Intervista a Giulio Cristofori, MoVimento 5 Stelle

C’è anche il MoVimento 5 Stelle in corsa alle elezioni amministrative di Bologna. Per capire quali siano le loro proposte per valorizzare il capoluogo emiliano abbiamo fatto una chiacchierata con il candidato consigliere al comune Giulio Cristofori.

Ciao Giulio. I candidati del Movimento 5 Stelle spesso provengono dalla società civile. Raccontaci un po’ chi sei e qual è stato il tuo percorso di avvicinamento al mondo della politica.
Io infatti di politica non me ne sono mai occupato direttamente. Sono nato nel 1983. Ho studiato giurisprudenza a Bologna e oggi faccio l’avvocato, in uno studio che si occupa soprattutto di diritto penale. Il mio attivismo con il Movimento 5 Stelle nasce nel 2010 e ho cominciato a dare un vero contributo dopo le comunali del 2011, che hanno visto l’entrata di Massimo Bugani e Marco Piazza in comune.

Perché hai deciso di entrare a far parte del Movimento 5 Stelle? Cosa ti ha spinto a fare questo passo?
Io a causa dei miei studi mi sono sempre interessato di politica, soprattutto a livello nazionale. Vedevo nel M5S qualcosa di nuovo all’orizzonte che poteva (e secondo me può tuttora) cambiare il paese. La vecchia politica ha fatto il suo tempo. Non è più presentabile. Ci vuole sicuramente un cambio di passo. L’Italia e, nel mio caso, Bologna, ha bisogno del MoVimento 5 Stelle per svoltare.

Ci sono state alcune polemiche all’interno del comitato pentastellato bolognese per l’assenza di primarie on-line e di consultazioni tra gli iscritti per la scelta sia del candidato sindaco Bugani che dei componenti della lista come te. Che ne pensi? Non ti sembra in contraddizione con i principi cardine del M5S?
La polemica è stata più costruita che reale. Nel senso che già da tempo noi nel nostro gruppo, che si incontra ogni mercoledì sera al circolo Mazzini ed è aperto a tutti gli iscritti, stavamo lavorando ad un progetto serio per queste amministrative del 2016. Il risultato di questo lavoro sul territorio si è visto poiché siamo stati l’unica forza politica a presentare la giunta un mese e mezzo prima del voto. Ad un certo punto Lorenzo Andraghetti, un individuo che non fa parte del movimento già da tempo, ha detto che a lui le cose non andavano bene e che voleva sfidare Massimo Bugani. Ma se i giornalisti avessero fatto una ricerca più approfondita avrebbero trovato che questo Andraghetti in passato aveva dimostrato pubblicamente posizioni molto distanti dalle nostre. Mi è sembrata quindi una polemica pretestuosa.

m5s
La squadra del Movimento 5 Stelle di Bologna insieme a Luigi Di Maio

Passiamo però ai contenuti, qual è il punto del vostro programma che ti sta più a cuore?
Il tema della sicurezza, un tema molto caldo e molto sentito dalla cittadinanza. Noi dobbiamo ricostruire un dialogo con la polizia municipale, che negli ultimi anni è stata bistrattata dall’amministrazione uscente. I vigili urbani non lavorano in condizioni ottimali. Per me è inammissibile che non abbiano una copertura assicurativa per coloro che svolgono attività esterna. Ma il dialogo si estende anche agli esercenti commerciali. Noi siamo convinti che anticipare la chiusura dei locali, al di là di essere in contrasto con le direttive dell’Unione Europea, non contribuisca a rendere la città più sicura. Inoltre anche l’urbanistica influisce sulla sicurezza. Una maggiore illuminazione o una dislocazione più razionale degli esercizi fa la differenza. E poi anche la tecnologia può dare una mano… per esempio attraverso i famosi gruppi di WhatsApp.

Questa iniziativa ha fatto molto scalpore. Ce la puoi spiegare meglio?
L’idea è partita dal gruppo del MoVimento di Medicina (piccolo comune del bolognese ndr) e ha portato a risultati significativi in quel comune. In agosto come tutti sappiamo, con la desertificazione dei centri urbani, i furti in appartamento aumentano. Loro grazie a questi gruppi WhatsApp hanno limitato il fenomeno. In pratica ci si guarda la casa a vicenda durante le ferie. Addirittura in questi gruppi sono entrate anche le forze dell’ordine. In questo modo si è raggiunto un coordinamento tra cittadini e polizia per rendere l’azione più tempestiva e si è incentivato gli abitanti a partecipare. È chiaro che questo meccanismo sia difficile da applicare all’intera città di Bologna. Per questo pensiamo di partire dai singoli quartieri.

E per quanto riguarda le altre proposte chiave della tua lista? Ce le riassumeresti in breve?
Noi vogliamo mettere al centro la cultura. A Bologna abbiamo un patrimonio culturale incredibile che passa da Guglielmo Marconi a Giorgio Morandi fino a Lucio Dalla. Ci sembra che invece di valorizzare questo elemento il Comune abbia fatto passi indietro in questi anni. Secondo noi potrebbe essere un traino importante per rilanciare la città. Per quanto riguarda la mobilità il nostro obiettivo è rendere finalmente attrattivo il servizio pubblico. As esempio potenziando il SFM (Servizio Ferroviario Metropolitano). Non tutti sanno che già esiste una rete di binari che permetterebbe di unire le varie zone della città e della provincia. Migliorarla comporterebbe un investimento decisamente inferiore rispetto alle cifre stratosferiche di opere come il “People Mover” oppure il passante di mezzo.

Bugani ha sicuramente cercato di alzare i toni della campagna elettorale accusando il sindaco Virginio Merola di aver ricevuto finanziamenti da una cooperativa modenese sotto inchiesta per legami con la mafia. Nonostante i vostri sforzi, queste amministrative si svolgono in un clima piuttosto dimesso. Come te lo spieghi?
Se lo posso aggiungere Massimo (Bugani) ha scoperchiato anche un altro vaso di pandora, facendo venire alla luce il buco di 10 milioni di euro nelle casse della Fiera. E guarda caso il comune ritardava a presentare il suo bilancio… Per farti capire però quanto sia sottotono questa campagna ti faccio un esempio. Ero ad un dibattito sulla legalità organizzato dall’associazione Libera. C’erano solo 4 candidati sindaci. Mancava la candidata del centrodestra, Lucia Borgonzoni, ma soprattutto… mancava Merola! Non si sta nemmeno presentando ai dibattiti. Da cittadino, prima ancora che da candidato, vorrei che il sindaco uscente in campagna elettorale si sottoponesse a dibattiti con i suoi avversari e alle domande dell’elettorato.

Il rischio è che questo basso profilo di traduca in un alto astensionismo, in linea con le ultime elezioni regionali in Emilia-Romagna. Chi si avvantaggerebbe eventualmente? Voi forse no dato che il voto per l’M5S è considerato un voto di protesta…
Anche la data non incentiva ad andare a votare. Ne beneficerebbe il PD e forse anche la Borgonzoni. Sicuramente non noi. Infatti stiamo facendo un lavoro porta a porta per far conoscere le nostre posizioni ed invitare i cittadini a partecipare ad i nostri dibattiti.

Gli ultimi sondaggi Demos danno Merola vicino alla riconferma al primo turno e il Movimento 5 stelle terzo al 16%, poco distante dalla candidata del centro-destra Borgonzoni (17%). Sarebbe già un ottimo risultato rispetto al 10% del 2011, quando il Movimento cominciava ad ottenere i primi successi elettorali significativi. Ovviamente voi puntate al ballottaggio ma in caso di scontro tra Merola e Borgonzoni che indicazioni dareste ai vostri elettori?
Sì il nostro obiettivo dichiarato è il ballottaggio. Io non credo a questi sondaggi. Tendo a prenderli con le pinze. Comunque nel caso noi non arrivassimo al secondo turno, il Movimento 5 Stelle è solito non dare indicazioni di voto. Ogni nostro elettore sarà libero di votare Merola o Borgonzoni, a seconda di chi ritiene sia più adeguato a guidare Bologna.

Valerio Vignoli

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