In viaggio tra terra e cielo alla scoperta dell’agri-cultura biologica

Cari lettori, questa settimana, dal 1 all’8 di novembre, The Bottom Up parlerà di cibo, in occasione della chiusura di EXPO 2015. Non parleremo solo di quello, anzi, sarà più che altro una scusa per far affrontare questo tema ai nostri autori, dal punto di vista dell’economia, della cultura e della politica. E non rinunceremo a provare a rispondere, a modo nostro, alla domanda posta da EXPO:come nutrire il pianeta?
Buon appetito! #TBUtalksaboutFOOD 
Un attore e regista, un video-maker, un’esperta di comunicazione, un consulente scientifico e un furgone, uniti in un viaggio verso chi pratica agricoltura biologica etica, pulita. Questo giro per l’Italia ha dato il via al progetto artistico “Viaggio Tra Terra e Cielo”, teso a realizzare una web story, un film documentario e una drammaturgia per uno spettacolo teatrale.

Andrea Pierdicca, Nicolò Vivarelli, Valentina Gasperini e Andrea Lilli sono partiti da Bologna lo scorso 15 settembre e, per un mese, hanno girato diverse regioni italiane incontrando decine di contadini che realizzano in maniera autonoma i loro progetti di agricoltura. Li hanno incontrati, si sono confrontati, hanno visitato i luoghi dove hanno messo radici, hanno raccolto un mosaico eterogeneo di storie impregnate dal sapere agronomico biologico, hanno scoperto cosa significhi, oggi, “tornare alla terra”.

Talvolta si tratta di un vero e proprio ritorno, come nel caso di Giuseppe Begatti, contadino diCrevalcore nella campagna bolognese, che fino al 2000 adoperava i metodi convenzionali, utilizzando pesticidi e altri prodotti chimici. Poi la svolta che l’ha portato, nel 2007, ad ottenere un riconoscimento dall’Istituto Certificazione Etica e Ambientale per la sua attività “bio-logica”. Forte della competenza e della saggezza della tradizione, l’Azienda Agricola Begatti oggi riesce anche a commercializzare i suoi prodotti nei mercati della zona. Giuseppe è raccontato dal gruppo come un contadino assoluto, un uomo capace di coltivare 17 ettari da solo e di fare i mercati contadini, forte di un’attitudine a risolvere gli imprevisti con l’ingegno.
Tra le “esistenze possibili” anche chi fa reddito, coltivando col metodo della permacultura, vendendo agli abitanti del territorio circostante. È il caso dei torinesi Nicola e Noemi, che vivono in una casa ecosostenibile, esempio di bioedilizia da loro progettato. Attraverso l’Associazione Orto di Carta, scrivono: “l’idea è riuscire a pagarsi le spese della vita senza dover necessariamente arrivare alla grossa azienda agricola. Con piccoli investimenti, si può riuscire comunque a ricavarne un reddito”. Da dove partire allora? Dal vicinato, da quella dimensione locale tipica della vita contadina che ha lentamente perso importanza nel vita urbana. La vendita diretta è fondata su un rapporto di fiducia che si costruisce lentamente, coltivato come si coltiva la terra, con pazienza e costanza, rispettando i cicli della natura.

E l’agricoltura non è una cosa per vecchi, assolutamente no. Testimone ne è Ilenia, 21enne di Montecatini Val di Cecina (PI) che, circa un anno fa, ha confessato al padre: “Voglio fare la contadina”. Una confessione inusuale, inaspettata. Eppure, oggi, Ilenia coltiva 7000 metri quadrati di campi e distribuisce i suoi ortaggi nei borghi vicini, sulla strada, nei mercati, rispettando le qualità originali dei cibi e conquistandosi a poco a poco la fiducia dei cittadini. 

La giovane Ilenia con il suo banco e i suoi prodotti “bio-logici”
“Viaggio tra Terra e Cielo” dimostra già dalle prime clip di non essere soltanto una raccolta di storie, è un viaggio e, in quanto tale, una riflessione profonda su ciò che ci circonda. Gli incontri e i confronti con i contadini diventano presto occasione per ripensare il quotidiano, per valorizzare l’agri-cultura, come amano chiamare la categoria ibrida che fonde il sapere agronomico e quello rurale, in senso ampio. Senza dimenticare che noi che coltiviamo, noi che mangiamo, viviamo in un ambiente complesso nel quale anche le attività più semplici possono giocare un ruolo nel processo di cambiamento sociale. Un esempio di intraprendenza ed efficacia in questa direzione è la Casa dei Sogni di Gandino, in provincia di Bergamo. Grazie alla proattività degli educatori e della comunità, i ragazzi disabili acquisiscono le loro autonomie anche attraverso l’apicultura e la consegna a domicilio degli ortaggi biologici prodotti nella zona. Due attività semplici dal forte impatto sia sulla comunità sia sull’ambiente.

Dall’inclusione sociale alla filosofia (e alla spiritualità): il passo è breve mentre si macinano chilometri. Ecco allora l’incontro con Lorenzo e Caterina, dell’azienda agricola “Madonna delle api”che, incontrati a Osimo, per il mercato di Genuino Clandestino e della rete SemInterrati, tirano in ballo Dio, attore immancabile in questa ricerca quasi esistenziale sospesa tra Cielo e Terra: “la bestemmia in campagna è come una preghiera. Perché il contadino cerca di tirare in ballo Dio e dice “Cristo aiutami!”, lo tira nel campo.”


Il rapporto tra la campagna e la dimensione spirituale dell’esistenza non è certo una scoperta recente. Etain racconta ai viandanti tra Cielo e Terra del Genio Silvanus, il signore delle foreste e dei campi a cui erano dedicati tempi pagani. Proprio sopra uno di questi è stata costruita l’Abbazia dei Mille, nella Vallingegno (PG). Barbuto e protetto da un mantello di pecora, il Genio Silvanus rappresentava, come racconta Etain, la convivenza da Bene e Male in tutte le cose. Si trattava di un simbolo di unità che, per i contadini, dovrebbe essere riscoperta: “rispettando il Genio Silvanus e ciò che rappresenta il rapporto stesso tra uomo e natura sarebbe più equilibrato, in sintonia con i tempi e le necessità del mondo vegetale e animale circostante”.
Se il mese di Viaggio di tra Cielo e Terra si è interrotto lo scorso 15 ottobre, non finisce di certo qui il progetto: passo dopo passo il documentario, la web story e la drammaturgia teatrale stanno prendendo forma, anche grazie alle musiche di Enzo Monteverde. Lavorando alacremente, questo viaggio, la ricchezza umana incontrata per la strada, i valori trasmessi coltivando la terrarinasceranno in una forma nuova, per diffondersi, ma con lentezza. 
Come racconta Martino: “Molti mi chiedono perché non compro nemmeno una motozappa. Vangare l’orto mica è un brutto lavoro, sì ci metto un po’ di più, ma nel frattempo vivo bene.” Proprio nel “vivo bene” si nasconde il segreto, e l’auspicio, di chi sceglie di dedicarsi ad un sistema di agricoltura biologica e sostenibile. E, in fondo, questa forma di evoluzione sociale non compete soltanto ai contadini incontrati dal gruppo artistico, ma riguarda tutti in quanto consumatori. Non viene spontaneo, mentre si fa la spesa, mettere al centro la propria salute e il rispetto dell’ambiente, ma le storie come quelle raccontate dal Viaggio, ci mostrano non solo che è possibile, ma che spesso l’alternativa è dietro l’angolo. Non resta che alzarsi, cercarla e sostenerla.

Angela Caporale
@puntoevirgola_

Photo e video credits: Radici nel Cielo

Annunci

Un pensiero su “In viaggio tra terra e cielo alla scoperta dell’agri-cultura biologica

  1. Pingback: Dicono di Noi |

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...