Intervista a Paola Bacchelli Ercolessi, “Uniti si Vince – Lucia Borgonzoni Sindaco”

In rappresentanza della lista civica “uniti si vince” che sostiene Lucia Borgonzoni come sindaco di Bologna, abbiamo intervistato la giovane candidata consigliera Paola Bacchelli Ercolessi.

Ciao Paola. Innanzitutto partiamo da te. Raccontaci un po’ chi sei e le tue esperienze sia dentro che fuori la politica.
Ho quasi 29 anni. Ho studiato al liceo scientifico Enrico Fermi dopodiché mi sono laureata in Economia qui a Bologna. Attualmente lavoro come commercialista in uno studio in società con mia madre. Faccio politica da circa 10 anni. Mi sono avvicinata alla politica facendo il rappresentante di lista per il Popolo delle Libertà alle elezioni politiche del 2006. Da lì ho conosciuto il gruppo politico di Lorenzo Tomassini e con loro da tanto tempo ormai sto condividendo un percorso che si basa su un rapporto di amicizia oltre che da una vicinanza di orientamenti politici. Ultimamente non ci rispecchiavamo più in Forza Italia a livello nazionale e così abbiamo creato questo contenitore molto più civico, “Uniti si Vince”, che sostiene Lucia Borgonzoni come sindaco e nella quale lista io sono candidata come consigliere comunale.

A proposito di unità: nonostante qualche dubbio iniziale, alla fine Forza Italia a Bologna ha deciso di convergere sul nome della candidata leghista Borgonzoni per mettere in difficoltà il sindaco del Partito Democratico Virginio Merola. Bologna come esempio dei nuovi equilibri all’interno del centrodestra?
Io sono della convinzione che non ci fosse la volontà di FI di esprimere un candidato credibile a Bologna, una figura che non avesse ombre troppo fasciste o troppo “cielline”. Non hanno trovato un nome consono e visto che Lucia Borgonzoni è invece un nome secondo me particolarmente spendibile per la sua esperienza. Era il candidato migliore possibile per Forza Italia anche perché le alternative scarseggiavano.

Il candidato unico del centrodestra di cinque anni fa, Manes Bernardini, ha invece deciso di correre da solo con la sua lista civica “Insieme Bologna”. Che ne pensi della sua scelta?
Secondo me è stata una scelta irresponsabile nei confronti della città e di chi lo ha eletto con un determinato partito. Bologna è tradizionalmente di sinistra. Per questa ragione a mio avviso il centrodestra ha la necessità di unirsi per mandare a casa Merola che ha fatto abbastanza male. È una buona chance per il centro destra ma solo se si corre uniti. Non è possibile che il centrodestra abbia 5 o 6 candidati sindaco. Tanto che la nostra lista si chiama “Uniti si Vince”. Più chiaro di così…

Tra tutte le proposte del vostro programma qual è il punto che ti sta più a cuore personalmente?
Per una questione di età e di esperienze recenti, ho a cuore le questioni inerenti alle politiche giovanili e all’assessorato all’università. Bologna è un polo universitario importantissimo. Noi vogliamo pianificare l’interazione tra città, impresa e università per migliorare l’esperienza dei tanti studenti che dal punto di vista degli sbocchi professionali. Inoltre vorremmo organizzare il polo universitario in modo che gli studenti possano fruire di tutta ciò che Bologna offre e non solo Piazza Verdi e Via Petroni. Con la possibilità di creare studentati anche leggermente fuori dal centro per agevolare soprattutto chi viene da fuori che è costretto a sobbarcarsi dei costi di affitto non indifferenti. Però dovrebbero essere collegati in maniera ottimale con le facoltà.

Si parla da tempo però del fatto che l’Università venda alcuni dei suoi palazzi storici per trasferirsi fuori dal centro. Voi siete per la costruzione solo degli studentati o anche di veri e propri poli?
Le tempistiche per l’edificazione di un polo sono molto più lunghe rispetto a quelle di uno studentato. Prima facciamo gli studentati in edifici già di proprietà del comune di Bologna. Poi eventualmente vediamo…

E per quanto riguarda la mobilità che proposte avete?
Ci sono tante questioni aperte che riguardano la mobilità. La più calda è quella del passante di mezzo. È un progetto che è stato approvato in fretta e furia a febbraio dal consiglio comunale, senza che ci fosse un pianificazione del budget. E non costerà poco. Inoltre la costruzione del passante di mezzo e ampliamento della tangenziale porteranno ad una serie di espropri. La nostra alternativa è quella del passante nord e del passante sud, andando a chiudere l’anello attorno alla città. In questo modo si collegherebbero i vari punti della provincia senza dover passare in mezzo alla città creando problemi di traffico e di smog.

Esiste un’emergenza abitativa a Bologna, voi come vi ponete a riguardo?
Io parto dal presupposto che tutti vadano aiutati ma nessuno deve pretendere che il comune paghi le bollette. Noi abbiamo proprio un punto che riguarda l’edilizia residenziale pubblica che prevede una rivisitazione delle graduatorie di accesso alle case pubbliche. Spesso gli indicatori tenuti in considerazione nelle graduatorie favoriscono famiglie straniere su quelle bolognesi. E non lo trovo giusto.

Un altro tema saliente della campagna è quello del degrado e della sicurezza…
Noi del centrodestra ci siamo sempre occupati di questo tema. Io ero capogruppo nel quartiere Navile e di sicurezza ne abbiamo parlato e riparlato ricevendo poche risposte dalla maggioranza. Abbiamo strutture e uomini per risolvere il problema. Gli assistenti civici possono dare una mano per fare controlli. C’è una polizia municipale che deve vigilare le strade e non pensare solo a fare multe agli esercenti per un tavolino spostato oltre i margini regolamentari. Da donna io non mi sento sicura a girare da sola. E non è una cosa normale.

Il centrodestra bolognese, in linea con Matteo Salvini, sembra aver lanciato una crociata contro i centri sociali, che hanno una grande storia in città, seppur di sinistra. A prescindere dalle foto che ritraggono una giovane Borgonzoni in un casale occupato a divertirsi insieme ad alcuni amici, non pensi che sia una battaglia troppo impopolare?
Ci sono centri sociali e centri sociali. Non bisogna generalizzare. Nel momento in cui il centro sociale crea un momento di aggregazione sano non m’importa che sia di destra o di sinistra. Il problema nasce quando il centro sociale, come è stato per l’ex mercato XN24, si inserisce in un contesto che di legalità non ha nulla: abusivismo, spaccio e quello che ne consegue. Quando si crea una situazione del genere i centri sociali vanno chiusi. Non è una crociata contro i centri sociali ma una crociata per la sicurezza.

In questa campagna si sta parlando poco di contenuti. C’è una ragione secondo te?
È una campagna strana secondo me. E ormai ne ho fatte 7 o 8. Una campagna sottotono. Tutto è sottotraccia. Anche per colpa degli organi di informazione. Sembra che nessuno voglia impegnarsi.

Si rischia un alto tasso di astensionismo per questa mancanza di interesse?
Non credo che l’astensionismo sia legato a questa atmosfera distesa. Piuttosto a causa della prossimità con il ponte per la festa della Repubblica e della disillusione per la politica. Manca il contatto tra cittadini e istituzioni a Bologna. E ciò mi dispiace moltissimo.

I sondaggi indicano Merola molto vicino alla riconferma al primo turno e voi secondi a circa il 20%. Credete nel ballottaggio?
I nostri sondaggi sono un po’ diversi e ci danno a circa il 30% con Merola al 42%. Io sono molto convinta che Lucia arriverà al ballottaggio. Dopo mi auspico che tutti coloro che non sono d’accordo con Merola, da Bernardini al Movimento 5 Stelle, abbiano l’intelligenza di appoggiare Borgonzoni per un dare un cambiamento a Bologna.

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