Il giro del mondo in 8 notizie #4

Gentili lettori, è tornata la nostra rassegna bisettimanale della stampa estera. Buon appetito.

Fonte: Finerminds

Quick et nunc

Giovani, con le mani legate dietro la schiena e gli occhi bendati. Questi sono i corpi che, sempre di più negli ultimi mesi, viaggiano lungo il corso del Tigri da Mosul. Tutti i giorni, come in una macabra processione. Gli abitanti cercano di recuperarli e informano i militari, che li portano in un obitorio improvvisato. Questo è il prezzo della campagna di Mosul che ha impiegato nove lunghi mesi a sottrarre la città alle mani dell’Isis. Un quadro dipinto in modo vivido in questo articolo del Guardian:

Stream of floating bodies near Mosul raises fears of reprisals by Iraqi militias

Le organizzazioni umanitarie temono che si tratti di rappresaglie da parte delle forze governative, sotto forma di esecuzioni sommarie. Una forma di rappresaglia che, ora che le forze dell’Isis non occupano più la zona, si sfoga sulla comunità sunnita. “Sangue per sangue”, come si legge su un graffito dipinto sul muro della casa appartenuta a un noto comandante di Daesh. Finirà mai questo flusso di morti sulle acque di uno dei fiumi più nominati nelle lezioni di storia della nostra infanzia?

“Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati…” Fonte: The Guardian

Scavando a fondo

L’assenza di lavoro è un problema reale, per i giovani di oggi e per tutti. Viyaj Prashad analizza il problema a partire dal Marocco e dalla Spagna, due paesi faccia a faccia, due zone di frontiera fra Europa e Africa, dove i problemi sono gli stessi. Dopo anni di esodo, la comunità marocchina in Spagna, il cui tasso di disoccupazione supera il 50% – per usare un esempio di casa nostra, di poco inferiore a quello della Sardegna – realizza il sogno di qualunque leghista. Tornano a casa loro. In una situazione altrettanto precaria.

A Massive Global Crisis: 201 Million Can’t Find Work and Governments Aren’t Fixing It

Le cifre alte della disoccupazione mondiale sono causa di emigrazione e del fiorire di economie sotterranee: traffico di droga, di armi, di esseri umani, prostituzione. Chi se ne va, chi resta, chi tenta con mezzi leciti, chi oltre la legalità, ma tutti comunque con una cosa in comune: l’incertezza di sentirsi bloccati in un eterno presente, senza spazio per il futuro.

Sossoldi. Anzi no. Fonte: AlterNet

Consigli per i click

Il nostro primo consiglio per il click di questa rassegna è una storia dedicata a farci tornare un filo di ottimismo e fiducia nell’umanità, dopo i fiumi di cadaveri e di disoccupati: sul sito del New Yorker abbiamo infatti trovato la storia della compagnia LandLife. Il suo fondatore, Jurriaan Ruys, ha sviluppato dopo intense ricerche un dispositivo semplice e biodegradabile per il rimboschimento di aree desertiche. Un problema quanto mai attuale ai fini di combattere il cambiamento climatico e i suoi effetti, non solo ambientali, ma economici e sociali.

How to plant a tree in the desert

Il dispositivo viene chiamato “cocoon”, bozzolo, e di fatto è una ciambella di salvataggio costruita intorno al giovane albero per proteggerlo dall’aridità, e fornirgli l’acqua necessaria insieme a una piccola scorta di funghi (non allucinogeni). L’albero sviluppa così un sistema di radici ampio e robusto e il bozzolo con il tempo si degrada nel terreno, lasciando il giovane virgulto in grado di sopravvivere da solo, e taaac, in poco tempo il deserto diventa una foresta. Io spero in un finale come quello di Clorofilla dal Cielo Blu di Bianca Pitzorno (chissà se qualcuno ancora si ricorda il libro bellissimo e l’adattamento animato, ancora più bello), ma forse sogno troppo.

Fonte: The New Yorker

*

Altro consiglio per i click, altra notizia ecologica per risollevarci il morale: l’atollo di Bikini, famoso non solo per il due pezzi, ma anche per essere stato sede di innumerevoli test nucleari settant’anni fa, ha visto negli ultimi anni un’esplosione (ops!) di forme di vita marine. Alcune presentano caratteristiche, per così dire, poco convenzionali rispetto agli standard della loro specie, ma in tempi di promozione della body positivity, chi mai direbbe a uno squalo che dovrebbe avere due pinne dorsali anziché una? Ti vogliamo bene come sei, vai così Sharky che sei una bomba.

‘Remarkable’: Scientists amazed by thriving marine life at Bikini Atoll site where 23 atomic bombs were dropped

Gli scienziati studiano l’ambiente, sia per le sue numerose peculiarità che per le numerose applicazioni possibili nella ricerca sulle malattie. Se i coralli ce l’hanno fatta, e anzi pare siano più che felici della nuova situazione, dato che nessuno osa disturbarli in un ambiente ancora radioattivo, forse un dì ce la potremo fare anche noi. Anche se forse in cambio di un orecchio o un sopracciglio o dell’appendice.

Ma con la tuta antiradiazioni ci si abbronza? Fonte: Independent

Il nostro ultimo consiglio è dedicato a chi, in tempi in cui le coppie internazionali stanno diventando sempre più comuni, si trova nella complessa situazione di dover decidere: se avremo figli, in che lingua li cresceremo? La mia, la tua, entrambe, entrambe più una? E se poi non parla? E se ha difficoltà? E se mi impara solo le parolacce?

Raising a Truly Bilingual Child

L’argomento del bilinguismo precoce è sempre affascinante (o forse lo è solo per noi linguisti che siamo persone strane). Il New York Times ci rassicura: il bilinguismo è possibile ed è anche benefico; non è facile e difficilmente sarà esattamente pari per entrambe le lingue, ma vale sempre la pena provare. L’esposizione a entrambe le lingue in modo con più varietà e omogeneità di livello possibile è la condizione fondamentale. In questo articolo, un piccolo vademecum con qualche mito da sfatare e qualche consiglio.

Al prossimo che mi chiede “In che lingua sogni?”, giuro che sbrocco. Fonte: The New York Times

Schermi diversi

Il primo schermo di oggi mostra un fotogramma. Questo:

Fonte: Silenzio in sala

Domenica ci ha lasciato il regista maestro del genere horror George Romero, il “papà” degli zombie nel cinema. Al giorno d’oggi gli zombie sono ormai mainstream, consacrati come tali fin dalla prima pellicola dedicata a uno zombie che diventa buono per amore, ma è Romero che li ha creati nel 1968, data di uscita di La Notte dei Morti Viventi. E gli zombie di Romero restano unici nel loro potere di satira sociale.

“Romero Started It”: Horror Masters From Stephen King to Jordan Peele React to George Romero’s Death

 Che siate appassionati o no, sappiate che abbiamo perso un grande artista, un maestro di genere del calibro di Dario Argento. E tanti ne sentono già la mancanza. L’articolo raccoglie i loro omaggi. Addio, George. E speriamo che non decida di ritornare dall’aldilà, perché altrimenti siamo fregati.

*

Parlando di smartphones, si discute molto spesso sulla condivisione pervasiva delle proprie informazioni di localizzazione. Utile, pericolosa? Forse a volte dipende dalle situazioni. Inoltre, quanto è realmente accurata la localizzazione, e ci sono differenze fra le diverse app come Google Maps, Snapchat, Facebook? Questo articolo del New York Times presenta confronti incrociati sulla prestazione dei vari strumenti per condividere la location e cerca di stabilire quando potrebbe essere utile e quando no, o quando addirittura dannosa.

When You Should (and Shouldn’t) Share Your Location Using a Smartphone

La conclusione un po’ preoccupante è che, se si prendono in considerazione anche i servizi terzi, è quasi impossibile impedire del tutto a uno smartphone di registrare e condividere dove ci troviamo. Tuttavia, come si può dedurre dai consigli dell’articolo in modo non eccessivamente originale, se si fa attenzione e si utilizza lo strumento con buonsenso, i benefici possono essere maggiori degli svantaggi. E, in generale, pare che Snapchat e Facebook Messenger siano i più precisi per quanto riguarda la condivisione in tempo reale, mentre Google Maps condivide a intervalli per risparmiare la batteria.

Mi ricorda qualcosa, sarà un caso? Fonte: The New York Times

Altro giro, altro regalo

Il nostro regalo oggi è Overly Sarcastic Productions, un canale YouTube che darà dipendenza a tutti gli appassionati dei seguenti temi: storia, letteratura, miti e leggende, disegnini, Shakespeare, sarcasmo. I due admin, Red e Blue si divertono a creare playlist dove riassumono opere, raccontano fatti e aneddoti e periodi storici, il tutto in un inglese accelerato che a volte rende difficile la comprensione, ma niente paura, ci sono i sottotitoli sia in inglese che in italiano. I video possono durare un minuto e mezzo o tre quarti d’ora, sono estremamente vari. Come piccolo assaggio, vi lascio la narrazione della leggenda di Icaro da parte di Red:

Buona visione!

Parole, parole, parole

Citazione della settimana: 

Fonte: The Journal

Hope he’s deader than a doornail. And if he’s not, as soon as we find out where he is he will be.

Tenente generale Stephen Townsend sulle voci secondo cui il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi sarebbe morto.

Parola della settimana: 

to drink the Kool-Aid: il significato di questa espressione è “accettare in modo acritico le azioni e le parole di un leader, seguirlo ciecamente; portare avanti un’idea pericolosa o destinata a fallire a causa della pressione di una comunità”. Il riferimento alla popolare bevanda americana deriva da un macabro episodio della storia moderna, quello del suicidio di massa degli adepti del Tempio del Popolo, la chiesa fondata dal predicatore Jim Jones. Citando da Wikipedia: “il movimento conobbe un epilogo tragico il 18 novembre 1978, con il suicidio-omicidio collettivo, un evento che portò alla morte 918 adepti, compresi 219 bambini.” Tutto si svolse nella comunità di Jonestown, fondata dal Tempio in Guyana. La maggior parte dei fedeli si suicidò ingerendo cianuro dissolto in acqua insieme a una polvere per soft drink composta da Kool-Aid e Flavor-Aid all’uva. L’evento ha ispirato canzoni, nomi di gruppi musicali e diversi film.

Francesca Maria Solinas

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