I consiglieri del Presidente

Dimmi chi sono loro e ti dirò chi sei, distorcendo un po’ le parole di Brillat-Savarin (quello del dimmi cosa mangi etc).
Chi sono loro? Beh… sono loro, quelli che consigliano, quelli che lanciano il sasso e mostrano la mano di qualcun altro. Parliamo degli economic advisors, i consiglieri economici.
Di chi? Del Presidente degli Stati Uniti d’America.
Perché? Perché è utile parlarne.

Molte parole sono state spese per descrivere il nuovo POTUS (President of the United States), molte delle quali poco lusinghiere, per giuste e ingiuste ragioni, ma poco si è detto di chi gli sta intorno. Non è una “robetta” ricoprire quel ruolo e ben rappresenta la volontà dell’assistito di turno. Vi ricordate quando dicevo che Trump ha rottamato gli economisti? Niente di più vero. Il nuovo POTUS, infatti, ha dato la più classica soluzione di continuità con l’amministrazione Obama sotto questo aspetto. Se gli advisors di Obama erano celebri economisti in attività nelle più prestigiose università a stelle e strisce, quelli di Trump sono grandi industriali (DiMicco e Hamm rispettivamente siderurgico e energetico) e, soprattutto, manager immobiliari e finanzieri (tra di loro anche Jhon Paulson, un celeberrimo gestore di hedge fund che nel 2007 decise di scommettere contro il mercato immobiliare, vincendo. Tipo La Grande Scommessa).

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Non è che sia necessariamente un male, sia chiaro. È solo una dichiarazione di intenti. Le intenzioni di Obama erano quelle di superare la crisi senza lasciare strascichi, attuando una politica economica di lungo periodo che ha riportato gli Stati Uniti su un sentiero di crescita compatibile con quello pre-crisi, seppur più moderato. Trump, al contrario di Obama, eredita una situazione economica ideale e può divertirsi a tenere alte le borse e gli indici finanziari, con decisioni e provvedimenti che garantiscono brevi shock positivi senza dare alcun impianto strutturale al tutto. Per un approfondimento rimando a Roberto Tubaldi che ci spiega come, apparentemente, Trump più che il presidente del popolo si comporta come il presidente di Wall Street.

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In sostanza, i consiglieri economici sono il primo segnale per un analista politico. Il Presidente sceglie i propri consulenti, rivelando in questo modo le proprie intenzioni, non viceversa. Obama, va ammesso, si  è molto fidato della scienza economica. Trump no. A proposito di questo, nel 2015 Obama ha istituito il Social and Beahvioural Sciences Team, una sottocommissione del National Science and Technology Council, i cui membri, coordinati da Maya Shankar, hanno il compito di aumentare l’efficienza delle politiche della Casa Bianca. Si tratta di esponenti delle scienze sociali, prevalentemente psicologi ed economisti comportamentali (una frontiera della teoria economica), che studiano come migliorare le performance di governo andando direttamente a coinvolgere gli individui. Nel report annuale del 2016, per esempio, si legge come sia bastato anche solo mandare una mail agli studenti a basso reddito che devono fare domanda per iscriversi all’università per aumentarne il tasso di iscrizione. Il compito del team, riassunto in poche parole, è quello di aiutare i cittadini che devono affrontare scelte complicate attraverso quello che viene chiamato “effetto nudge”. Il nudge, pungolo in italiano, è uno stimolo che indirizza l’individuo verso una decisione senza che venga limitata la sua libertà di scelta. Per spiegare meglio la teoria dei nudge userò uno degli esempi più famosi e divertenti: la mosca dipinta al centro dell’orinatoio, bersaglio degli avventori che vengono “invogliati” a colpire l’obiettivo e a non sporcare (uno studio ha scoperto una riduzione della fuoriuscita di urina di circa l’80%). Riduzione di ulteriori gravidanze accidentali per le ragazze madri, promozione di un migliore stile di vita, di iscrizione all’università, politiche a bassissimo costo e ad alto potenziale, basate sull’inconsistenza temporale delle nostre preferenze. Ciliegina sulla torta, per vincere contro Romney, l’ex Presidente Obama si avvalse di un “Dream Team” di economisti comportamentali tra cui figura anche Richard Thaler, uno in lizza per il “nobel” per l’economia e tra i massimi esponenti della Behavioural Finance. Una chiara dichiarazione di intenti

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Questo non è l’esperimento più avanzato di “orientamento” delle decisioni messe in pratica da un governo. Il più importante è senza dubbio il British Behavioural Insights Team nel Regno Unito, guidato dallo psicologo David Halperm. Inizialmente un ufficio di gabinetto del governo, ora una società semi-indipendente, la “Nudge Unit” è un importantissimo laboratorio per l’aumento dell’efficienza dell’attività governativa. L’obiettivo maggiore del gruppo è quello della riscossione di tributi e multe e a tal proposito riporto come secondo il Team “una mail da parte dell’agenzia che si occupa delle riscossioni in cui si comunica che la maggior parte della comunità ha pagato le proprie tasse in tempo aumenta di molto il tasso di pagamento“. Lotta all’evasione tramite spam. Pare funzioni, tra l’altro.

Niente di tutto questo sembra rientrare nell’agenda del nuovo presidente degli Stati Uniti, almeno apparentemente. La sensazione è un po’ quella di avere di fronte una persona che non ritiene di aver bisogno di suggerimenti, ma solo di conferme.

Di queste persone, di psicologi ed economisti, di scienziati sociali in generale, Trump non se ne farà granché. Anche questa, a mio avviso, è una dichiarazione di intenti.

Luca Sandrini
@LucaSandrini8

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