weekly digest 1

Cosa è successo questa settimana (su The Bottom Up)? #1

In questo venerdì pre-pasquale, dal sapore vagamente vacanziero – sarà anche la primavera che fa capolino, inauguriamo questa nuova piccola rubrica dove, ogni settimana, potrete rileggere gli articoli più interessanti e più letti della settimana. Un’occasione in più per restare aggiornati su quello che succede in Italia e nel mondo.

La prima settimana di primavera non può, tuttavia, che cominciare con una bella playlist, come quella assemblata da Filippo Batisti. Ci sono le atmosfere oniriche e soleggiate di AIR e Mogwai, prog allegrone e lo scat ignorante di Lucio Dalla e una ultima traccia a sorpresa.

The Corner, la nostra rubrica sportiva, invece si è occupata di raccontare la storia di Luciano Re Cocconi, ex capitano della Lazio, capace di condurre le Aquile sul tetto d’Italia. Una vita fatta di eccessi e successi conclusasi drammaticamente in una gioielleria di Roma Nord.

Restando in ambito sportivo, inaspettatamente l’articolo più letto della settimana è sempre a firma di Marco Pasquariello. Raymond “Kopa” Kopaszewski è un calciatore francese di origine polacca, nato negli anni 20/30 a Noeux-les-Mines, soltanto grazie al calcio ha potuto riscattarsi da un destino già scritto da minatore. Diventerà il primo francese a vincere il Pallone d’oro. Mica pizza e fichi!

mondovisioni bologna life is sacred

Continua la collaborazione di The Bottom Up con Mondovisioni, la rassegna dei documentari di Internazionale. Martedì alle ore 21.15 verrà proiettato Life is sacred: una narrazione fedele dell’ascesa di Antanas Mockus, leader del Partito Verde e dell’opposizione al governo colombiano. Il documentario si pone l’ambizioso obiettivo di svelare quest’altra Colombia, quella di chi non ha perso la speranza, di chi lotta contro la corruzione, i narcos e le FARC utilizzando gli strumenti della democrazia partecipativa. Da vedere (dopo aver letto la recensione di Roberta Cristofori).

Non solo musica, cinema e sport nella settimana di TBU. Al contrario c’è stato spazio per la politica italiana: Giuliano Martino ha partecipato all’evento che ha dato avvio alla campagna elettorale di Beppe Sala a Milano (che, per la cronaca, assomiglia sempre di più a Matteo Renzi, camicia bianca compresa), Andrea Zoboli invece si è preso a cuore le vicende delle minoranze interne al Partito Democratico e ha raccolto qualche consiglio pratico per ricostruire un’opposizione, anche interna, che possa dirsi efficace.

Infine, grazie a Roberto Mantero, il The Bottonomics ci porta in Francia dove si sta discutendo una nuova riforma del lavoro. Nonostante le modifiche introdotte anche in seguito a vaste manifestazioni di piazza, l’impianto della legge ricorda il Jobs Act nostrano puntando a limitare la discrezionalità dei giudici sui licenziamenti e a ottenere una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, soprattutto in uscita. Il fatto che due contesti socio-politici molto differenti come quello italiano e quello francese abbiano partorito delle riforme simili è un chiaro segnale di quanto manchino le alternative al pensiero, ormai unico, di privilegiare la ricerca capitale rispetto alla forza lavoro.

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