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Al via #IJF16: quattro eventi da non perdere

Come potrebbe mancare al media event più importante dell’anno la redazione di The Bottom Up? Da giovedì a domenica una delegazione sarà a Perugia, location tradizionale del Festival Internazionale del Giornalismo, giunto alla decima edizione. Da mercoledì 6 aprile a domenica 10 si alterneranno oltre 500 speaker provenienti da 34 paesi diversi in più di 200 eventi, tutti ad ingresso libero e in diretta streaming.

L’obiettivo della decima edizione del Festival è interrogarsi sul futuro del giornalismo, grazie al confronto tra pubblico ed ospiti. Si parlerà di fact-checking, data journalism, explanatory journalism, il ruolo giornalistico delle piattaforme, paywall vs crowdfunding, l’era dei video e del mobile, robot journalism, il coinvolgimento dei lettori e il ruolo civico dell’informazione, il giornalismo mobile first, social networks vs media mainstream…

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Come orientarsi nel ricchissimo ventaglio di proposte? Qui potete trovare il programma completo, ma abbiamo selezionato quattro appuntamenti da non perdere.

Podcast: nascita di un nuovo mezzo di comunicazione?
Venerdì, ore 10.45, Centro Servizi G. Alessi

Da anni si dice che la radio – a parte non essere mai morta – poteva trovare nuova linfa nel web. Lasciando perdere il mezzo, il canale è quello che interessa, perché l’audio puro sembra fare fatica ad attecchire stabilmente in un ambiente dove le stimolazioni sensoriali sono infinite. Il podcast pare quindi raggiungere un nuovo inizio, ora che l’utente medio di internet sta invecchiando e affinando i suoi gusti. A discutere dell’argomento saranno cinque giornalisti attivi nell’ambito della radiofonia digitale: Francesco Baschieri, fondatore e CEO della piattaforma Spreaker; Alessia Cerantola, Barbara Schiavulli e Gaia Manco, rispettivamente: la co-fondatrice di Radio Bullets e le conduttrici di due programmi della radio; infine Nick Quah, creatore della newsletter dedicata ai podcast Hot Pod.

La grammatica della grafica: disegnare, consultare e trasformare i dati
Venerdì, ore 16.15, Hotel Sangallo

Il data journalism è il giornalismo che fa dei dati le proprie fonti: da questi si parte per ottenere un dataset, che potrà poi essere sviluppato graficamente per rendere comprensibili le informazioni a colpo d’occhio. In parole povere? Stiamo parlando della realizzazione di un grafico. Si tratta di un ambito in piena espansione, soprattutto all’estero (Stati Uniti e Gran Bretagna), dove i cospicui repository di dati pubblici sono fruibili molto più liberamente che in Italia; uno dei pochi casi di open data è rappresentato qui dalla piattaforma dati.gov.it. Sandhya Kambhampati e Christine Zhang, entrambi collaboratrici all’interno del programma Knight-Mozilla OpenNews 2016, realizzeranno un vero e proprio workshop, durante il quale saranno presentate le basi del pacchetto ggplot2 in R (linguaggio statistico open source).

Tiranni, terroristi, interventi stranieri: il triangolo maledetto
Sabato, ore 11.30, Sala dei Notari

Un talk che si presenta da solo. Già dal titolo si prefigura un’analisi di una delle più rilevanti tematiche di attualità, il terrorismo, in relazione con il potere politico rappresentato dai tiranni e l’ingerenza occidentale che, soprattutto in Medio Oriente, ha fortemente condizionato lo sviluppo politico e sociale dell’area. Il tutto senza aver ancora menzionato il protagonista dell’incontro: Iyad El-Baghdadi. 77900 followers su Twitter, lo scrittore e attivista per i diritti umani è diventato presto un punto di vista imprescindibile per comprendere ciò che stava succedendo durante le Primavere Arabe e, oggi, per intuirne le conseguenze. Modera Barbara Serra, volto di Al Jazeera English, per l’organizzazione della Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (qui gli altri appuntamenti organizzati dal CILD).

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Iyad El-Baghdadi all’Oslo Freedom Forum del 2014

Silicon Valley: i signori del silicio
Domenica, ore 11, sala Raffaello, Hotel Brufani

Nella scorsa edizione del Festival Internazionale del Giornalismo avevo ascoltato Jeff Jarvis celebrare la raccolta di dati digitali sugli interessi delle comunità come mezzo per dare un futuro sostenibile al giornalismo. Tanto per dimostrare che non ho le idee ben chiare in testa sul tema, quest’anno ho deciso di passare dall’altra parte della barricata: quella di chi mette in guardia dalla fede cieca in internet, quella dove si colloca il celebre sociologo bielorusso Evgeny Morozov. L’incontro rappresenterà un occasione per parlare del suo ultimo libro Silicon Valley: i signori del silicio, una spietata critica ai giganti americani del web come Google, Amazon e Facebook, colpevoli di attirare il consumatore con l’offerta di servizi a prezzi bassi mentre gli sottraggono informazioni personali. Nel dibattito tra cyber-ottimisti e cyber-scettici, forse riuscirò a schierarmi anche io. Forse.

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