Volpi&Poggi: il mistero degli anni ’90

Se volete entrare nel mood di questo articolo, aprite in un’altra finestra youtube ed ascoltatevi questa playlist. Fatelo prima di cominciare a leggere l’articolo. BAM. Esatto. Il mondo di ricordi che credevate sepolto sotto una coltre di vergogna è riemerso, improvvisamente.

E’ il 1997. Bill Clinton comincia il suo secondo mandato da Presidente della Casa Bianca ed il suo terzo anno di relazione con Monica Lewinsky. Notorious BIG e Gianni Versace vengono assassinati, mentre Ronaldo passa dal Barcellona all’Inter per circa 50 miliardi. Di Lire, ovviamente. Nelle radio dominano Hedonism e La Regola dell’Amico (degli 883, non solo di Max Pezzali) , mentre in Tv nasce Sarabanda. Contemporaneamente, mentre Papi comincia a mostrarsi all’Italia al grido di “Mooseca!”  dall’altro capo del mondo la Topps, azienda statunitense di caramelle e figurine, cerca un modo per sfondare nel mercato italiano. I vertici decidono di sfruttare una idea che già aveva avuto successo in America: con ogni gomma da masticare, vengono regalate alcune figurine di baseball. Ma il baseball in Italia non è seguito come in USA, quindi i dirigenti virano su un altro sport: il calcio. E la Topps si inserisce nel nebuloso mondo dei concorrenti/fratelli/figli della Panini, come Calcio Merlin, Supercalcio e Kick Off. In ogni pacchetto sono presenti tre figurine di giocatori di Serie A, che si possono attaccare in un album, gratis in tutti i tabacchini. Non solo, se si completa tutto l’album e lo si invia a Topps Italia, si vince un pallone autografato o la maglia della propria squadra del cuore. La stagione d’esordio dell’iniziativa fu la 1997/98. E fu un successo clamoroso.

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Ogni gomma costava 100 lire, ed i negozianti finivano subito le scorte. La Panini stessa, che deteneva praticamente l’assoluto monopolio di figurine, si vide surclassare dall’offerta della Topps. Cominciò un racket di scambi, prestiti e favori mafiosi per riuscire a completare l’album. Il campionato va avanti, Ronaldo esplode nel campionato italiano, l’Udinese si trasforma in pretendente allo Scudetto con Zaccheroni e Bierhoff e la Juventus di Lippi macina gol su gol con Zidane, Del Piero ed Inzaghi. Le figurine vanno a ruba, e con esse le gomme Topps, che non erano proprio il massimo della qualità, dato che il gusto fragola che le contraddistingueva spariva dopo poche masticate. Ma nessuno riesce a completare l’album. Quel Natale, in molte lettere a Babbo Natale e in molte richieste ai genitori, compaiono due figurine: quelle di Paolo Poggi dell’Udinese e di Sergio Volpi del Bari.

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Volpi è alla prima stagione in Serie A, ed è centrocampista nei pugliesi di Eugenio Fascetti, che arriveranno 11^ a fine campionato. Poggi invece è titolare nel trio d’attacco con Bierhoff ed Amoroso che rende l’Udinese una squadra temibilissima, capace di arrivare quinta l’anno precedente e terza nella stagione in corso. Sono loro due gli oggetti del desiderio di tutti i bambini dai cinque ai […] anni. E non perché siano più ambiti dei vari Zidane, Weah, Baggio, Ronaldo, Crespo, Totti, Montella, Batistuta o Hubner. No, semplicemente sono introvabili. Nessuno li trova, e se nessuno li trova nessuno riesce a completare l’album, e se nessuno riesce a completare l’album nessuno può avere l’ambito premio. Esplode una febbre collettiva, per cui si è disposti a cedere tutto per avere le figurine di Volpi e Poggi. Vengono promesse biciclette, palloni, cani, scarpette da calcio, e per i ragazzi un po’ più grandi anche foto delle sorelle ecc ecc ecc. Eppure le figurine non vengono fuori. Tabaccai aprono di nascosto tutte le confezioni per vedere se possono anche loro entrare nel racket, spuntano come funghi fantomatici cug(g)ini che non solo li hanno trovati, ma ce li hanno pure doppi, oppure li hanno trovati insieme nello stesso pacchetto. Chi abita nelle periferie o nelle campagne crede che si trovino solo in città, e chi abita in città dice che si trovano solo nelle periferie. Quelli del Nord dicono si trovino solo al Sud, e quelli del Sud che si trovino solo al Nord. C’era poi chi, con i mezzi tecnici del 1997, fotocopiava le foto dei due calciatori, le rimpiccioliva e le incollava con lo scotch o con la colla stick. Ci furono anche annunci ufficiali di ristampe, e tutti pensarono che nella nuova edizione Poggi e Volpi ci fossero. Non fu così.

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In realtà nella lunga storia delle figurine italiane, c’era già stato un caso simile. Nell’annata 1963-64 la figurina introvabile era quella del portiere dell’Atalanta Pier Luigi Pizzaballa, questa volta assente ingiustificato sull’album Panini. E la spiegazione venne presto svelata dalla stessa azienda. Pizzaballa, nel giorno delle foto, era assente, ma non si poteva più ritardare l’uscita dell’album. Che così venne messo in commercio con Pizzaballa presente, ma senza la figurina corrispondente. Venne messo in commercio solo in un secondo momento, ma quando ormai era già diventato leggenda.

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Il disagio dei ragazzi degli anni ‘90 risale chiaramente la piramide familiare, con i genitori che si vedono subissare di richieste per avere lire da spendere in tabacchino. E così le madri mettono pressione perché queste figurine si trovino. Ne nasce addirittura una interrogazione parlamentare. Il caso esplode quando un gruppo di madri si presenta a Mi Manda RaiTre (al tempo Mi Manda Lubrano, dal nome del conduttore) chiedendo giustizia per le migliaia di lire spese in chewing-gum dal gusto dubbio. E così si scopre l’arcano, per ammissione della stessa Topps e della Dolber s.p.a, sua rivenditrice ufficiale in Italia. Delle figurine di Volpi e Poggi ne sono state stampate solamente tra le 50 e le 100 copie.

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Apriti cielo. I (pochi) ragazzi che guardano la trasmissione informano gli altri, e ne nasce un tam tam da telefono senza fili che coinvolge tutto lo Stivale. A sconvolgere le menti ed i cuori dei giovani virgulti non è solo la palese impossibilità di concludere l’album ed ottenere così l’ambito premio, ma anche che 100 loro coetanei, loro simili, ce l’abbiano fatta. La stagione intanto volge al termine, con la Juventus che vince lo scudetto ai danni dell’Inter.

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Nella stagione successiva, la Topps ci riprova. Nuova collezione, nuovo album. Fallimento completo. Nessuno crede più alla favola, e non c’è più alcun motivo per comprare le insapori gomme. La Topps chiude la produzione delle figurine e si ritira dal mercato italiano, facendo felici i genitori e la Panini, che torna ad egemonizzare il mercato come fa dal 1960. Le canzoni che agitano le piazze italiane con Festivalbar spariscono poco a poco, fino a rimanere solo in tristi playlist dal sapore polveroso. Clinton si becca l’impeachment, anche se la scampa, e finisce il suo mandato da presidente. Ronaldo si rompe troppe volte le ginocchia, e di lui rimarranno solamente quei brillanti istanti all’interno di una carriera troppo buia. La gioventù è finita, gli anni ’90 anche. Ma ogni tanto il nome Topps riemerge dal passato, risvegliando in quei ragazzi, in noi ragazzi, a quasi 20 anni di distanza, la delusione e l’astio per quell’album mai concluso. E siamo pronti a sperare in tutto, anche in ritrovamenti di pacchi e pacchi di figurine di Poggi e Volpi, anche se poi, alla fine, è solo Lercio.

Marco Pasquariello

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