Com’è fatta la scheda elettorale negli Stati Uniti

L’8 Novembre 2016, il popolo americano ha votato il suo 45° Presidente, uno tra Hillary Clinton e Donald Trump. Sappiamo com’è finita e di chi è stata la responsabilità. In questi quattro anni è successo un po’ di tutto (alcune delle cose le abbiamo riassunte in un ebook). Il 3 Novembre 2020 saranno Trump (Repubblicano) e Biden (Democratico) a contendersi la carica di 46° Presidente. Per tutte le domande su Sanders, leggere qui.

Il 3 Novembre 2020 gli statunitensi si recheranno alle urne. In realtà, stanno già votando ora tramite il voto per posta, argomento che ha causato scontri politici e generato riflessioni preoccupate. La scheda elettorale attraverso la quale esprimono le loro preferenze è – non spaventatevi – questa qui (scheda della Beaufort County, North Carolina; il perché lo debba specificare sarà chiaro fra poche righe). Per chi preferisce non aprire pdf, ecco la foto di quella del 2016 in Michigan, Oakland County (anche in pdf):

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Spieghiamo punto per punto.

Innanzitutto, il voto si esprime non mettendo una croce, bensì riempiendo l’ovale. Infatti, a differenza dell’Italia, gli scrutini non vengono effettuati a mano, ma la scheda compilata viene letta elettronicamente.

Prima Pagina

  1. Salto la prima parte, quello dello straight ticket/party voting, perché è importante e ne riparlo alla fine di questa prima sezione.
  2. Presidential.
    L’Italia è una repubblica parlamentare, ossia il governo non è eletto direttamente dal corpo elettorale, ma espressione del Parlamento (eletto). Gli USA sono invece una repubblica presidenziale, quindi eleggono direttamente il capo del governo (il Presidente, appunto). Trovate i nomi che vi aspettavate, e anche quelli di perfetti sconosciuti, sia perché candidati minori che faticano ad avere risalto mediatico in un sistema maggioritario first-past-the-post (vince chi ha la maggioranza semplice, come nelle circoscrizioni UK) che penalizza i piccoli partiti, sia perché alcuni di questi candidati detti “terzi” si presentano solo in alcuni Stati.
  3. Congressional.
    Sono i candidati – del Michigan, o della North Carolina – al Parlamento USA. Nel 2016 la Camera (House of Representatives) era a maggioranza repubblicana (246 su 435 deputati), mentre alle elezioni dette “midterm”, perché avvengono a metà del mandato presidenziale, i Democratici hanno conquistato 41 seggi e così la maggioranza. Fatto di estrema importanza per capire le istituzioni USA: nonostante l’immagine che abbiamo del Presidente degli Stati Uniti sia quella di un capo di governo estremamente potente, di fatto non è necessariamente così. Infatti, se il Presidente e il Congresso non hanno la stessa maggioranza, si verifica una situazione di stallo, dati i contrappesi che il sistema USA prevede al potere esecutivo, producendo quello che viene chiamato divided government.
  4. Legislative.
    Si eleggono contemporaneamente anche i membri dei Parlamenti di ogni singolo Stato. Come se in Italia le elezioni politiche (Parlamento) e quelle regionali coincidessero.
  5. Member of State Board of Education.
    Ecco una differenza notevole rispetto all’Italia. Tutto ciò che riguarda l’educazione è demandato ad un organo diverso da quello politico “classico”. Esiste cioè, per ogni Stato, un esecutivo che si occupa esclusivamente del sistema educativo, ed ha un bilancio dedicato che non finisce (o almeno, non completamente) nella fiscalità generale.
  6. Board delle maggiori università dello Stato.
    I membri dei direttivi universitari vengono appunto eletti dai cittadini, ed hanno dichiarate affiliazioni politiche. Strano?
  7. Elezioni locali.
    Dove vedete la parola “county” o “township”, si tratta di elezioni simili alle nostre provinciali (ex) e comunali, anche se non c’è un’equivalenza perfetta né come territorio né come poteri.

E qui ritorno al concetto di straight ticket.
Agli elettori viene data la possibilità di votare in una volta sola tutti i candidati dello stesso partito. Questo crea un forte legame tra i candidati locali a quelli nazionali, introducendo dinamiche politiche delicate. Per esempio, un candidato repubblicano in disaccordo con Trump ha sostanzialmente le mani legate, essendo in parte dipendente dalla performance del candidato dello stesso partito più in vista. La ratio di questo sistema è soprattutto quello di velocizzare le procedure di voto: i cittadini americani possono infatti votare dalle 7 alle 19 (in linea di massima, ogni stato ha orari leggermente diversi) solamente il giorno delle elezioni (eccezion fatta del voto per posta, di cui una larga fetta dell’elettorato fa uso). Difficoltà aumentata dal fatto che si vota il martedì dopo il primo lunedì di Novembre, quindi un giorno lavorativo. Le code che possono verificarsi in caso di alta affluenza in orario di chiusura possono creare disagi che potenzialmente penalizzano maggiormente la classe operaia (che, in questo caso, non è affatto scontato coincida con un voto blu).

Seconda Pagina

Nella seconda parte della scheda elettorale si trovano tutte le cariche elettive slegate da affiliazione politica.
Si tratta generalmente di tre categorie:

  • Elezione dei giudici della Corte Suprema Statale, e giudici minori. Viene sostanzialmente attribuito ai giudici un ruolo politico, giudici che quindi devono presentare un loro programma e fare campagna elettorale. La differenza principale, come già sottolineato, è che i candidati non sono legati ad un partito.
  • Elezione degli Organi Educativi Locali. Sembra una questione da poco, ma si tratta di esecutivi che gestiscono bilanci da diversi milioni di dollari. Decidono gli investimenti sulle strutture scolastiche di livello pre-universitario, e di conseguenza si attribuiscono la responsabilità di chiedere alla comunità uno sforzo economico maggiore. E lo devono fare, ossia devono presentare il progetto ai cittadini, che si dovranno poi esprimere (mentre in Italia le decisioni a livello locale non hanno requisiti vincolanti di partecipazione, fa parte delle scelte politiche di ciascuna Giunta).
  • Altre questioni locali, di solito legate appunto a variazioni della tassazione, espresse in forma referendaria.

Considerazioni finali

  1. Lo scrutinio elettronico potrebbe salvare la vita ai nostri Presidenti di seggio quando si trovano davanti 13 questioni referendarie, o preferenze disgiunte.
  2. La prima pagina della scheda è fortemente legata ai partiti, anche a livello locale. In Italia invece siamo abituati ad elezioni di secondo ordine (comunali, regionali) spesso slegate dalle dinamiche nazionali, e nelle quali la componente “lo conosco”, prevale su quella meramente partitica.
  3. L’elezione degli organi universitari da parte di tutta la cittadinanza è decisamente interessante. Mentre in Italia sono confinate all’interno della stessa università, negli USA c’è una sorta di riconoscimento popolare al ruolo dell’educazione superiore. Il lato negativo, a mio parere, è il legame a dinamiche di partito. Da approfondire.
  4. Viene richiesta agli elettori una forte consapevolezza per riuscire ad orientarsi tra i numerosi candidati. Almeno rispetto alla seconda pagina, dove non è possibile effettuare lo straight ticket.

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