L’Huddersfield Town, la nuova cenerentola della Premier

Lincoln City Football Club. Una squadra che ha improvvisamente – e brevemente – calcato le scene della popolarità internazionale per aver vinto contro una squadra di Premier League in coppa nazionale, conquistandosi così il diritto di affrontare l’Arsenal. Non una cosa da poco, per chi bazzica (con profitto, dato che è appena stata promossa) la Vanarama National League, gradino sotto la C2 inglese. Gli Imps, i folletti, contro l’Arsenal hanno ovviamente avuto la parte dell’agnello alla tavola del lupo, ponendo termine al picco mediatico che li ha visti protagonisti. Io però tifavo già prima il Lincoln City. E non voglio fare l’hipsterone calcistico, che conosce tutto prima che diventi mainstream. Io tifavo già il Lincoln, perché lo avevo allenato. Su FIFA09, il mio Lincoln City aveva conquistato, sudando parecchio, la Champions League, dopo otto anni di mercati arrischiati e cavalcate imperiose. In quel Lincoln giocavano Schweinsteiger, Handanovic, Lisandro Lopez (quello vero, quello del Lione), ma anche Arnautovic, Macheda, Sanli Tuncay. E quel Lincoln, almeno nei primi anni della mia carriera da allenatore, aveva un grande avversario. Era l’Huddersfield Town, che per qualche misterioso bug del gioco trovavo sempre con me a competere per la promozione, dalla League Two (la C2) alla Championship (B), quando poi è scomparso, lasciandomi da solo ad affrontare l’Arsenal misteriosamente retrocesso. Ma era già il 2014, quell’Arsenal generato da strisce di codice non aveva nulla a che fare con l’attuale.

Congratulations-Huddersfield-Town

Potete quindi immaginare la mia sorpresa, o commozione, quando ho visto nello stesso anno salire dalla Vanarama il mio Lincoln City e l’Huddersfield in Premier League, per la prima volta in 45 anni nella massima serie.

JS121251502.jpg

West Yorkshire. A metà strada tra Manchester e Leeds, sorge Huddersfield, 150mila anime ed un cuore medioevale. Qui, in una giornata di novembre, arriva David Wagner, trovando un clima molto simile a quello della sua Germania. Ma di simile c’è solo quello, perché l’Huddersfield in quel momento sta sprofondando verso la retrocessione. L’annata 2015/16 si è aperta con solo tre vittorie in quindici partite, e l’allenatore Powell è appena stato silurato. David accetta la sfida, e parte da Dortmund. Non casa sua, ma sua sede di lavoro. Già, perché Wagner era l’allenatore del Borussia Under 23, primo collaboratore ed amico di Jurgen Klopp, con cui aveva condiviso le sorti fin da quando giocavano insieme al Mainz. Ma Klopp è appena trasvolato in Inghilterra, al Liverpool. Le strade dei due si separano, perché Jurgen chiede all’amico di sempre di seguirlo sul Mersey, ma lui rifiuta. E cinque giorni dopo, ecco arrivare l’offerta dell’Huddersfield.

3673CF1D00000578-0-image-m-32_1469055983228

La squadra è quello che è, il mercato non è esaltante nemmeno dopo il suo arrivo, ma i risultati migliorano. L’intero gioco dell’Huddersfield si appoggia sulle spalle del bomber bermudiano Nahki Wells, che a fine stagione avrà siglato 18 gol. La salvezza, tranquilla ma non troppo, arriva, e l’Huddersfield conferma Wagner.

JS77631655

Altro anno passato a galleggiare? No, non questo. E così, quando i giocatori si presentano per il primo giorno di ritiro, Wagner li carica su un aereo e li porta in Svezia. Non in una città, bensì su un’isola sperduta e deserta. Lì, senza alcun genere di aiuto o di struttura preesistente, squadra e staff rimangono cinque giorni, costretti a procurarsi cibo, acqua, riparo. Sopravvivenza.

Large

L’obiettivo non è portare i giocatori allo stremo, non solo almeno. La volontà è creare un gruppo affiatato, costruire fiducia in ogni giocatore e rendere squadra e staff una famiglia. A questa famiglia Wagner unisce suoi giocatori di fiducia, sconosciuti in Inghilterra ma scovati grazie alle sue conoscenze. Il primo è il portiere, Ward, di proprietà del Liverpool e regalo di Klopp, poi il difensore centrale tedesco Schindler, arrivato dal Monaco 1860, il centrocampista Mooy e l’attaccante congolese di Colonia Elias Kachunga.

Non a caso, l’asse centrale della squadra, la spina dorsale.

20161129001290456583-original.jpg

La stagione va incredibilmente bene, con l’Huddersfield che rimane in testa per le prime tredici giornate, in un avvio decisamente diverso rispetto a solo un anno prima. Ma poco a poco escono le grandi di questo campionato, il colosso Newcastle ed il Brighton. L’Huddersfield, a tre giornate dalla fine, è terzo. Ma proprio le tre giornate finali, con tre sconfitte, lo costringono al quinto posto finale. Nulla è perduto, ci sono i Playoff, ma contro c’è lo Sheffield Wednesday. Zero a zero all’andata ed uno a uno al ritorno. Ai rigori passa Wagner.

Finale secca. L’avversario è il Reading, altra grande del campionato, allenata da Jaap Stam. Wembley accoglie le due squadre, che danno vita ad un teso zero a zero. La tensione è troppa, ancora rigori.

Dopo 45 anni, l’Huddersfield Town è in Premier League. Parliamoci chiaro, sarà dura restarci. Serviranno soldi ed intuizioni. Ma per il momento, Wagner ha sorpreso tutti. Potrà farlo anche in Premier? Staremo a vedere, e con noi (come avete visto nel video) Patrick Stewart, da sempre tifoso dell’Huddersfield.

Marco Pasquariello

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...