Prima del Leicester: il Nottingham Forest di Clough

Alla fine dell’anno calcistico del 2014, i tifosi del King Power Stadium non pensavano che di lì a due anni si sarebbero imposti in Premier e avrebbero vinto lo scudetto, entrando di diritto in prima fascia nei sorteggi di Champions League. Non potevano saperlo, e avevano tutt’altro a cui pensare. Stavano infatti festeggiando la promozione nella massima serie, ottenuta con il primo posto in Championship, con Nigel Pearson in panchina e Schmeichel, Vardy e Mahrez già in campo. Nemmeno Vichai Srivaddhanaprabha, il magnate thailandese che controlla tre miliardi di dollari, può immaginarlo. Trasportiamo questa situazione trentasette anni prima. E’ appena terminata la stagione 1976/77, ed il Nottingham Forest ha appena guadagnato la promozione. L’ultimo posto disponibile peraltro, soffiandolo per un solo punto a Bolton e Blackpool. Nessuno, né i tifosi, né il presidente, né i giocatori immaginano cosa stia per avvenire. Sperano in un campionato dignitoso, evitando la retrocessione. E invece il Nottingham Forest l’anno successivo vincerà lo scudetto. Ma non si fermerà lì. L’anno dopo vincerà la Coppa dei Campioni, e l’anno dopo ancora si confermerà campione europeo. Un’impresa inimmaginabile. Ma lui, Brian Clough, l’allenatore, forse forse qualcosa sa. E forse qualcosa di più lo sa il suo vice, Peter Thomas Taylor.

I-BELIEVE-IN-MIRACLES-Documentary.jpg
Taylor e Clough, con una delle due Coppe dei Campioni

Partiamo dalle basi. Se non avete visto Il Maledetto United, vedetelo. E’ il film tratto dall’omonimo romanzo di David Pearce, e racconta quarantaquattro giorni, l’esatto tempo di permanenza di Brian Clough, già allenatore scudettato del Derby County (portandolo anche questa volta dalla B), sulla panchina del Leeds United. I 44 giorni sono conditi da sette partite, di cui una sola è vinta. I giocatori, guidati da Joe Jordan, che abbiamo già incontrato qui, lo accusano di far perdere volutamente la squadra, e rimpiangono Don Revie, l’allenatore precedente, diventato CT. Alla fine Clough, nel settembre del 1974, si trova senza lavoro, ma per contratto riceve una buonuscita di 25mila sterline, una Mercedes e il pagamento delle tasse sulla sua casa.

Quella rimane l’unica esperienza non condivisa da Brian Clough ed il suo vice, Taylor. Prima hanno allenato insieme sia al Derby che al Brighton, dove Taylor è rimasto come primo allenatore alla partenza di Clough per Leeds. E quando Clough riceve un contatto per un nuovo lavoro, la prima cosa che fa è porre come primo punto l’assunzione di Taylor come suo vice. Il contatto arriva da Nottingham, ed è il Forest, in seconda divisione, a chiamarlo. Quando accetta, riceve tonnellate di critiche e chili di minacce. Un po’ di geografia. Nottingham, ridente località delle Midlands Orientali, è il capoluogo del Nottinghamshire, e dista circa venti chilometri dal capoluogo del Derbyshire, ovviamente Derby. La rivalità tra le due società è fortissima. Ci sarebbe in realtà anche il Notts County, ma è trattato con disprezzo dalle altre due squadre, non ha mai realmente avuto un peso, ed è noto solo per essere la più antica squadra professionista al mondo ed aver “prestato”, per la prima volta, il bianconero alla Juventus, in sostituzione di camicia rosa e cravattino nero. Si parla di 1903 eh.

870915-1.jpg

Fatto sta comunque che Brian Clough e Peter Taylor approdano sulla panchina del Nottingham Forest. E’ il gennaio 1975. Le ultime sue due esperienze, insieme, sono durate nove mesi e spiccioli. Questa durerà 18 anni. Quando Clough arriva, dopo aver convinto la dirigenza ad esonerare il precedente allenatore, Allen, proprio dopo una sconfitta contro il Notts County, la squadra è in Second Division, e pure nella metà bassa. Il primo anno la squadra si salva senza grosse difficoltà, arrivando alla fine al 16^ posto in classifica. Nella stagione successiva il Forest combatte, ma il gioco proposto dall’allenatore deve essere ancora assimilato dai giocatori. Arrivano troppe sconfitte per guadagnare la promozione, e alla fine saranno ottavi. I giornali comunque lodano l’operato di Clough, capace di risalire così tanto la classifica senza grandi nomi. La specialità di Taylor è infatti il trovare giocatori forti e promettenti sui campi di quarta, quinta o sesta categoria. (Jaime Vardy, nothing to say?)

2312f0c0-6027-4990-aee8-ecefd687bf31-2060x1236

Quella del 1976/77 è la stagione buona. In casa il Nottingham Forest non ha rivali, quasi tutte cadono con due, tre, fino a sei gol subiti. Verso la fine del campionato, cinque squadre lottano per tre posti. Il Wolverhampton sprinta, e riesce a vincere il titolo e guadagnare per primo la promozione. Secondo arriva il Chelsea, mentre per il terzo posto fino all’ultima giornata rimane combattuto tra la squadra di Brian Clough, il Bolton ed il Blackpool. Proprio nelle battute finali del campionato però i Reds di Nottingham riescono a mettere la zampata decisiva, e piazzarsi al terzo posto finale, ultimo utile per la promozione.

nottingham-forest-1977.jpg

L’obiettivo dichiarato è la salvezza, magari ampia, magari guadagnata con qualche giornata di anticipo. L’avvio però è folgorante. La prima partita è in casa dell’Everton, da cui il Nottingham esce vincitore per 1-3. Poi cadono pure Bristol e Derby, cosa che permette a Clough di affrontare l’Arsenal alla quarta giornata a punteggio pieno. Ma lì arrivò la grande batosta, che rischia di demoralizzare uno spogliatoio giovane ed inesperto. Il tre a zero subito a Londra viene però brillantemente superato, anche grazie al calendario che mette di fronte al Forest i neopromossi del Wolverhampton. All’ottava giornata, quando arriva il primo pari, il Nottingham è alle spalle del Manchester City solo per differenza reti. Ma già alla giornata successiva Clough può di nuovo guardare tutti dall’alto, grazie alle quattro reti segnate dall’attaccante Withe contro l’Ipswich.

Clough e Taylor, poco prima della fine del mercato, riescono a portare a segno colpi importanti. La più grave carenza dello spogliatoio è l’esperienza. Ed ecco arrivare, a tirare le fila del gioco in maglia rossa, Archie Gemmill. Lo scozzese arriva direttamente dal Derby County, che già Clough aveva allenato. Ma il Derby è poco convinto, vorrebbe anche una contropartita tecnica oltre ai soldi. E così l’allenatore riesce a risolvere due problemi in uno. Dato che John Middleton, il portiere, non dava la sicurezza necessaria al reparto, con sei gol subiti in cinque partite, lo spedisce al Derby. E per sostituirlo prende Peter Shilton, già bandiera del Leicester e comprimario della nazionale inglese. Arriva a Nottingham anche lo scozzese Kenny Burns, attaccante con fama di testa calda. Ma al primo allenamento, Burns viene fermato da Clough prima che possa raggiungere i compagni di reparto, e viene spedito ad allenarsi con la difesa. Giocherà difensore centrale.

article-0-03FD55A5000005DC-7_468x333.jpg
Clough e Burns

Il cinque novembre arriva la seconda sconfitta, contro il Chelsea, e a due settimane di distanza arriva anche la terza, contro l’odiato Leeds, entrambe per uno a zero. Di mezzo la vittoria, contro il Manchester United, ben lontano sia dai passati tempi di Busby e Best che dai futuri di Alex Ferguson. Il nuovo anno trova ancora il Nottingham Forest al comando, seguito da Everton e Liverpool. Alla 25^ giornata, metà gennaio, il vantaggio sulle inseguitrici è di sei punti. A questo punto tutti prendono in seria considerazione la candidatura del Nottingham come campione d’Inghilterra. Il Liverpool poco a poco perse terreno, lasciando solamente l’Everton a combattere per il posto. Ma a due giornate (in realtà quattro per il Nottingham, con due recuperi in più dei Toffees) dalla fine, la matematica diede il suo responso. La contemporanea sconfitta dell’Everton contro il West Bromwich e la vittoria sull’Ipswich diede il titolo al Nottingham Forest, il primo (e unico) della sua storia. Brian Clough aveva compiuto nuovamente il miracolo.

article-2062947-0ED7FAF700000578-787_468x343.jpg

Il Nottingham in quella stagione ottenne molti primati. Fu la squadra ad ottenere più vittorie e meno sconfitte (solo tre), quella con la miglior difesa (24 reti subite in 42 gare) e con la miglior differenza reti. Non ottenne il miglior attacco, che fu appannaggio dell’Everton, capace di segnare 76 gol di cui 30 solo di Latchford, capocannoniere. In realtà il pregio del Nottingham fu di mandare molti giocatori in rete (dei 14 giocatori di movimento impegnati, 12 segnarono). Oltre allo scudetto poi, in quella stessa stagione Clough sollevò al cielo la League Cup, vinta in finale contro i campioni d’Europa del Liverpool. Il titolo aprì le porte al Nottingham alla Coppa dei Campioni. La squadra, esordiente nella massima competizione, sconfisse subito i Reds campioni uscenti, per poi battere AEK, Grasshoppers e Colonia ed imporsi in finale sul Malmo, facendo entrare Clough nel mito. E come se non bastasse l’anno successivo il Nottingham vinse di nuovo, questa volta contro l’Amburgo, rendendola l’unica squadra ad avere più titoli europei che nazionali. Entrambe le finali furono vinte per uno a zero, dimostrando come la fase difensiva facesse la differenza. E come ha mostrato anche Ranieri, la differenza la fa tuttora. Le similitudini tra Foxes e Forest sono molteplici, ma il finale della storia in Europa del Leicester è ancora tutto da scoprire.

claudio-ranieri-leicester-brian-clough-nottingham-forest_3412815.jpg

Marco Pasquariello

Annunci

Un pensiero su “Prima del Leicester: il Nottingham Forest di Clough

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...