The Corner Talks About Calciomercato 2016

Questo articolo verrà scritto a più mani. I calciofili di TBU Marco Pasquariello, Valerio Vignoli,  Roberto Tubaldi e Fabrizio Mezzanotte si sono riuniti tra queste righe, commentando una delle sessioni di calciomercato più strane degli ultimi anni. Squadre forti si sono rafforzate, altre hanno puntato su scommesse, formazioni deboli si sono ancor di più indebolite. Qui abbiamo analizzato le trattative più significative, capendo chi ci ha guadagnato veramente.

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Higuain dal Napoli alla Juventus – 90 milioni

Marco: Non si poteva che partire da qui. L’acquisto più costoso della storia del club più titolato non può che essere il primo per importanza nella nostra “classifica”. Ma in realtà per me non è così. Cioè, sicuramente Higuain è un acquisto importantissimo, di primissimo livello, adatto per puntare alla conquista della Champions League. In più comprandolo si ha indebolito notevolmente il Napoli, che per il suo modo di giocare non poteva prescindere dal Pipita là davanti. Ma per 90 milioni? Vale così tanto togliere la punta di diamante alla diretta avversaria? Magari sì, 36 gol in Serie A non sono uno scherzetto. Ma pagare una somma del genere per un giocatore che ha già compiuto un miracolo, ed è chiamato a ripetersi, cosa risaputamente ancor più difficile, è un rischio non da poco. In più la dualità Dybala – Higuain è tutta da verificare, e se fosse per me sceglierei 99 volte su 100 l’ex Palermo. Alla Juventus mr.90 milioni dovrà dimostrare di essere lo stesso senza una squadra che gioca per lui, diminuendo notevolmente le sue possibilità.

Valerio: Il discorso sono troppi o sono pochi secondo me, in questo calciomercato nel quale il prezzo del cartellino non rispecchia il valore dei giocatori ma dipende dalle disponibilità finanziarie dell’offerente e da clausole rescissorie, lascia il tempo che trova. La Juventus dopo aver ceduto al Manchester United Paul Pogba per 120 milioni (ecco e allora questo non è un furto?), poteva e doveva fare un gran colpo. Higuain rappresentava il bomber che gli è mancato (nel senso che non avevano e non che se ne fosse sentita troppo la mancanza) negli ultimi anni e appunto un modo per annientare la rivale più accreditata, rafforzando il proprio monopolio sulla Serie A. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis pretendeva che fosse pagata per intero questa spropositata clausola rescissoria cosicché fosse il giocatore argentino a farci la figura del traditore. E, alla fine, come ampiamente prevedibile, l’affare è andato in porto per la gioia di entrambe le parti. Sono d’accordo sul fatto che difficilmente ripeterà a livello realizzativo la stagione dell’anno scorso ma invece ho molta fiducia sul fatto che si possa integrare bene con Dybala. Certo Higuain dovrà anche lavorare per il suo partner d’attacco, per esempio cimentandosi in sponde che ne favoriscano i micidiali inserimenti. Ma sono cose che già faceva, e pure molto bene, anche al Napoli.

Roberto: Il discorso dei soldi regge fino ad un certo punto per quanto riguarda Higuain. Il calciomercato vive in una bolla che neanche i subprime ai tempi d’oro, per cui forse è il caso di fare bel discorso in generale a livello di Uefa, se non addirittura di Fifa, ma non mi pare interessi troppo ai piani alti. Tornando a Higuain, sicuramente avrà fortissime pressioni, ma il punto è che quest’anno non ci si deve aspettare la valanga di gol in campionato dell’anno scorso, quanto più i gol decisivi in Champions – che poi, è il motivo per cui la Juve l’ha preso. Ecco se fallisce lì, magari i 90 milioni sono spiegati. Per ora, dispiace ammetterlo, ma invidio il calcio mercato bianconero.

Fabrizio: Per distacco il miglior centravanti del campionato, acquisto dell’anno senza discuterne. La beffa per i tifosi napoletani e in generale per tutti gli anti-juventini come me è che l’ultimo anno con quel maestro del gioco che è Sarri lo ha perfezionato e completato tatticamente, cosa che renderà più facile e credo devastante la sua convivenza con Dybala. La notizia positiva, almeno dal mio punto di vista, è che non è mai stato un giocatore “clutch” e la sua carriera è costellata da prestazioni deludenti durante le partite decisive (vedi soprattutto le ultime tre finali giocate con l’Argentina), quindi magari un suo errore decisivo per l’eliminazione ai quarti di Champions League sarebbe una buona consolazione al fatto di doverlo vedere ogni domenica dominare il campionato.

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Pjanic dalla Roma alla Juventus – 32 milioni

Marco: ecco qual è secondo me il vero acquisto decisivo della Juventus. Già lo scorso anno i bianconeri hanno giocato senza regista, cosa che ha reso più difficile sbloccare partite contro squadre realmente organizzate. Ribadirò fino alla morte che lo 0 a 0 contro il Napoli all’andata della scorsa stagione, una bellissima partita per chi piace il genere nessun-tiro-in-porta-ma-che-belle-difese, con un regista qualsiasi in campo si sarebbe risolta a favore della Juventus. Ed ecco che arriva al centro della squadra pentascudettata il miglior interprete del ruolo disponibile. Poi vale lo stesso discorso di Higuain. Se riesci a comprare un giocatore fortissimo, togliendolo ad una diretta avversaria, il vantaggio è doppio. Per Pjanic però non è ignorabile il discorso incostanza. Il bosniaco fin dai tempi del Lione, quando era stato chiamato a sostituire Juninho Pernambucano, uno dei miei cinque giocatori preferiti evah, rischiava di cannare le partite decisive. Alla Roma è migliorato in questo fondamentale, ma è sempre in bilico sul filo tra “questa partita la decido io” e “oh, guarda, una farfalla”

Valerio: Partiamo da un presupposto: a me Pjanic non ha mai convinto. Sarà per la sua discontinuità, sarà per il suo nascondersi nelle partite decisive, sarà per il suo non fare lavoro sporco a centrocampo ma io non riesco ad innamorarmi calcisticamente del bosniaco. E poi, dal punto di vista mediatico, il suo passaggio dalla Roma alla Juventus è passato quasi come un naturale approdo in una squadra che punta a vincere, con un evidente contrasto con il presunto “tradimento” del Pipita verso il Napoli e la città di partenopea. Mettiamoci infine che in termini di prospettive future e di personalità il gap con Pogba è enorme. Con questo in effetti è un tipo di giocatore che mancava alla Juventus, ancora più di Higuain. Peraltro con a fianco Marchisio (che ora è infortunato) e Khedira, viene esonerato dai compiti per lui più ingrati: correre e recuperare palloni. Nonostante tutto io sarò lì, quando ci sarà il Juve-Napoli della situazione, pronto ad accusare Miralem di non essere decisivo quando conta. Vediamo se mi smentirà.

Roberto: Sarà pure discontinuo il ragazzo, ma ora la Juve ha veramente tutto. A me stupisce di più il fatto che Roma e Napoli si siano private di due giocatori del genere per darli alla Juve. Ok, c’è il discorso clausole, ma continuo ad essere stupito. Un tempo era l’Inter a fare i regali. Do you remember Andrea Pirlo and Clarence Seedorf?

Fabrizio: Qui sono abbastanza scettico. Anzitutto: se parliamo del mercato della Juventus credo sia fondamentale partire dal presupposto che la vittoria dello scudetto sia già fuori discussione a settembre, se si parla di una Juve rinforzata o indebolita credo vada fatto soprattutto in funzione dell’obiettivo Champions League, che credo debba essere la priorità, perché la Juve non sarà la favorita assoluta ma fa sicuramente parte di quel gruppetto di 6/7 che ogni anno ci si aspetta a giocarsi le partite decisive. Poi una volta arrivati lì, la differenza la fanno soprattutto episodi, singole giocate, aggressività e mancanza di errori individuali. In quest’ottica, l’acquisto di Pjanic è abbastanza discutibile, soprattutto se si pensa che dovrebbe diventare il faro di centrocampo di una squadra che si giocherà la CL e dovrebbe raccogliere l’eredità tecnica e carismatica di Pogba. I mezzi tecnici sono indiscutibili, ma il bosniaco non è mai riuscito a raggiungere la maturità tattica (mezz’ala? Regista? Trequartista?) e ad imporsi a livello di personalità. Dubito che Pjanic possa diventare il faro di un centrocampo che ha grossi problemi di infortuni (Marchisio e Khedira danno ben poche sicurezze da questo punto di vista) e che nel giro di due anni ha perso dei mammasantissima come Pirlo, Vidal e Pogba e che non mi sembra all’altezza (vertiginosa) degli altri reparti. O credete che Lemina possa giocare contro l’Atletico Madrid di turno come se giocasse contro l’Atalanta?

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Milik dall’Ajax al Napoli – 32 milioni

Marco: Bella mossa. Sì e no. Perchè il Milik visto agli Europei non è l’Arkadiusz vero. Quello agli Europei sbagliava gol facili, davanti alla porta, cadendo in ginocchio con le mani sul viso. Il vero è quello che, di fatto da seconda punta, ha segnato più di trenta reti in due anni in Olanda. E’ un bel colpo del Napoli, che se lo è accaparrato contro la concorrenza di molti top club europei. Ma è un bel colpo per Milik? Qui stanno tutti i miei dubbi. Napoli è una piazza difficile da accontentare, più di tante altre, e arrivare dopo un attaccante che ha segnato 36 reti in un campionato da 38 partite non è facile (tipo Benitez dopo Mourinho). Sarà quindi chiamato a consacrarsi. O ora o mai. Certo, dalla sua ha il fatto che Higuain a Napoli non sia proprio ricordato benissimo…

Valerio:  A causa delle eccellenti trame offensive tessute da Maurizio Sarri e dell’invettiva di Insigne, Mertens, Callejon e ora pure Giaccherini, fare almeno 15 gol al Napoli da centravanti non è difficilissimo. E allora perché spendere un fracco di soldi per l’Icardi della situazione? Meglio puntare su un giocatore più economico e persino più giovane come Milik (c’è un anno di differenza tra i due). E il polacco, che all’Ajax l’anno scorso aveva realizzato 24 gol, si è dimostrato subito pronto nella seconda partita contro il Milan, prima spingendo dentro la rete un pallone dopo il palo preso da Mertens (come si diceva sopra) e poi con un imperioso stacco di testa. I tifosi ancora piangono dietro ad Higuain ma tanto lui era praticamente insostituibile sul mercato. Quindi Milik va già più che bene,  a soli 22 anni.

Roberto: ottimo centravanti classe 1994. Se non soffre il paragone con Higuain e fa i suoi 15 gol, è un affare. Poi se Mertens è sempre tarantolato come contro il Milan, dai, ce la può fare in scioltezza. Per me un buon rimpiazzo.

Fabrizio: Non era realisticamente possibile prendere un sostituto all’altezza di Higuain, non solo per le qualità tecniche e le valanghe di gol, ma anche per il suo apporto cruciale da vero e proprio regista avanzato nelle trame del sistema offensivo di Sarri. Poi aggiungerei anche un De Laurentis molto più contento di quanto sembrasse della mega-plusvalenza e con poca voglia di reinvestirla. Detto questo, penso che Milik sia un ottimo acquisto. Non ne farà 36, ma credo darà un bel contributo a livello realizzativo (anche perché è la mia punta al fantacalcio), poi è giovane e quindi ancora plasmabile tatticamente da Sarri: col Milan ad esempio ho visto un giocatore molto più associativo di quanto pensassi, ed è un gran bene per il Napoli, considerando che, a maggior ragione senza Higuain, la forza dei partenopei sta nel collettivo e in particolare in uno dei migliori sistemi offensivi d’Europa. Sarà un’altra grande plusvalenza per De Laurentis.

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Candreva dalla Lazio all’Inter – 22 + 3 milioni

Marco: Passato dall’essere l’acquisto giusto all’acquisto sbagliato in una sola notte. Antonio finisce la stagione calcistica giocando esterno nel centrocampo a cinque di Conte e ricomincia per essere schierato ala o trequartista con Mancini. E invece, nella prima partita, è più vicino all’essere terzino che attaccante. Perchè intanto l’allenatore dell’Inter è Frank de Boer, che nonostante abbia praticamente sempre giocato con il 4-3-3 decide, per la sua prima in Italia, di inventare un 3-5-2. Due pere dal Chievo e a casa. Ma problemi societari a parte (e se fossi nell’Inter non accetterei Icardi come capitano, ma tant’è) sono convinto che Candreva possa fare molto bene.

Valerio: Concordo in pieno con l’analisi di Marco e amplio il discorso su De Boer. Se arrivi così all’ultimo momento, con acquisti piuttosto significativi come Banega e Candreva fatti per colmare le lacune nel modulo del tuo predecessore, ti devi limitare all’inizio a non toccare gli equilibri, sempre che esistessero. L’olandese, in una smania di saccenza alla Van Gaal (che però se le può permettere) invece sembra voler stravolgere tutto, inventandosi i giocatori in ruoli non loro. Cito un mio amico interista: “De Boer ha le sue convinzioni. Ma non ho ancora capito se siano dei colpi di genio o delle cagate”.

Roberto: Condivido quanto detto da Marco e Valerio. Un buon acquisto, se lo fai giocare nel suo ruolo. Poi dai, l’Inter che cambia allenatore a mercato già fatto. Fa già ridere così.

Fabrizio: Giocatore molto da fantacalcio, perché tira bene e soprattutto tira sempre, ma proprio sempre, ogni pallone che gli capiti tra i piedi. Non ti cambia una squadra e non ti alza il livello del gioco, ma se tra un tiro e l’altro deciderà di fare qualche bel cross per Icardi (e i piedi per farli li avrebbe), potrebbe essere comunque un buon acquisto.

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Banega dal Siviglia all’Inter – fine contratto

Valerio: È un po’ lo stesso discorso di Candreva. Il talentoso argentino doveva essere il centrocampista di qualità da mettere vicino a Medel e Kondogbia (con Brozovic dato per partente ma che poi è rimasto) di cui l’Inter e Mancini avevano un disperato bisogno. Ma Mancini se n’è andato e ora c’è De Boer. Rimane però il fatto che l’Inter non ha praticamente altri costruttori di gioco offensivo e quindi non può prescindere dal talento di Banega.

Roberto: Vedi sopra. Continuo a ridere.

Fabrizio: Con l’uscita di scena di Mancini, l’Inter ha finalmente un allenatore. Non so se De Boer sia un buon allenatore, ma rispetto al suo predecessore quantomeno è, appunto, un allenatore. Magari non farà rendere l’argentino come quel mago di Emery al Siviglia, ma come hanno detto giustamente i miei colleghi è l’unico costruttore di gioco nel centrocampo della seconda squadra di Milano (lo dice l’anagrafe), quindi avrà un ruolo sicuramente centrale.

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Joao Mario dallo Sporting Lisbona all’Inter – 40 + 5 milioni

Valerio: Il portoghese classe 1993, che si è rivelato al mondo del calcio durante gli scorsi europei, rappresenta un acquisto molto interessante e di prospettiva ma la cifra è alta, per non dire altissima. Speriamo per i tifosi nerazzurri che non si riveli un altro Kondogbia. Rispetto a Candreva e Banega mi sembra più duttile nel senso che può ricoprire diversi ruoli nel centrocampo anche se sempre da interno. Vedremo come si adatterà al calcio italiano e come lo utilizzerà De Boer. Ma sarei ottimista perché mi è sembrato un calciatore di intelligenza tattica sopra la media per la sua età.

Roberto: Ecco, fermi tutti. Vuoi vedere che con Joao Mario hanno fatto un bella mossa? Poi se guardi il prezzo, sei tentato a cambiare idea, però dai, diamogli fiducia.

Fabrizio: L’ho visto troppo poco per avere un’idea precisa. Però, come con Kondogbia l’anno scorso, la questione dovrebbe essere: può anche andare bene pagare così tanto un giocatore nonostante sia chiaro che non si tratti di un fuoriclasse ma comunque è giovane, ha già una buona maturità e si potrebbe rivelare un ottimo giocatore diciamo “di ruolo”, a patto però che si sappia già bene qual è il suo ruolo e come farlo rendere, chi affiancagli, come far giocar la squadra. Tutte cose che mi sembra manchino all’Inter.

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Gabigol dal Santos all’Inter – 25 milioni

Marco: Interamente da testare. Già la pretenziosità di chiamarsi Gabigol, soprannome di Gabriel Barbosa, alla prima prova fuori dal Santos, in più chiamato l’erede di Neymar. Anche se fosse forte la metà di quello che si racconta in Brasile, dove però si racconta benissimo di tutti quelli che segnino, sarebbe un buon acquisto. L’Inter non potrà farlo giocare in Europa per il fair play finanziario, e quindi potrebbe prendere il posto di Icardi in campionato. Ma resta un’incognita.

Roberto: Come dice Marco, ci affidiamo ai racconti dal Brasile. Magari è un fenomeno è, ma già dal soprannome ho il presentimento che ci ricorderà altri fenomeni transitati nella sponda sbagliata di Milano, tipo Vampeta.

Fabrizio: La giovane promessa brasiliana, mezzapunta estrosa e funambola, le perplessità sull’adattamento all’Italia e alla rigidità tattica del nostro campionato, le accelerazioni e i dribbling che “alla prima volta che le fai qua ti entrano e ti spaccano la gamba”. Quest’operazione di mercato trasuda anni ’90, mi sembra piuttosto chiara la strategia della nuova proprietà cinese di attirare le fantasie dei tanti (probabilmente troppi) nostalgici del pallone. #machenesanno

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Lapadula dal Pescara al Milan – 9 milioni

Valerio: L’acquisto del 26enne attaccante Gianluca Lapadula, autore di una splendida stagione in serie B con il Pescara, è paradigmatico riguardo alla confusione che regna sovrana in casa Milan. Lo storico ad rossonero Adriano Galliani l’ha soffiato alla concorrenza di Napoli e Genoa per 9 milioni il 23 giugno, pensando di vendere Carlos Bacca, il capocannoniere della squadra l’anno passato, al West Ham, per praticamente la stessa cifra per la quale l’ha prelevato l’anno scorso in pompa magna dal Siviglia. Bacca si è rifiutato di andare a Londra e il nuovo allenatore Vincenzo Montella ha più o meno detto alla società: “Beh se rimane non mi fa così schifo”. Il colombiano dallo straordinario fiuto del gol è rimasto e alla prima giornata contro il Torino ha segnato tre reti. Al netto dello scarso apporto che fornisce in tutti gli altri aspetti del gioco che non siano la finalizzazione, Bacca costituisce un punto fermo del Milan e dunque Lapadula è destinato a rimanere in panchina. Fossi pieno di soldi o avessi da giocare mille competizioni, come primo cambio di Bacca a 9 milioni sarebbe da considerare un affare. Avendo invece dilapidato buona parte del limitatissimo tesoretto estivo e potendogli dare spazio dall’inizio solo in Coppa Italia (ed avendo ancora in rosa Luiz Adriano), pare un errore di valutazione clamoroso da parte di un Galliani che ormai ha fatto il suo tempo.

Roberto: Parlando dei colpi dell’Inter, da buon milanista, sono stato piuttosto ironico. Ora mi vien da piangere. Abbiamo preso il capocannoniere della serie B, l’abbiamo pagato 9 milioni, farà panchina tutto l’anno. Aspettiamo tempi migliori.

Marco: nella prima amichevole che ha giocato, contro il Bournemouth nella pausa tra la seconda e terza giornata, era abbastanza triste vederlo. Poi magari fa settecentodiciotto reti in Serie A e allora tutti muti, ma finora poca roba.

Fabrizio: Operazione che rientra perfettamente nei parametri di mercato di Galliani degli ultimi 5 anni. Lapadula infatti ha caratteristiche importantissime nella valutazione del Geometra di Monza: è una punta, non serve, non è stato chiesto dall’allenatore, è italiano come piace al Presidente (ma siccome non gioca nella Juve e non è Verratti oltre che italiano è anche scarso) e soprattutto credo sia nel giro dei procuratori amici del Gallianone, quei coi quali ha fatto affari d’oro in questi ultimi anni e che hanno fornito tutti i giocatori alla competitivissima rosa del Milan. Le caratteristiche che non convincevano del nostro colpo estivo erano che non è vecchio e non guadagna uno sproposito, ma sono state compensate dal prestigio di averlo soffiato alla Juve, che ha dovuto ripiegare su Higuain,

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Hart dal Manchester City al Torino – prestito

Marco: Uno dei colpi più casuali degli ultimi anni. Ma casuali in senso buono. Perchè Hart, per quanto non immune da papere colossali, è un ottimo portiere, sicuramente migliore di tutti quelli che il Toro aveva a disposizione (Padelli, perdonami). Ma Joe sembra appartenere ad un altro universo rispetto alla Serie A. E’ uno di quei giocatori che mai avrei creduto di poter vedere dal vivo in uno stadio italiano con una maglia di una squadra italiana addosso. Detto questo, per come è arrivato, cioè di fatto gratis, e con il 70% dello stipendio pagato dal City, è un affarone. Evidentemente doveva stare davvero antipatico a Pep.

Valerio: Hart al Torino è roba da videogame manageriale. Intriga però perché potrebbe confermare o smentire una mia tesi: il miglior portiere inglese vale come il peggiore italiano.

Roberto: E niente, come suggerisce Valerio, il Toro ha fatto un colpo che non se ne vedevano dai tempi di PC Calcio 7. Poi rimango perplesso rispetto alla necessità di andare a prendersi un portiere inglese, quando l’unica cosa buona che abbia ora in Italia sono proprio i portieri.

Fabrizio: Operazione di calciomercato molto random, ma tutto sommato se i grandi giocatori (o come in questo caso presunti tali) in declino scelgono squadre italiane di metà classifica invece che i tristissimi campionati cinesi/americani/arabi chi sono io per lamentarmi? Poi questi giocavano con Padelli, adesso almeno hanno un portiere.

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Ljaijc dalla Roma al Torino – 9 milioni

Se non si fosse rotto alla seconda giornata, sarebbe potuto diventare il colpo dell’estate. Ma l’infortunio lo rallenterà, e potrebbe anche minarne la serenità mentale, per un giocatore che non è mai sembrato a posto con se stesso. Le qualità ci sono, Mihajlovic lo ha  chiesto a Cairo, cosa che fa pensare che le acredini tra i due siano acqua passata. Se tornerà a posto, nel corpo e nello spirito, sarà un colpaccio del Torino. Altrimenti rischia di pesare troppo sul budget di una squadra che ha speso molto.

Valerio: Il colpo dell’estate?! Da quanti anni è che diciamo che Ljaijc è “il colpo dell’estate”? E da quanti anni è che gioca bene una partita su cinque e che, anche a causa di un carattere indisponente, finisce relegato in panchina da tutti gli allenatori? Forse il Torino può rappresentare la sua dimensione ideale. Forse l’intesa con il connazionale Mihajlovic, noto per essere un sergente di ferro, può fargli trovare la continuità tecnica e mentale. Sicuramente l’infortunio è stata una pessima notizia. Ma facciamo anche che Ljaijc è sopravvalutato?

Roberto: Per me Ljaijc al Toro, se l’infortunio non lo rallenterà troppo, è un gran colpo. Non lo sarebbe stato se fosse andato in una squadra con più aspirazioni di classifica, ma al Toro secondo me è un gran colpo. E poi al Toro c’è Mihajlovic e questo è decisamente il colpo dell’anno all’ombra della Mole.

Fabrizio: Ormai il giovane serbo è arrivato al ventesimo anno decisivo, alla sedicesima stagione del riscatto, alla trentunesima occasione della vita, al ventiseiesimo anno buono, al centosettantunesimo quest’anno è il suo anno. Ma in effetti è tutto vero, credo che le condizioni tecniche/tattiche/ambientali siano quelle giuste per dimostrare di essere magari non un campione ma un ottimo giocatore per una squadra di media classifica. Testa Papu Gomez, croce Cerci.

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Kessie dal Cesena all’Atalanta – fine prestito

Marco: Se si da un’occhiata a chi in queste due prime giornate ha segnato più di una rete, compaiono nomi noti. Bacca, Belotti, Pavoletti, Milik, Callejon, Perotti, Berardi, Mertens, Birsa. E poi Franck Kessie. Con tre reti in due partite, per un centrocampista all’esordio in Serie A. Nessuno come lui è abile nel farsi trovare al momento giusto nel posto giusto. E’ bravissimo nell’inserimento e nel seguire l’azione. L’anno scorso, al Cesena in B, con compiti maggiormente difensivi, ha fatto quattro gol in trentasei partite. Ora, dopo due di A, è già a tre. E’ un mistero quanto possa durare ancora la sua vena realizzativa, ma rischia di essere la salvezza dell’Atalanta.

Valerio: Kessie rischia di essere il crack di questa stagione di serie A, quello che una grande squadra italiana la prossima estate compra per 15 milioni e che se lo lascia lì l’anno successivo non se lo può più permettere. Next Big Thing. L’ho detto.

Roberto: L’anno scorso in Svizzera ho fatto i salti mortali per vedere la serie A. La B proprio non ci sono riuscito, quindi mi fido dei due attenti colleghi.

Fabrizio: Sarebbe stato un grandissimo giocatore Hipster, ma purtroppo dopo questi tre goal si è ritrovato ad essere mainstream dopo due sole giornate.

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Nagy dal Ferencvaros al Bologna – 1.8 milioni

Marco: Essere considerati l’erede di un giocatore più giovane di te deve essere brutto. Soprattutto se sei più forte di quel giocatore. Diawara, partito per Napoli, ha un’intelligenza calcistica muscolare ed istintiva, e per questo fallibile. Nagy invece è un giocatore di pensiero, che gioca con entrambi i piedi e che ricopre ogni ruolo a centrocampo. Al contrario di Kessie, lui non si inserisce, ma serve chi lo fa. Ed è inutile correre avanti ed indietro per il campo, se non hai nessuno che ti deposita il pallone lì, su quella zolla, dove tra un secondo arriverai per calciare in porta. Ecco a voi Adam Nagy.

Roberto: Marco ne sa più di Federico Buffa, ormai è ufficiale. Chiedo venia, ma di Nagy ne riparleremo a fine stagione.

Fabrizio: Altro elemento di punta del gruppo di giocatori Hipster. Dal poco che ho visto mi sembra anche abbastanza buono, cosa molto buona per un Bologna che mi sembra si sia abbastanza indebolito rispetto all’anno scorso (ma tanto anche quest’anno sarà pressochè impossibile retrocedere).

 

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