Il giro del mondo in 8 notizie #3

Hola a tutti. Ritorna il nostro riassunto bisettimanale della stampa estera e, per restare in armonia con il clima, ci concentriamo su notizie bollenti. Non in senso erotico, purtroppo. Infatti nelle ultime settimane, è cresciuta la tensione internazionale su più fronti: alcuni esempi sono il Qatar, la Corea del Nord, il G20 in corso durante il weekend fra proteste e confronti su temi difficili. Per la nostra rassegna, abbiamo fatto una selezione. Eccola, per voi.

Fonte: CMS Chariho Lib Guides

Quick et nunc

Il vertice annuale dei paesi industrializzati si svolge proprio in questi giorni ad Amburgo fra le ormai quasi tradizionali manifestazioni di protesta, in gran parte pacifiche, e qualche scontro con la polizia. Qui la presentazione, dal punto di vista di Angela Merkel e della Germania, delle questioni più pressanti del summit: lotta al terrorismo, isolazionismo economico, questione migranti, tutto è sul tavolo.

G20: A summit full of contradictions

Possiamo fornire qualche piccola nota di aggiornamento sull’articolo preliminare:

  • I paesi coinvolti hanno ribadito l’impegno sugli accordi di Parigi, prendendo atto dell’uscita degli USA, con un metaforico, corale, “pazienza, son fatti così”;
  • Trump e Putin si sono incontrati di persona per la prima volta e hanno avuto un colloquio di più di due ore su cui si è speculato come non si faceva dai tempi di Bill Clinton e Monica Lewinsky. Trump ha definito l’incontro “formidabile”, si è discusso un cessate il fuoco nel Sud-ovest della Siria e Putin ha smentito le voci di interferenze nelle elezioni americane. Poi Melania Trump ha ricevuto un plico misterioso dal titolo “divorce papers”;
  • Donald Tusk assicura il pieno appoggio dell’Europa all’Italia sulla questione migranti, ma punta più sulla lotta ai trafficanti umani con la messa in atto di sanzioni ONU che a una maggiore apertura dei confini, e lamenta la scarsa collaborazione di alcuni membri del G20. Me lo immagino mentre li fissa uno per uno, allarga le braccia in un gesto imponente ed esclama esasperato “c’amma fà?”
Vedete di non fare casino, sennò vi meno. Fonte: Quartz

Scavando a fondo

 La Corea del Nord rimane un problema di difficile, se non impossibile, soluzione. Con la tensione che sale di più a ogni test di missili nucleari, diventa sempre più difficile prendere in giro Kim Jong-un.

Nel complesso, sembra di osservare due gatti che si contendono il territorio. Kim rizza il pelo (radioattivo) e soffia, Donald rizza il pelo, soffia e gnaula (insieme alla Corea del Sud, che sembra il gatto meno dominante del gruppo, fermo nell’angolo ad aspettare il risultato) e tu sei lì con la pompa dell’acqua pronta, a chiederti se si salteranno addosso o se è tutta scena.

 In North Korea, ‘Surgical Strike’ Could Spin Into ‘Worst Kind of Fighting’

Questo articolo del New York Times analizza in modo approfondito l’eventualità che i due gatti si saltino addosso. Le prospettive appaiono drammatiche: gli USA potrebbero impiegare giorni a sopraffare le difese nordcoreane, e non esistono esempi preliminari di attacchi mirati a neutralizzare un arsenale nucleare. Kim Jong-un potrebbe decidere di impiegare anche le armi chimiche.

Inoltre, la Corea del Sud presenta un importante svantaggio strategico, perché il suo centro più importante, la capitale Seoul, è a circa ottanta chilometri dal confine, con i suoi dieci milioni di abitanti e tutte le più importanti sedi economiche e governative. Nel 1994, l’allora segretario alla difesa chiese al Pentagono di programmare un “attacco mirato” a un reattore nucleare, ma ritirò l’ordine di fronte alla possibilità di causare centinaia di migliaia di vittime. Oggi la situazione non è certo migliorata. I due gatti si salteranno addosso o no?

Avrò chiuso la bombola del gas? Sennò qua salta tutto. Fonte: The New York Times

Consigli per i click

 Vi state tormentando per trovare un regalo a una persona speciale? Magari qualcuno che ama passare le serate a guardare le stelle? O qualcuno che colleziona sassi?

How to get an asteroid named after you

Ecco, un asteroide potrebbe non essere l’opzione più semplice o più veloce, ma se la persona che avete in mente ha fornito un contributo significativo all’astronomia e volete muovervi con un paio di anni di anticipo, forse potreste farcela. In ogni caso, vale la pena capire come funziona il procedimento per scegliere i nomi agli asteroidi. Sapevate che nel 1985, un astronomo riuscì a convincere la commissione a dare a un asteroide il nome del suo gatto? Provate a indovinare come si chiama. O leggere l’articolo.

*

Una costante dell’operato di Donald Trump, fin dai primi tempi della sua campagna per la presidenza USA, è la ricerca di un nemico contro cui indirizzare la rabbia del suo seguito di sostenitori. Durante la campagna, questo nemico era Hillary Clinton, “crooked” Hillary.

Diventato presidente, Donald Trump ha trovato nella stampa il suo nemico ideale. Quegli organi di informazione che sin dagli inizi lo hanno in gran parte contestato e sbeffeggiato, ritenuti voce delle élites urbane e intellettuali contro cui Trump professa di schierarsi. Ha da poco fatto scalpore un video condiviso da Trump sul suo organo di comunicazione prediletto Twitter, video in cui il presidente mette al tappeto accanto a un’arena di wrestling un uomo con la faccia sostituita dal simbolo della CNN.

Why pro wrestling is the perfect metaphor for Donald Trump’s presidency

Secondo l’analisi che qui condividiamo dalla stessa CNN, il wrestling è in realtà una perfetta metafora per la presidenza di Donald Trump. L’articolo è scritto da un giornalista appassionato di WWA, e sostiene che Trump come presidente gioca sulla stessa principale caratteristica del wrestling: è tutto finto, ma non tutti lo sanno. I match di wrestling sono uno spettacolo accuratamente sceneggiato, con molti elementi teatrali e “wrestlers cattivi” spesso ispirati alle tematiche attuali.

Tuttavia, molti spettatori sono convinti che sia tutto autentico, e la WWA gioca su questa sottile linea. Trump fa lo stesso. L’articolo è decisamente illuminante nell’analizzare il rapporto Trump-media alla luce di questa palese contraddizione. Nel contempo, è una lettura quasi divertente, e suscita la curiosità di guardare un match di wrestling. Magari non di partecipare, ecco.

Fonte: The Rock FM

L’ultimo consiglio per i click di oggi sembra un racconto, con quasi un pizzico di “Il buio oltre la siepe”. Eppure è tutto vero e spiazzante. L’autore racconta la storia del suo dentista, Gilberto Nunez, accusato di aver ucciso il marito della sua amante. All’inizio tutto sembra piuttosto semplice e ovvio, ma la storia diventa presto un’intricata vicenda giudiziaria, dove si ha la sensazione inquietante che tutti gli individui siano più guidati da impressioni, convinzioni e sensazioni proprie che dalla razionalità necessaria per giudicare un caso complesso.

My dentist’s murder trial

Nel leggere, ci troviamo nei panni del giornalista quando, arrivato per assistere al processo, commenta:

I liked Nunez, and wanted to believe that he was innocent, but I expected to be persuaded otherwise. Murder charges aren’t brought lightly, and troubling matters had arisen in pre-trial hearings.

Non anticiperò altro, per non rovinare la bellezza letteraria del pezzo, che costruisce un crescendo sapiente di suspense degno di un thriller o di un romanzo distopico. Per ulteriore ricerca, il web offre molti aggiornamenti sulla vicenda di Nunez, durante e dopo i processi.

Schermi diversi

 Gli schermi di oggi sono dedicati ai videogiochi e al vasto internet. Il primo alleggerisce l’atmosfera vagamente pesante della rassegna di oggi con una commossa lettera d’amore a uno dei videogiochi più celebri: The Legend of Zelda. L’autore racconta la sua crescita, dall’adolescenza all’età adulta, di pari passo con i numerosi capitoli di un vero classico.

Coming of Age With The Legend of Zelda

L’articolo traccia un affresco intrigante, perfino per chi, come me, non ha avuto un’infanzia particolarmente legata a PlayStation e Nintendo e non ha mai giocato a Zelda. Durante la sua evoluzione, in quella che l’autore identifica come una metafora calzante sulla crescita di una persona dall’infanzia all’età adulta, il franchise ha costruito mondi limitando sempre meno le scelte dei giocatori. Fino ad arrivare alla sua ultima versione, un mondo aperto. Pare che il creatore della serie, durante il primo test, abbia passato un’ora solo ad arrampicarsi sugli alberi.

Volare, oh oh, vedere mostri in lontananza, oh oh oh oh, nel blu… Fonte: The Atlantic

 Il secondo articolo sui nostri schermi parla della diffusione delle nostre informazioni personali su internet e divulga alcuni consigli utili su come limitarla sulle maggiori fonti, come i browser, le mail, Twitter, Facebook. In un’epoca sempre più digitale, diventa importante essere consapevoli di ciò che lanciamo nel mare del web e di come, se necessario, ripescarlo.

How to See What the Internet Knows About You (And How to Stop It)

Secondo uno degli sviluppatori di Facebook:

le migliori menti della mia generazione stanno pensando a come convincere le persone a cliccare sugli ads.

In questo enorme mercato, i prodotti sono le nostre informazioni personali, dunque, in ultima istanza, i prodotti siamo noi. È giusto che cerchiamo di tutelarci, quantomeno cercando di sapere cosa il grande internet conosce di noi.

 Altro giro, altro regalo

Siamo a luglio, molti vanno in vacanza, ma c’è chi non stacca mai del tutto dal lavoro. Poi c’è chi vive la vacanza come un lavoro. Fra questi ultimi, ci sono i filmmaker del sito di viaggi Matador che lavorano in viaggio tutto l’anno. E alla fine ci regalano video come questo:

A year in the life of a Matador network filmmaker

Se non soffrite di wanderlust, l’intraducibile termine che noi rendiamo  con l’anestetizzato “voglia di viaggiare” e che è più un desiderio di altrove, una necessità di vedere, vivere, conoscere le profonde e intricate geografie del nostro globo, beh, questo video ve la farà venire. Se non è quello che volete, non guardatelo. Perché poi non si torna indietro.

Parole, parole, parole

Fonte: The Journal

Citazione della settimana:

I’ve never felt ashamed about that abortion, that’s what I chose to do and I was supported by my family and friends and everything, but I’ve never spoken about it.

Il deputato Brid Smith è la prima in Irlanda a raccontare in pubblico di aver avuto un aborto. Ha parlato della sua esperienza a The Women’s Podcast di The Irish Times.

 

 

Parola della settimana:

Snowflake: fiocco di neve.

Questo termine veniva in passato usato come insulto per i White Supremacists, nato per designare i gruppi contrari all’abolizione della schiavitù e in seguito i simpatizzanti nazisti e i gruppi razzisti. Il nome deriva dal loro desiderio di privilegiare i bianchi rispetto ai neri.

In particolare nell’ultimo anno, il termine è stato diffuso in senso diametralmente opposto da sostenitori di partiti Alt-Right e, specialmente su Facebook, dai supporters di Trump. In quei casi, si usa per insultare i liberali secondo una narrativa ricorrente: si offendono per qualunque cosa, predicano il politicamente corretto senza permettere la libera opinione, credono di essere unici come ogni fiocco di neve è unico, ma in realtà sono altrettanto fragili e deboli.

Francesca Maria Solinas

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