Calcio – Top & Flop della quinta giornata di Serie A

TOP

Mattia Destro (Hellas Verona – Roma 0-2)
Non c’è molto da dire su Mattia Destro, e sul perché sia tra i Top di questa settimana. Cominciate guardando questo video. 
Perché questo gol è così eccezionale? Beh, in primis perché è oggettivamente eccezionale. Osservate lo stop al volo, la torsione, l’occhiata rapida alla porta e il tiro molto preciso da una così grande distanza. In secondo luogo, è eccezionale perché viene da Mattia Destro, che tra gli attaccanti “giovani” italiani è quello più d’area di rigore, bravissimo nel tap in vincente e nell’azione sottoporta. Tra gli attaccanti della scorsa stagione di Serie A, Mattia è quello che ha in media ha totalizzato meno passaggi per partita, a fronte dei gol segnati. In più, tra i primi dieci marcatori di serie A della scorsa stagione, è il secondo per distanza media dalla porta (8,9 metri). Per la totalità della sua carriera, Destro ha giocato fruttuosamente, che per un attaccante significa segnare, dentro l’area di rigore, ed ancora più stabilmente dentro l’area piccola. Ecco perché risulta eccezionale il gol, per il fatto stesso che Mattia Destro abbia avuto l’idea di tirare da lì, di cercare il gol da 40 metri invece che da meno di 9. E l’idea ha pagato.
Albin Ekdal (Inter – Cagliari 1-4)
Ho un personale ricordo di Albin Ekdal, appena sbarcato in Italia da una squadra svedese dal nome impronunciabile. Trofeo Berlusconi, Milan – Juventus, anno 2008. Sinceramente mi fece un’ottima impressione, quello strano biondino un po’ allampanato, ma con le idee chiare su dove giocare e dove spedire la palla. Rimasi un po’ dispiaciuto quando il giovanotto, appena acquistato dal Brommapojkarna, venne prima spedito in Primavera e poi al Siena, dove segnò il suo primo gol in Serie A (contro l’Inter a San Siro, ndr). Ancora più deluso rimasi quando venne ceduto prima al Bologna e poi al Cagliari, ma continuai a seguirne le tracce, comprandolo anche quando potevo al fantacalcio. Ovviamente, non solo quest’anno non solo non l’ho comprato io, ma l’ha comprato il mio avversario in questa giornata di campionato. Per qualche misteriosa congiunzione astrale, o forse per ricambiare la mia simpatia, Ekdal al fantacalcio si è accomodato in panchina, mentre in campo segnava una tripletta storica, per lui, per il Cagliari e per la permanenza di Zeman sulla panchina dei sardi. Almeno adesso verrà ricordato anche per qualche impresa sul campo, e non solo per essere il gemello di madre diversa di Avicii.
Fonte: sport.sky.it
Udinese – Parma 4-2 (Udinese-Parma 4-2)
Sarebbe sinceramente impossibile trovare un Top unico in questa partita. Potrei tranquillamente scegliere il rigore a cucchiaio di Cassano, il gol e il rigore procurato da Josè Mauri, classe ’96, la doppietta dell’eterno Di Natale o la rete in rovesciata di Heurtaux. E invece li scelgo tutti,  indicando la partita tra Udinese e Parma come più divertente del lungo weekend calcistico. Continui ribaltamenti di fronte, belle azioni, bei gol, belle parate, un rigore a cucchiaio che entra dopo aver colpito la traversa, un gol in rovesciata, una cosiddetta provinciale di nuovo terza in campionato mentre una delle grandi della scorsa stagione in fondo alla classifica. Chiaro, se siete dei tifosi di una di queste due squadre potreste aver subito alcuni infarti, o esservi mangiati le unghie fino all’osso, o aver tirato pugni nel muro, però io mi sono visto proprio una bella partita.
Filip Djordjevic (Palermo – Lazio 0-4)
Si, ok, ero andato bene fino ad ora, ma poi Djordjevic ha segnato, proprio mentre scrivevo, una tripletta con la Lazio in casa del Palermo, e non potevo non metterlo. Andatevi a vedere il suo terzo gol, va, e poi ditemi. 

FLOP

Nagatomo, Vidic e la ballerina difesa dell’Inter (Inter-Cagliari 1-4)

Perdere contro l’ultima in classifica è brutto. Essere umiliati dall’ultima in classifica è terribile. L’Inter di Mazzarri riesce nell’impresa che fino a quel momento non era riuscita a nessuno, cioè perdere contro il Cagliari di Zeman. Le squadre di Zeman sono sempre state superoffensive (e ne sia testimonianza l’incredibile formazione 2-8 che potete vedere qui), ma davanti ad una difesa ordinata e schierata non hanno scampo e lasciano praterie aperte ai contropiedi. Contro l’Inter però hanno trovato una difesa lenta ed impacciata. Vidic, pallida ombra di quello di Manchester, avrà ancora gli incubi: avete presente quando tentate, in sogno, di correre verso una porta o di scappare da qualcosa e non riuscite mai ad allontanarvi? Ecco, questo provava Vidic inseguendo inutilmente Ibarbo. Poi Andreolli, chiamato a sostituire capitan Ranocchia, in uno strano turnover che lascia scoperta la difesa nerazzurra. Infine Nagatomo, che pensa bene di farsi espellere per doppio cartellino giallo dopo solo mezz’ora dall’inizio e di lasciare i suoi in inferiorità numerica per tutta la partita. Ultimo, ma non per importanza, Mazzarri, che non cambia nulla della sua difesa fino al secondo tempo, quando è già sotto di tre reti, e cambiando solamente Dodò (che mostra tutti i limiti difensivi che aveva anche in maglia giallorossa) infortunato per D’Ambrosio. Contro questa difesa, gli otto giocatori offensivi di Zeman hanno vita facile.
Il Sassuolo, ovvero la conferma che non è arrivata (Sassuolo-Napoli 0-1)
L’anno scorso pochi si aspettavano la salvezza del Sassuolo, dopo una stagione non certo esaltante. Ma grazie ad acquisti di esperienza e di futuro e ad un grandissimo finale di campionato la squadra emiliana si è guadagnata la permanenza in Serie A. Era quindi lecito aspettarsi che Squinzi, patrono neroverde, spendesse per una campagna acquisti degna del massimo campionato. E invece no. La formazione tipo è in grandissima parte la stessa dell’anno scorso (molto simile a quella della vittoria della Serie B, soprattutto negli uomini chiave), con gli unici nuovi giocatori, comunque di alto livello, come esterni di difesa (Peluso e Vrsaljko) ed in porta (Consigli, a sostituire Pegolo infortunato). Ma dalla difesa in avanti, la squadra è la stessa, con le stesse pecche e gli stessi problemi dell’anno scorso. Berardi-dipendente, nel momento in cui la stellina dell’Under 21 non c’è, per infortunio o spesso per squalifica, dato il carattere fumantino, la squadra è priva di riferimenti offensivi. I vari Sansone, Zaza, Floro Flores e Floccari, nonostante le qualità individuali, non riescono ad essere incisivi come gli viene chiesto, e la squadra è sul fondo della classifica, con tre pareggi in cinque partite e due gol segnati. Le soluzioni sono due: o Berardi cresce e si carica la squadra sulle spalle con continuità o la società dovrà intervenire sul mercato. Se nessuna delle due cose accade, il futuro dei neroverdi è solo nero.  
Zouhair Feddal (Palermo-Lazio 0-4)
Poco tempo fa avevamo lasciato Alvaro Morata sbagliare un gol sottoporta in modo abbastanza comico, e lui ci ha ripagato con una rete contro l’Atalanta. Oggi tocca a Feddal (al minuto 1:09) del Palermo, e chiaramente gli auguriamo di segnare al più presto. 

EXTRA

Questa è una nuova parte, che non so se prenderà piede. Racchiude dentro di sé ciò che non è classificabile in scale umane, o sensate. Alcuni di voi la considereranno il massimo dei top, altri il più profondo dei flop. Io non giudico, lascio che siate voi a giudicare. Ecco a voi Ferrero in tutto il suo splendore.

Marco Pasquariello

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