supporto in una pièce teatrale, o in generale a chiunque sia estremamente importante o estremamente secondo.

In ogni caso, è quasi sempre impiegata per designare un uomo. Mi piace immaginare che ci sia un motivo non troppo velato per questo.

Esiste anche un musical intitolato “Top banana”, da cui è stato tratto un film. Ah, ed esiste anche un videogioco. E un libro. E un episodio di Arrested Development. E un gusto di Jelly Bean. Insomma, questa espressione è decisamente una ‘top banana’!

Francesca Maria Solinas

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