Il giro del mondo in 4 notizie #26

Gentili lettori,

Bentornati alla nostra rassegna settimanale della stampa estera! 

Vi portiamo oggi in Siria, dove un misterioso attacco missilistico ha colpito basi governative al nord; parliamo poi dei negoziati di pace fra le due Coree e del loro indiscusso protagonista Kim Jong-un, per poi tornare nel Medio Oriente dove alcuni analisti prospettano una seconda Primavera Araba, e ci ritroviamo in Cina dove Peppa Pig è diventata un’icona gangsta vittima di censura. Concludiamo con una storia di religioni in conflitto in Brasile.

Buona lettura!

Quick et nunc

Syria war: Missile strikes on military sites ‘kill pro-Assad fighters’

Diversi morti stanotte in un attacco che ha colpito strutture militari governative nel nord della Siria, nelle province di Hama e Aleppo. L’elemento insolito è che non si sa da dove siano partiti i missili o chi li abbia mandati. Alcune fonti puntano verso basi missilistiche di USA e Regno Unito in Giordania, mentre il Syrian Observatory for Human Rights sospetta di Israele, data la natura dei target. Non si sa nemmeno con certezza chi o quante siano le vittime: secondo il SOHR, si tratta di 26 soldati progovernativi, di cui 22 iraniani, mentre le agenzie di stampa dell’Iran negano il coinvolgimento di truppe iraniane. Allo stesso tempo Israele nega di aver lanciato attacchi, ma allude alla presenza iraniana in Siria come “fonte di tutta l’attuale instabilità”. Insomma, un gioco di carte in cui tutti bluffano e noi restiamo qui a non capirci granché.

Fonte: BBC News

Scavando a fondo

Looking Beyond the Remarkable Images of North and South Korea’s Leaders in Panmunjom

Le immagini dal summit tra le due Coree puntano senz’altro allo status iconico di tante altre foto che hanno fatto la storia, ma ci riusciranno? Molto dipende da come andranno i prossimi mesi, ma certamente l’amministrazione americana sembra avere molta fretta di dichiarare la pace tra la Corea del Sud e la Corea del Nord, nonché di attribuirsene tutto il merito. Processi di negoziato sono avvenuti in passato e si sono conclusi con uno stallo, come per esempio è successo con Kim Il-sung, nonno di Kim Jong-un, che rifiutò di rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Per il momento questo processo sembra avviato, e i due leader hanno parlato di “lavorare insieme per una Corea senza nucleare”. Il commentatore del New Yorker John Cassidy ha commentato che vedendo questa versione diplomatica di Kim ci siamo dimenticati in fretta che è un dittatore che mantiene un controllo stretto sui cittadini nordcoreani. Molti analisti discutono su quale sia il suo scopo finale, e l’articolo del New Yorker presenta diverse ipotesi. Il processo di pace potrebbe alienare la Corea del Sud dagli Stati Uniti e fornire a Kim l’occasione di invaderla e riunificare la penisola sotto il suo potere. Non è facile fare previsioni, ma una cosa è sicura: chi guida i negoziati al momento è proprio Kim Jong-un, e tutto dipende da quali sono le sue reali intenzioni. Quelle che al momento non conosciamo.

Fonte: Japan Times

Consigli per i click

Second wave of Arab revolutions ‘inevitable’, experts say

Durante il dodicesimo Forum di Al Jazeera, tenuto a Doha in Quwait lo scorso fine settimana, molti esperti hanno prospettato una nuova Primavera Araba, a causa della progressiva crescita di problemi economici e sociali nella zona, come urbanizzazione fuori controllo e disoccupazione. La popolazione, che per il 50% ha meno di 25 anni, prova un’insofferenza crescente nei confronti di problemi come la pressione demografica nei grandi centri urbani e l’economia stagnante, così come nei confronti dell’assenza di libertà e dello stretto controllo sociale e legislativo nei paesi arabi. Hmoud al-Olimat, professore di sociologia alla University of Qatar, sostiene che nonostante le controrivoluzioni guidate da monarchie conservatrici nella regione, una volta che la società ha spezzato la barriera di paura di un regime, le rivoluzioni ritornano, malgrado la pressione dalle forze contrarie. Le lamentele dei giovani per l’assenza di un reale miglioramento potrebbero essere determinanti per il futuro, e  la mancanza di riforme potrebbe essere la goccia che fa ancora una volta traboccare il vaso.

Fonte: Al Jazeera

Schermi diversi

Peppa Pig will get Chinese theme parks in the year of the pig—if it isn’t banned first

Peppa Pig è diventata estremamente celebre in Cina, e sembra che ai censori di stato la cosa non piaccia particolarmente. Introdotta nel 2015 nella televisione di stato, e nell’ultimo anno, un boom di video virali e acquisti di merchandising ha portato all’inizio della costruzione di due parchi divertimenti a tema – uno a Pechino e uno a Shanghai – da inaugurare nel 2019. L’anno del maiale. Per una qualche associazione mentale che rimane un mistero, Peppa Pig ha poi guadagnato un soprannome che in cinese significa gangster, ed è stata reimmaginata di conseguenza, associandola a rapper e scatenando remake e doppiaggi virali dei suoi cartoni. Tuttavia, Peppa e probabilmente questa interpretazione libera, la cui dolcezza contrastata dal look tosto ha per i giovani cinesi una valenza liberatoria, non è piaciuta ai censori che hanno provveduto a bloccarla sugli stessi siti di video. I parchi si faranno ancora? Chissà. Comunque ormai è ufficiale: Peppa Pig è gangsta. 

Fonte: Quartz

Altro giro, altro regalo

Con la nostra recensione del documentario di Mondovisioni Entre os homens de Bem, abbiamo già parlato del Brasile e dell’ascesa dei cristiani evangelici radicali. Il film mostrava anche, all’inizio, una cerimonia di Candomblé, una religione nata dalle culture e dai credi africani arrivati in Brasile insieme agli schiavi e successivamente evoluta includendo anche elementi cristiani. Con l’ascesa recente dei radicali evangelici, i luoghi di culto del Candomblé hanno subito molti attacchi. I radicali cristiani in Brasile hanno diffuso per anni un’immagine delle ‘religioni afro-brasiliane’ come culto del diavolo, e questo causa sempre più episodi di intolleranza, come incendi e attacchi con armi da fuoco. In questo video vediamo però una notizia con un finale positivo: Lusmarina Campos, pastora evangelica, aiuta la sacerdotessa Conceição d’Lissá a ricostruire il suo tempio distrutto da un incendio appiccato da alcuni fondamentalisti. Gli stessi evangelici che aiutano nella ricostruzione del tempio sono diventati bersaglio di minacce, come la stessa Lusmarina Campos, che però sostiene “anche se alcuni nella chiesa [evangelica] non hanno appoggiato la nostra iniziativa, la maggior parte ci ha appoggiato, la maggior parte preferisce il rispetto alla violenza“.

Citazione della settimana

Mentre camminavo qui pensavo: perché è stato così difficile arrivare fin qua? La linea di separazione non era neanche così alta da superare.

Fonte: Q13Fox

Kim Jong-un all’arrivo al confine fra la Corea del Sud e la Corea del Nord. Poverino, voleva un muro per mostrare le sue abilità atletiche, e invece niente. Donald, pensaci tu, fallo contento.

 

Francesca Maria Solinas

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