Varoufakis e gli “adulti” che guidano l’Europa

Winston Churchill una volta disse “la storia sarà benevola con me, poiché sarò io a scriverla.” L’autobiografia politica è spesso l’ultima opportunità per un politico di dire la sua, di ricordare ai posteri i suoi successi, veri o no che siano. Altre volte viene usata come trampolino per rilanciare una carriera o in previsioni di elezioni politiche. In questi casi l’autore o l’autrice tende a usare la massima cautela, autocensurandosi sui problemi del partito o per evitare di offendere qualcuno. Il risultato è quasi sempre una lettura prevedibile, di quelle adatte se si soffre d’insonnia. Un giornalista rinominò l’autobiografia di Hillary Clinton “50 sfumature di noia”.

Adults in the Room, l’ultimo lavoro dell’economista ed ex Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, che narra il dietro le quinte dei negoziati tra la Grecia e l’Eurozona del 2015, non soffre certo di questi problemi. Per i “political junkies” questo è un libro che si legge voracemente, che oscilla tra il thriller e il lirico, tra riflessioni personali sul potere e accuse contro un sistema finanziario senza volto e anti-democratico.

Più che un semplice resoconto biografico, questo memoir vuole rivelare quello che veramente avviene tra i corridoi kafkiani dell’establishment Europeo. Il libro comincia con un incontro a Washington tra Varoufakis e Larry Summers, ex Segretario al Tesoro degli Stati Uniti. Ad un certo punto Summers gli chiede esplicitamente se vuole stare all’interno o all’esterno, con un’avvertenza che “gli outsiders prioritizzano la loro libertà di dire la verità. Il prezzo che pagano è che vengono ignorati da chi sta all’interno, quelli che prendono le decisioni importanti”. Nei 168 giorni di ministero di Varoufakis questa avvertenza si rivela presto premonizione.

Recentemente, un amico mi ha descritto Varoufakis come una via di mezzo tra Keynes e Tyler Durden di Fight Club, una rock star accademica che ha provato con sfrontatezza e giacca di pelle a rinegoziare il debito di Atene e liberare la Grecia dalla stretta dell’austerity. Certamente (e non ci vuole molto) il suo carisma lo distingue in mezzo al grigiore burocratico di Bruxelles. Prevedibilmente, al tempo Varoufakis fu vittima di una forte campagna di delegittimazione, venendo definito come dilettante e anche perditempo. Egli stesso ammette in più momenti di aver peccato di inesperienza diplomatica, e chiaro, la sua arroganza può non piacere. Non gli si può però negare di non averci provato o di essersi arroccato su posizioni ideologiche irremovibili. Varoufakis descrive come spesso lui e la sua squadra facessero le ore piccole per presentare proposte economiche serie basate sulle ultime statistiche e con il consenso degli esperti più eminenti da Wall Street alla City. Nonostante questo, ogni volta riceveva dai creditori di Bruxelles, Berlino e Francoforte lo stesso silenzio e sguardo catatonico.

Come Keynes che denunciò le conseguenze negative del trattato di Versailles, per Varoufakis quella del debito greco è una crisi che facilmente si poteva evitare e che nasce sostanzialmente da scelte economiche deleterie. Nel 2010, per motivi di opportunità politica, la Merkel e Hollande avrebbero potuto salvare le banche francesi e tedesche mascherando questa operazione con il primo bailout alla Grecia. Un altro giro di assistenza diretta alle banche dopo la crisi bancaria del 2008/2009, l’unica soluzione per sanare realmente il debito greco, sarebbe stato punito severamente dagli elettori. Il risultato fu una Grecia con meno soldi e ancora di più indebitata. Da questo momento si è instaurato un paradigma dal quale nessuno si riesce a staccare.

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Yanis Varoufakis (Fonte: cadenaser.com)

Quello che sorprende sono le improbabili alleanze che Varoufakis fu disposto a formare: con Macron, neoliberista dal volto umano e con Lord Lamont, ministro del Tesoro Thatcheriano e Jeffrey Sachs, artefice di privatizzazioni selvagge. In particolare, Macron si spese senza successo nel giugno 2015, durante uno dei momenti più drammatici delle trattative, per un accordo non punitivo e per un incontro tra Hollande e Tsipras. In un SMS a Varoufakis, scrisse: “non voglio che la mia generazione sia responsabile della uscita della Grecia dall’euro”. Il suo tentativo risultò invano, a causa delle interferenze di Berlino e dell’inflessibile ministro Schäuble, la cui ombra è costante in tutto il libro. Perfino Obama si sarebbe sfogato dicendo che l’austerity “sucks” ma che nulla poteva contro l’influenza della Germania.

Nonostante questo, Varoufakis non usa mai caratterizzazioni vendicative nei confronti del suo controparte tedesco. Anzi, perfino Schäuble sembrerebbe schiavo della sua stessa retorica quando confessa a Varoufakis che se fosse nei suoi panni non accetterebbe mai i termini di un terzo bailout, ma che l’Europa ha comunque bisogno di disciplina. Lo stesso vale per Mario Draghi, Pier Carlo Padoan e company: tutti d’accordo con Yanis in privato ma mai in pubblico, quando serve. Nel libro racconta come non gli ci volle molto per rendersi conto di come i tecnici della Troika (Commissione Europea, Bce e Fmi), gli insiders, capissero bene il disastro causato dai due bailout del 2010 e 2014, ma che semplicemente non erano disposti a mettere in pratica soluzioni alternative.

Insomma, i due temi principali che emergono dal libro sono l’egemonia tedesca sull’economia politica europea e l’inabilità di contrastare a livello discorsivo un paradigma istituzionale radicato dal 2010. La domanda rimane però sul fine ultimo delle politiche di austerità in Europa, visto che a detta di Varoufakis tutti sono più o meno d’accordo sull’impatto negativo che hanno, e non solo per il sud europeo. Come la conversazione con Schauble dimostra, Varoufakis sembrerebbe essere dell’idea che la disciplina fiscale imposta alla Grecia da Berlino dovesse servire principalmente come avvertimento ad altri paesi, soprattutto alla Francia. Ma nel lungo termine a chi giova questa strategia? A questa domanda Varoufakis purtroppo non risponde mai esplicitamente, anche se il libro implica che la Grecia è la cavia numero uno in vista di un’abolizione a larga scala dello stato sociale.

Paradossalmente chi ne esce peggio dal libro sono i compatrioti di Varoufakis. George Chouliarakis, parte del suo team di negoziazione, è un traditore alla causa, mentre l’amico Tsipras viene descritto come a volte euforico e pronto a sfidare le élite finanziare, a volte frivolo e incline alla melanconia. E così arriviamo al fatidico 6 luglio, il giorno dopo che il popolo greco ha votato no al referendum contro i diktat europei. Varoufakis, estasiato da questa vittoria non sospetta, era pronto a mettere in opera il Piano X per passare a una moneta parallela nel caso i creditori avessero dato seguito alla minaccia di cacciare la Grecia fuori dall’Europa. Una volta che entra nell’ufficio di Tsipras, capisce però che il primo ministro greco ha deciso d’ignorare la sovranità nazionale e accettare i termini della troika. La Primavera di Atene è finita e Varoufakis viene licenziato.

 

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Tsipras e Merkel (Fonte: theguardian.com)

 

Adults in the Room chiaramente offre un punto di vista parziale, in attesa che Merkel scriva la sua autobiografia. Il libro è però sicuramente da leggere per chiunque sia interessato a capire meglio i meccanismi di potere e come uomini politici si rassegnino tragicamente e irrazionalmente a operare sempre nei limiti delle istituzioni, con tutte le conseguenze negative del caso. La carriera politica di Varoufakis fu poco più di una meteora ma illustra bene come questi limiti possono essere superati con coraggio e determinazione. Ad un certo punto Varoufakis riceve un’email dalla Banca Centrale Europea dal tono minaccioso, asserendo che avrebbe potuto chiedere alla Grecia di pagare i suoi debiti in qualsiasi momento. Varoufakis risponde semplicemente con le stesse parole pronunciate da Leonida in risposta alla richiesta di consegnare le armi avanzata dal re persiano Serse durante la battaglia delle Termopili: “μολὼν λαβέ!”, vieni a prenderle!

Matthew Burnett-Stuart

Fonte immagine in evidenza: formiche.net

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