Immigrazione – (Se) l’Austria chiude le sue frontiere

Fonte: vnews24.it
Il Partito delle Libertà Austriaco (FPÖ) -di cui avevamo parlato qui– sembra non avere dubbi: in Austria ci sono troppi immigrati, o meglio, troppi immigrati che arrivano illegalmente. Molti di loro usano l’Italia come terra di passaggio per entrare in Austria. Quest’anno, secondo la Tiroler Tageszeitung, sono circa 4700 gli stranieri fermati in Austria e, di questi, la maggior parte sono stati respinti in Italia. 
L’FPÖ vede gli immigrati irregolari come una grave minaccia per la sicurezza interna e mira a sospendere gli accordi di Schengen e a istituire nuovamente i controlli lungo la frontiera con l’Italia. Se si obbietta che i controlli vengono comunque eseguiti una volta sul territorio, la risposta è che con un controllo direttamente al confine diminuirebbero le possibilità di ingresso di soggetti pericolosi. Questo è il punto di vista del partito: ben vengano gli immigrati cui è riconosciuto lo status di rifugiato politico, verso cui c’è l’obbligo di dare protezione, ma questo è tutto. 
L’Austria e gli altri stati benestanti dovrebbero forse farsi carico di tutti coloro che cercano migliori condizioni di vita? L’FPÖ non ci sta. È giunta l’ora di regolare il fenomeno in modo più rigoroso e fermare chi non presenta immediatamente domanda di asilo. Il flusso di migranti è troppo rapido perché possa essere gestito adeguatamente. Il modello di riferimento è la Svizzera, con le sue barriere “intelligenti e flessibili” -decisione presa tramite referendum, ne abbiamo parlato qui-. Insomma, se il mercato richiede forza lavoro, i migranti sono benaccetti, altrimenti la risposta è: stop, tornatevene a casa
Anche il ministro dell’interno Johanna Mikl-Leitner (ÖVP) non sembra disdegnare l’ipotesi di sospendere gli accordi di Schengen, il che fa pensare che tutto ciò possa diventare presto realtà. Di tutt’altro avviso sono i Verdi (die Grünen), che bollano questa proposta come egoistica e suggeriscono, invece, una soluzione più solidale con gli stati “di arrivo” (Grecia, Italia, Spagna, Malta). Secondo i Verdi è proprio il sistema di accoglienza europeo che dovrebbe cambiare. Se secondo il Regolamento Dublino II gli aspiranti rifugiati devono presentare domanda di asilo nel primo stato europeo d’ingresso, i Verdi propongono un sistema in cui gli stati europei dovrebbero accogliere un numero di rifugiati proporzionale al loro livello di benessere e alla popolazione. 
A fomentare il girone della discordia tra gli stati europei ci si mette anche la Germania, che minaccia di sospendere gli accordi di Schengen nei confronti dell’Austria. I tedeschi sostengono che i profughi utilizzino l’Austria solo come terra di transito per raggiungere la Germania. 
Fonte: repubblica.it
Inutile dire che questo dibattito non può rimanere indifferente al governo italiano. L’emergenza è, infatti, sul Brennero. Questo luogo è una delle mete principali dei profughi provenienti da Africa e Medio Oriente che, attraverso viaggi infiniti, cercano di raggiungere i Paesi del Nord dove magari ci sono già dei familiari. Da quest’estate, sono migliaia gli stranieri che hanno passato la frontiera e sono poi stati respinti dalle autorità austriache. I clandestini cercano spesso di evitare i procedimenti d’identificazione anche dopo essere stati respinti, in modo da ritentare il prima possibile il passaggio della frontiera. Sulle pagine de “La Padania” leggiamo di esponenti della Lega che già incitano il governo italiano a prendere esempio dall’Austria e a considerare la possibilità di chiudere tutte le frontiere. 
Che il problema dei profughi e dei migranti porti alla voglia di minare qualcosa, come gli accordi di Schengen, che sta alla base dell’Unione Europea, deve far scattare un campanello d’allarme. Che a farsi promotore di una svolta in tale direzione possa essere l’Austria, è ancora più preoccupante; ma soprattutto è il sintomo della necessità di un’Unione Europea più forte e coesa. Chiudere le frontiere non è la risposta, ma non lo è nemmeno permettere un ingresso che pecca di una regolamentazione omogenea per paura di essere tacciati di razzismo. A novembre sarà avviata la nuova missione Frontex Plus, il cui obiettivo è rafforzare lo sforzo europeo in tema d’immigrazione ed emergenza sbarchi. Il commissario europeo agli affari interni, Cecilia Malmstroem, ha invitato tutti i Paesi membri dell’UE a contribuire alla gestione dei flussi migratori. Si tratta di un segnale positivo che si spera porterà anche a un’ulteriore riforma del Regolamento Dublino III. 
Sabrina Mansutti
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