TBU goes to GARP Under 30

Per tre giorni nel mese di maggio, il 27 28 e 29, la città di Bologna si è riempita di scrittori, letterati e italianisti, appassionati di narrativa e curiosi. Tutto merito del GARP Under 30, festival letterario di autori di narrativa – appunto – giovanissimi, classe 1986 in su. Si tratta di un evento più unico che raro su tutto il territorio nazionale: GARP è infatti il solo festival italiano di letteratura esclusivamente dedicato ad autori under 30, molti dei quali esordienti. Tutto nasceva nel 2012 dal desiderio di raccontare l’immaginario condiviso dalle nuove generazioni di scrittori, di dar spazio e chi difficilmente potrebbe averlo perché appena approdato nel mondo delle lettere. Alla sua terza edizione, il festival quest’anno ha confermato che i giovani autori hanno davvero molto da dire e, soprattutto, sono numerosissimi: quaranta autori e un vincitore, selezionato da una giuria d’eccezione composta da scrittori e giornalisti come Gianluca Morozzi o Valentina Manchia. Ad accaparrarsi la ‘Turrita di bronzo’ del Comune di Bologna è stato Luciano Funetta, autore di Dalle rovine, valutata quale migliore opera under 30 del 2015.

Tra tutti gli incontri (non era, ahinoi, realisticamente possibile essere presente a tutti), ne abbiamo selezionati alcuni che, per diversi motivi, ci ispiravano e incuriosivano. Il primo ha costituito l’appuntamento di apertura dell’intera rassegna, ovvero quello con la redazione della storica rivista Nuovi Argomenti. Un tempo rivolta ad un pubblico di lettori e scrittori militanti, oggi Nuovi Argomenti a chi si rivolge? Chi è il suo lettore tipo? Marco Cubeddu, Elisa Casseri e Valeria Montebello della redazione, insieme ad Alberto Sebastiani dell’Università di Bologna si sono proposti di rispondere a questo interrogativo. La rivista vive ancora oggi dell’eterogeneità dei suoi redattori e continua a rappresentare un punto di riferimento per gli addetti ai lavori del settore in Italia.

Carlo Loforti, autore di Appalermo, appalermo!, edito da Baldini&Castoldi, è stato il nostro secondo incontro: un romanzo che sta scalando tutte le classifiche, storia di un personaggio “detestabile e paraculo ma simpatico” al quale – in fondo – ci si riesce ad affezionare e si impara ad apprezzare. Palermo e i suoi abitanti ne sono i protagonisti assoluti, con quel loro fare ben rappresentato dall’esempio dello sfincione, come spiegato dall’autore stesso: “Il palermitano è convinto di saper fare le cose sempre meglio degli altri. Prendete lo sfincione: rappresenta il palermitano che dice al napoletano come fare la pizza”. Appalermo, appalermo! non dimentica il dialetto, le cui parole vengono raccolte e spiegate in un dizionario finale, così come non dimentica la criminalità mafiosa, in un certo senso “motore di tutto il racconto”. Cosa nostra si presenta con le classiche caratteristiche stereotipate, rimanendo filtrata dal registro della commedia; eppure sarebbe stato ipocrita ometterla, ammette Loforti: “Il protagonista è cresciuto in una borgata e non sarebbe stato credibile se, una volta aperta la sua attività, non fosse venuto nessuno a chiedergli il pizzo”.

Giuliano Pesce ha presentato invece il suo secondo lavoro Io e Henry (Marcos y Marcos), “una storia che gioca sulla necessità di far capire come non esista una risposta univoca al senso della vita. Esistono solo cose che possono migliorarti come individuo”. La scrittura istintiva di Pesce procede per accumulo, a ritmo di musica, lasciandosi contaminare dal pop, così come dalla cultura alta, in pieno stile postmodernista. È così che Io e Henry rispecchia gli ascolti musicali dell’autore in fase di stesura del libro: dai Blur a Claude Debussy, passando per Tomaso Albinoni.

Domenica 29 è stato il turno di Giuseppe Catanzaro e il suo Charlie non fa surf (Elliot edizioni), presentato dal nostro Filippo Batisti. Tra una chiacchiera e l’altra, dialogando di fenomelogia dei social media da un lato e dall’altro tenendo stretto il filo della presentazione, Catanzaro ha raccontato come anche per lui i riferimenti musicali siano stati fondamentali. I CCCP, i Diaframma, Beatles, Iggy Pop, Oasis, Lucio Battisti, Velvet Underground & Nico, Dinosaur Jr., tanto per menzionarne alcuni. Ogni citazione è però “remixata, funzionale per parlare dell’introspezione di Giulio”, il protagonista. Charlie non fa surf è la storia di “una crisi, quella di chi non riesce a sobbarcarsi l’impegno di divenire adulto”, un po’ come è per tutti noi.

Infine il nostro peregrinare per le location del GARP si è concluso al BOff, dove abbiamo incontrato Giacomo Mazzariol, diciannovenne esordiente per Einaudi Stile libero con il romanzo Mio fratello rincorre i dinosauri. Il fratello di Giacomo, come dice lui, “ha un cromosoma in più” e questa è in parte la storia del loro rapporto e di come si possa accogliere la diversità, rendendola qualcosa di assolutamente speciale.

Tante storie, tanti racconti, accomunati da una spinta narrativa che dimostra come anche le nuove generazioni siano già al lavoro per costruire – consapevolmente o meno – un nuovo panorama letterario.

Roberta Cristofori
@billybobatorton

Ph. Daniele Barresi
@DanieleBarresi2

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...