3 pensieri su “La TAV in Val di Susa: nessuna luce in fondo al tunnel.

  1. Ciao a tutti, mi chiamo Ilaria e da torinese attiva nel movimento da qualche anno avrei alcune precisazioni da fare riguardo a questo articolo:
    – “frange estreme dell’attivismo No Tav hanno assaltato a colpi di molotov e bombe carta il cantiere di Chiomonte” -> non c'è stata nessuna rivendicazione dell'episodio, né sono rari episodi di “autominaccia/autolesione” in Valle da parte degli esponenti del “fronte SI tav” (es: furgoni o mezzi incendiati per riscuotere i soldi delle assicurazioni, lettere con dentro polveri, ecc..) Nessuno di questi atti viene rivendicato dal movimento, che non si è mai fatto problemi a rivendicare azioni che reputava in linea con i princìpi della sua lotta (es: taglio delle reti).
    – “forte anche dell’indebolimento del movimento No Tav, il quale, nonostante le numerose azioni di protesta negli anni, non è riuscito ad ostacolare il progetto. ” -> se il movimento fosse tanto debole, come si spiegherebbe il fatto che è dagli anni '90 che si parla di questa linea eppure in Valle non è ancora stato fatto un buco che sia uno? Il cantiere in Valle è soprannominato “non-cantiere”, rende l'idea? E' aperto dal 2011, costa migliaia di euro al giorno in forze dell'ordine a difesa del “fortino” e oltre alla devastazione dei boschi circostanti i lavori hanno avuto ben pochi avanzamenti.
    – “si ha l’impressione infatti che le frange antagoniste e radicali siano sempre più le vere forze dominanti della contestazione,” -> è chiaramente quel che vogliono far passare i media, ed è altrettanto evidente che l'autore non è mai stato in Val Susa a verificare personalmente quest'impressione. Si invita a farlo, magari l'impressione potrebbe cambiare radicalmente. (oppure leggete i commenti di chi ci è stato… -> http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12449)
    – “sono stati ormai presi degli impegni, con la Francia e con l’Unione Europea: sperare che i governi abbandonino il progetto è utopico” -> metà dei paesi europei inizialmente coinvolti nel progetto del cosiddetto “Corridoio 5” hanno rinunciato alla loro tratta per via della crisi economica. La stessa Francia ha rimesso in discussione molte delle sue linee più costose, l'estate scorsa.
    Inoltre, come si legge in questo articolo di pochi mesi fa:
    “Sotto l'aspetto legale revocare il Tav non è infattibile. Il nuovo trattato internazionale, firmato a gennaio 2012 e che segue quello del 2001, non è stato ancora approvato né dal parlamento italiano né da quello francese*”.
    Sperare che i governi abbandonino il progetto, in questo caso, non è utopico. E' auspicabile per non trovarci in condizioni economiche peggiori di quelle in cui siamo adesso. Se gli stessi fondi venissero investiti nelle opere di manutenzione e di potenziamento delle infrastrutture del territorio, si otterrebbero vantaggi diffusi e miglioramenti dei servizi per i pendolari in tutta Italia. La scelta è come sempre invece quella di concentrare finanziamenti e potere nelle mani di pochi, con i risultati che la storia degli appalti in Italia ci ha già ampiamente illustrato.
    Ce ne sarebbe da dire parecchio di più. Il mio invito in conclusione è: venite a vedere con i vostri occhi.

    Ilaria Mardocco

    *il Sole 24 ore, non proprio dei facinorosi anarco-insurrezionalisti:
    http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-03-10/costa-miliardi-082035.shtml?uuid=AbWWyccH

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  2. Il mio commento non era propriamente a favore della Tav: sono molto scettico sulla fattibilità e sul reale beneficio che comporterebbe questo progetto. Sono soldi pubblici che potrebbero essere usati benissimo per sistemare il nostro sistema di collegamento ferroviario, visto che le rotte locali (con treni annessi) versano in condizioni disastrate. Certo è anche impensabile che le cose cambino a causa di poche persone che pensano di fermare le cose utilizzando gesti violenti; questo a mio avviso nuoce alla maggior parte del movimento, alla quale io ho sempre guardato con simpatia e pieno sostegno. In più ho sempre rivendicato in certe occasioni comportamenti poco ortodossi delle forze dell'ordine nei confronti della gestione degli sgomberi dei campeggi degli attivisti. Penso solamente che gesti violenti non facciano altro che avvantaggiare i grandi poteri che stanno dietro a questa faccenda

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