Il giro del mondo in 4 notizie #23

Gentili lettori,

Bentornati alla nostra rassegna settimanale della stampa estera! 

Oggi raccogliamo: le testimonianze dei civili di Douma sull’attacco chimico di sabato proposte da Al Jazeera, il punto di vista del New Yorker sulla moralità di sanzionare la Russia, un confronto tra Cina e Stati Uniti sul piano della spesa per la salvaguardia dell’ambiente, e il nuovo sistema di registrazione delle persone in India che richiede la scansione di retina e impronte digitali.

Vi regaliamo inoltre un video interessante, particolarmente dedicato agli studenti e umanisti i cui parenti fanno tanto gli spiritosi prevedendo per loro un futuro da Mc Donald’s: ditegli che ormai nel giro di un anno al fast food ci saranno solo robot, e forse vi lasceranno in pace.

Buona lettura!

Quick et nunc

I punti di vista sul recente attacco chimico a Douma, nel Ghouta orientale, sono molti e in aperta contraddizione: la Russia viene accusata da Trump, la Siria accusa il gruppo ribelle Jaish al-Islam di provocazione, il gruppo smentisce, e nel frattempo secondo i locali la conta delle vittime supererà il centinaio. L’attacco chimico più letale in Siria da un anno a questa parte.

Syria chemical attack: ‘It was like my lungs were shutting down’

Le scene raccolte nell’articolo sono vivide e tragiche: le persone che si rifugiano nelle cantine al momento dell’attacco, e vengono velocemente evacuate da chi si è accorto che si tratta di gas. Chi non esce in tempo muore all’istante. Molti cercano di rifugiarsi sui tetti perché il gas tende a “rimanere a terra”, e vengono comunque raggiunti dalla sostanza. Molti ospedali sono stati colpiti da bombardamenti precedenti, perciò le strutture restanti sono sommerse da pazienti. Nel frattempo continuano i negoziati per un cessate il fuoco e l’evacuazione di ribelli e civili, mentre la popolazione continua a subire un assedio governativo che dura dal 2013.

Fonte: ABC News

Secondo il New Yorker, “tutti gli ultimi tre presidenti degli Stati Uniti hanno promesso di migliorare i rapporti con la Russia, per poi vedere i rapporti peggiorare sempre di più. In nessun caso il contrasto colpisce come nel caso di Trump: aveva promesso di creare un'”ottimo rapporto” con la Russia, ma al momento la relazione ha raggiunto il punto più basso dai tempi della guerra fredda”.

The Moral Case for Sanctions Against Russia

Il New Yorker divide le sanzioni contro la Russia in tre tipi: espulsione di diplomatici, portata avanti da circa 30 paesi dopo l’attacco alla precedente spia russa in Regno Unito; le sanzioni commerciali ed economiche, viste come misure punitive; sanzioni ‘smart’ dirette ai plutocrati nella speranza di erodere la base di consenso di Putin. L’articolo appare scettico nei confronti di tutte le tipologie, ma propone un punto di vista diverso: a prescindere dall’effetto delle sanzioni, è giusto applicarle. La Russia è colpevole di assassinii politici e guerre, viola leggi nazionali e internazionali, e ha reso l’Unione Europea dipendente dalle sue esportazioni di gas e petrolio: ribellarsi al Putinismo è un obbligo morale.

Fonte: The New Yorker

Consigli per i click

La Cina è il maggior produttore mondiale di gas serra, ma sta facendo notevoli sforzi per incorporare una maggiore quantità di energia pulita. Gli investimenti nel settore sono da soli un indicatore importante di questo. L’anno scorso le spese globali dirette alla produzione di energie rinnovabili sono state di 279,8 miliardi di dollari, quasi la metà dei quali spesi dalla Cina.

For every $1 the US put into adding renewable energy last year, China put in $3

Al secondo posto sono gli Stati Uniti, significativamente indietro con 40,5 miliardi contro i 126,6 del gigante asiatico, mentre l’Italia, casomai ve lo chiedeste, non compare neppure nella top ten. Gli investimenti cinesi vanno soprattutto nel solare, con miniere di carbone dismesse trasformate nelle più grandi “solar farms” del mondo. Alcuni progetti stanno creando preoccupazioni perché si stanno trasformando in un grosso fardello di spese, ma nel complesso, il 26% di energia elettrica rinnovabile prodotto dalla Cina è meglio del 12% complessivo mondiale.

Fonte: Quartz

Schermi diversi

L’India ha iniziato un programma di registrazione che è stato subito ribattezzato da molti il “Grande Fratello”. La mastodontica impresa include raccogliere foto e impronte digitali di tutti gli abitanti. Circa 1,3 miliardi. 1,1 miliardi sono già registrati, malgrado i frequenti disagi tecnici. La tecnologia sta dando mezzi di controllo dei cittadini sempre più potenti ai governi, e alcuni paesi ne stanno da subito approfittando, come la Cina, in cui si stanno studiando modi per usare il riconoscimento facciale per tener traccia dei movimenti delle persone.

‘Big Brother’ in India Requires Fingerprint Scans for Food, Phones and Finances

Tuttavia, il sistema indiano va oltre, perché collega i dati biometrici con applicazioni della vita quotidiana, come multe, pensioni, conti bancari, perfino pasti scolastici per bambini malnutriti. I critici temono che il governo diventerà così una presenza invadente nella vita delle persone, dal momento che tutti sono praticamente obbligati a registrarsi, mentre il primo ministro Narendra Modi lo definisce il “biglietto dell’India per il futuro”. La registrazione è in particolare obbligatoria per ricevere aiuti statali, il che causa problemi nelle zone più rurali dell’India, dove le connessioni internet necessarie spesso non funzionano e le persone hanno le impronte digitali rovinate dal lavoro.

Fonte: The New York Times

Altro giro, altro regalo

Un piccolo passo avanti verso il mondo di Wall-E: il robot che gira gli hamburger! Non aggiunge il sale però, a quello dobbiamo ancora pensarci noi.

Parole, parole, parole

Citazione della settimana: “As I approached the building, a father was crying hysterically as he dragged his feet towards us carrying his two children… he was hugging them, smelling and kissing them after they suffocated to death.”

Abu Yasser, attivista di Douma impegnato nei soccorsi durante l’attacco chimico di sabato 7 aprile

 

Francesca Maria Solinas

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