Cinéma à la carte: pietanze in celluloide

LA STORIA
Nel lontano 1895, agli albori della storia del cinema, i poco più che ventenni Auguste e Louis Lumière presentavano Le Repas de bèbè al primo spettacolo pubblico di cinematografo. Si trattava di una pellicola della durata di un minuto, nella quale un bambino veniva imboccato dai suoi genitori: proprio Auguste e consorte.

GLI CHEF

La vita di Adele

Il cibo è sempre stato rappresentato dalla settima arte, in tutte le sue forme, dimensioni, tipicità e stranezze. Ci sono attori e registi che non possono farne a meno, per i quali determinati piatti sono divenuti delle vere e proprie isotopie. Ugo Tognazzi, ad esempio, si è sempre ritenuto un grande appassionato di cucina, motivo per cui ha spesso ricoperto il ruolo dello chef. Allo stesso modo, conosciamo tutti la grande passione di Nanni Moretti per la Sachertorte, talmente ancestrale da volerla celebrare assegnando alla sua casa di produzione e distribuzione cinematografica il nome Sacher Film. Sia in Cous cous (2007), che nella sua ultima opera La vita di Adele (2013), il regista tunisino Abdellatif Kechiche ha compiuto un interessante lavoro estetico sull’atto del mangiare: la costruzione del personaggio di Adele avviene anche attraverso le modalità con le quali approccia il cibo, che esso sia un kebab o un piatto di spaghetti.

GLI INTRAMONTABILI
Allo stesso modo, ci sono scene e frasi celebri legate al mondo dell’alimentazione, entrate ormai nell’uso comune e mutuate proprio dal mondo del cinema: “Quello che ha preso la signorina”, “M’hai provocato e io te distruggo, macaroni!”, “Qui si mangia pane e veleno!” ed infine la celeberrima “Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. Come dimenticare – tra le numerose pietanze – la zuppa di occhi servita alla ricca tavolata di Indiana Jones e il tempio maledetto?

UN’AMPIA SCELTA
Quel potenziale rivoluzionario e democratico, che Walter Benjamin aveva colto nel cinema, ha visto la sua realizzazione in ambito alimentare: nessuno viene discriminato e ce n’è per tutti i gusti. Vegetariani, onnivori, cannibali, vegani, coprofagi. Sono accettati persino coloro che scelgono di utilizzare il cibo in modo non troppo convenzionale, non per forza ingerendolo.
Per semplificare questa ampia offerta, ho preparato per voi un menù à la carte, all’interno del quale potrete liberamente scegliere di assaggiare ciò che più vi interessa.

MENÙ VEGETARIANO

MENÙ COPROFAGO 

The Help

Non c’è altro da aggiungere.

  • The Help (Tate Taylor, 2011)
  • Salò o le 120 giornate di Sodoma (Pier Paolo Pasolini, 1975)

MENÙ DEFINITIVO*

La ricotta

A volte il Tristo Mietitore vi si potrà presentare con un bel vassoio d’argento nella mano libera. Con il cibo si può infatti uccidere avvelenando o strozzando. Altrimenti il cibo potrà uccidervi se fate un’indigestione. Non vi rimane che scegliere la causa del decesso.

SECONDI PIATTI

Old Boy
  • Qualsiasi tipo di pesce vi venga in mente > L’uomo in più (Paolo Sorrentino, 2001)
  • Octopus > Old Boy (Park Chan-wook, 2003)
  • Pollo > Hollywood Party (Blake Edwards, 1968)

SECONDI PIATTI DI CARNE UMANA*

Delicatessen
  • Il silenzio degli innocenti (Jonathan Demme, 1991)
  • Delicatessen (Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro, 1991)

DESSERT

Carnage

CAFFÈ

Coffee and Cigarettes
  • Coffee and Cigarettes (Jim Jarmusch, 2003)

FRUTTA

Il posto delle fragole
  • Limoni > Il giardino dei limoni (Eran Riklis, 2008)
  • Fragole > Il posto delle fragole (Bergman, 1957)

BEVANDE

Il grande Lebowski
  • White russian > Il grande Lebowski (Joel & Ethan Coen, 1998)
  • Whisky > Animal House (John Landis, 1978)

PIATTI UNICI PER CHI NON MANGIA

Hunger
  • Hungry Hearts (Saverio Costanzo, 2014)
  • Hunger (Steve McQueen, 2008)

MENÙ PICARESCO*

Viridiana

Se non avete molta fame, potrete anche decidere di utilizzare le portate in modo alternativo. Ad esempio strozzandovi a vicenda con delle salsicce, oppure lanciando gli spaghetti contro il muro per verificarne la scivolosità. Potete utilizzare il burro in un modo che solo Marlon Brando sarà in grado di spiegarvi.

  • Hostaria! (episodio del film collettivo I nuovi mostri, Ettore Scola, 1977)
  • La strana coppia (Gene Saks, 1968)
  • Viridiana (Luis Buñuel, 1961)
  • Ultimo tango a Parigi (Bernardo Bertolucci, 1972)

DIETRO LE QUINTE

Soul Kitchen

Avete ormai capito che al cinema si mangia tanto. Non bisogna dimenticare anche l’importanza sociale data dalla comunione del cibo, dalla convivialità dei pasti consumati in compagnia. Ferzan Ozpetek dedica interi piani sequenza alle tavolate di amici che pranzano o cenano assieme, come avviene nel terrazzo de Le fate ignoranti (2001). La condivisione di un pasto è un’ottima occasione per fare conoscenza (Indovina chi viene a cena? di Stanley Kramer, 1967), per non parlare del potere afrodisiaco e terapeutico della cioccolata (Emotivi Anonimi di Jean-Pierre Améris, 2010).
Infine, se la cucina vi appassiona così tanto, riflettete sulla possibilità di lanciarvi in una nuova avventura e aprire un’attività di ristorazione, esattamente come Zinos Kazantzakis e il suo Soul Kitchen(Fatih Akin, 2009).

* a scelta del commensale

Roberta Cristofori
@billybobatorton

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