davide di noi

Intervista a Davide Di Noi, Partito Democratico

Con il popolare Davide Di Noi, classe 1990, orgogliosamente “Democratico”,  candidato al Consiglio comunale con la lista Merola, si chiude il ciclo di interviste ai giovani candidati consiglieri per le elezioni amministrative di Bologna.

Come candidato del Partito Democratico, cosa pensi delle critiche mosse all’amministrazione Merola in seguito all’intera faccenda sgomberi?

Parlare di emergenza senza leggere i dati che riguardano le altre città capoluogo dove il problema è infinitamente maggiore, è fare facile demagogia. Trovare le soluzioni per risolverla, è fare politica. Il problema, a Bologna, è in realtà più circoscritto. Ciò non significa che si debba stare con le mani in mano, il Comune di Bologna se ne sta facendo carico, penso ad esempio al Galaxy o a buone pratiche come quella di Casa Zanardi. Occupare edifici pubblici è una soluzione momentanea ma non risolutiva, perché crea tensione sociale, soprattutto quando si mettono di mezzo minori, strumentalizzandoli. Il Comune deve far sì che gli spazi vuoti siano occupati, nel rispetto della legge e delle graduatorie, semmai impegnandosi per il miglioramento e l’accelerazione delle pratiche per potervi accedere, incoraggiando quei cittadini che abbiano disponibilità di immobili,  a darli in locazione con le dovute garanzie riguardanti il mantenimento del bene e il pagamento dell’affitto, con un netto abbattimento per questi dei costi dell’Imu. Ciò che Acer sta già facendo, peraltro.

Qual è stato il tuo percorso politico? Quali temi ti stanno particolarmente a cuore e che proposte hai tu, in prima persona, per la città?

Non c’è stato un momento preciso, si tratta di una passione che mi accompagna da anni, già quando ero bambino. Non bisogna candidarsi in consiglio comunale per “scoprirlo”, si vive tutti i giorni, quando si discute con gli amici che ti sottopongono un problema e tu pensi come poter essere utile per risolverlo. La prima esperienza in prima persona è stata per me la Consulta Studentesca, di cui sono stato anche Presidente Provinciale e Presidente di una Commissione nazionale. Quando è nato il PD ho pensato che fosse il luogo dove impegnarmi, l’unica forza in grado di cambiare in meglio il nostro Paese. A Bologna mi sono avvicinato alla “politica attiva” grazie a una figura eccezionale, che purtroppo non c’è più, il Cev.

Ho passato un mese e mezzo a discutere con cittadini e associazioni, perché volevo che il mio programma fosse “partecipato”. Sul mio sito trovate 12 proposte, concrete, perché ci stiamo candidando a guidare Bologna. La nostra città dev’essere il luogo dove chi ha un’idea e voglia di fare, possa trovare davanti a sé ogni possibilità per realizzarla. Non starò pertanto elencare il programma proposta per proposta, per questo c’è il sito internet.

L’impressione generale è che questa campagna elettorale sia molto povera di contenuti di spessore. Questo basso profilo è dettato da ragioni oggettive o è un caso? Questo aiuta o disincentiva le persone ad andare a votare, considerando che anche l’Emilia Romagna sta conoscendo un crollo delle percentuali dei votanti ultimamente?

Io e i ragazzi di BetterBologna di proposte ne abbiamo fatte tante e siamo tutto il giorno, tutti i giorni, fra i cittadini, assumendoci la responsabilità di prendere posizione. Il Partito Democratico e il Sindaco Virginio Merola lo stesso. Mi chiedo, però, dove siano le idee e le proposte degli altri. Leggo solo di critiche alla giunta, anche da parte chi la sosteneva fino a pochi mesi fa, ma nessuna idea per Bologna, ormai campo di battaglia o laboratorio di leader e movimenti nazionali, per nulla interessati a questa città e al suo miglioramento. Il calo della partecipazione è un fenomeno europeo, ben prima che italiano. Se la nostra Regione non fa, purtroppo, eccezione è perché forse l’abbiamo data troppo per scontata. Il dialogo e il rapporto coi cittadini va recuperato ogni giorno.

Davide Di Noi e better bologna

Le strategie  comunicative e politiche del sindaco uscente e nuovamente candidato Virgilio Merola sono una grande attenzione alla rigenerazione, al territorio, alla “manutenzione” della città. Cosa risponderesti a critiche dovute al poco spazio per termini come “welfare”, “difficoltà”, “disoccupazione” e “crisi”?

Sono le critiche di chi non ha letto il programma di Virginio Merola e ha scarsa conoscenza delle competenze dell’amministrazione comunale. Il comune di Bologna non “crea” posti di lavoro, ciò che può fare è rimuovere gli ostacoli, creando opportunità, non dando false garanzie. Noi, ad esempio, abbiamo proposto l’abbassamento dell’imposizione fiscale locale alle imprese che assumono under30, donne e over50, un nuovo spazio di co-working pubblico, per quei ragazzi che hanno un progetto imprenditoriale e ai quali dobbiamo garantire di avere davanti a sé un’autostrada di possibilità, non un percorso ad ostacoli. Siamo riusciti a mantenere un altissimo livello di servizi, nonostante la crisi economica e i tagli dei governi passati. L’Emilia Romagna, in questo momento, cresce quanto le regioni più ricche della Germania. Il nostro compito è consolidare questo trend e garantire, com’è sempre stato, che degli effetti positivi della crescita possano beneficiarne quanti più cittadini possibili

Qual è il vostro target elettorale di riferimento, chi vi voterà e perché?

Ci rivolgiamo a tutta la cittadinanza, com’è naturale che sia. Poi è ovvio che a 25 anni, guardandosi attorno, si abbia particolarmente a cuore la situazione dei coetanei, senza garantire nulla di irrealizzabile, se non che per questa città saranno sempre una risorsa e mai un peso. Creando le condizioni, non individuando le scorciatoie.

Cosa pensi delle liste avversarie? Come giudichi una realtà come Coalizione Civica e dove vedi le principali distanze dal Partito Democratico?

Non sta a me giudicare gli altri, quello spetta agli elettori. In generale non amo particolarmente chi si nasconde dietro l’aggettivo “civico”, quando poi si tratta di un agglomerato di partiti che legittimamente trovano nell’avversione al Partito Democratico la loro ragione identitaria e il motivo dello “stare insieme”. Come ho già detto sopra non mi spiego come chi, fino a poco tempo fa sosteneva questa amministrazione comunale, ora si trova a dire che non va bene proprio niente del suo operato.

Quali sono stati i punti forti dell’amministrazione uscente, a tuo avviso, e quali i più deboli?

Il centro di Bologna è completamente cambiato, è più bello e in larga parte più vivibile. Finalmente vediamo tantissimi turisti nella nostra città e come abbiamo già detto, a differenza di altri comuni capoluogo, siamo riusciti a mantenere un alto livello di servizi al cittadino. Da abitante della periferia non posso che chiedere più impegno per creare la città senza periferie, promessa 5 anni fa, ma che i drammatici tagli al bilancio non hanno permesso di realizzare in tempo. Un sindaco che faccia finalmente due mandati, dopo troppi anni di alternanza, ci permetterà di portare a termine un programma ambizioso, ma realizzabile solo oggi, dopo l’avvenuto risanamento del bilancio. Ho già detto al Sindaco su cosa dobbiamo nettamente migliorare: la comunicazione delle cose fatte, che sono tante ma non adeguatamente percepite. E ciò è sicuramente colpa nostra.

Sofia Torre

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...