Il giro del mondo in 8 notizie #14

Buonasera lettori!

La penultima rassegna dell’anno è arrivata! Ci sono notizie molto fresche dalla Siria e da Israele, e come sempre i nostri approfondimenti e consigli per i click. Parleremo di arte al MET di New York, di net neutrality, di tunnel natalizi e di migranti in Grecia, e molto altro ancora.

Buona lettura!

Quick et nunc

Secondo un aggiornamento recente, il presidente Putin ha ordinato l’inizio del ritiro delle sue truppe dalla Siria. Putin si trova al momento in Siria per incontrare il presidente Assad e ha in programma ulteriori tappe in Egitto e Turchia. “Ho preso una decisione” avrebbe affermato “gran parte del contingente di truppe russe in Siria tornerà in Russia”.

Russia’s Putin visits Syria airbase and orders start of pullout

Il presidente russo, che punta a un rinnovo del mandato, aggiunge, nel suo classico stile sobrio: “se i terroristi torneranno a farsi sentire, lanceremo attacchi di una tale portata quale non hanno mai visto”. Peace and love, Vlad.

In fondo sono un tenerone. Molto in fondo. Fonte: Corriere della Sera

Scavando a fondo

Il vespaio generato dalla dichiarazione di Trump di voler riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele non accenna a placarsi. Oggi il presidente Netanyahu è a Bruxelles per discutere con i capi dei maggiori paesi europei. Secondo Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, lo scopo è convincere il capo di stato israeliano a riprendere i negoziati con i palestinesi. Il compito appare semplice quanto educare Trump all’importanza della bellezza interiore in una donna.

Netanyahu faces pressure in Europe amid Jerusalem protests

Le affermazioni di Trump hanno riscosso consenso da parte del mondo politico israeliano (Netanyahu stesso le ha lodate come “una decisione storica”) e aspre critiche da quasi tutti gli altri. In particolare, il presidente francese Macron ha definito la mossa “un pericolo per il processo di pace” e ha incontrato ieri Netanyahu cercando di convincerlo a “mostrare coraggio nel dialogo con i palestinesi” per uscire dalla presente impasse nei negoziati. Nel frattempo, a Gerusalemme e in tutto il mondo arabo continuano accese proteste, e sono già cominciati scontri missilistici, con un attacco partito venerdì dalla striscia di Gaza. Grazie, Donald, non deludi mai.

Mamma, l’Europa mi bullizza. Fonte: Haaretz

Consigli per i click

Per citare Daniel Pennac, “l’America non ti lascia mai una scelta che non sia tra gli assassini e le gilde morali”. Il quadro Thérèse Dreaming del pittore Balthasar Klossowski de Rola, meglio (e più brevemente) noto come Balthus, ha suscitato uno scandalo dopo essere stato esposto al Metropolitan Museum di New York. Il quadro rappresenta una ragazzina seduta e un gatto. La ragazzina è in una delle tante classiche pose ‘svaccate’ da adolescente (o pre-adolescente) che tutti e tutte più o meno assumiamo quando ci stiamo facendo allegramente i fatti nostri. Il quadro è stato donato al MET nel 1998.

The MET’s defense of a suggestive painting of a young girl reminds us what museums are for

Una petizione online iniziata da Mia Merrill condanna il quadro come “oscena oggettificazione sessuale del corpo di una ragazzina”, e vanta più di 10.000 firme. Il suo scopo era inizialmente “sostituire il quadro con uno dello stesso genere prodotto da un’artista donna”, ed è poi diventato “esporre un avviso vicino al dipinto”. Il MET ha risposto:

The Metropolitan Museum of Art’s mission is to…collect, study, conserve, and present significant works of art across all times and cultures in order to connect people to creativity, knowledge, and ideas. Moments such as this provide an opportunity for conversation, and visual art is one of the most significant means we have for reflecting on both the past and the present, and encouraging the continuing evolution of existing culture through informed discussion and respect for creative expression.

Insomma: un museo non è una gita in campagna, è fatto per pensare, riflettere, per espandere e a volte rivedere la nostra percezione del mondo. Non esponiamo su ordinazione.

Dibattete pure, io nel frattempo continuo a farmi i cavoli miei. Fonte: Quartz

*

Non si può negare che spesso ce lo siamo chiesto, fra una notizia shock e l’altra: perché lo fanno? O meglio, visto che per molti di noi il problema o il dubbio non si pone nemmeno: perché ci cascano? Dopotutto è logico quale sia la scelta migliore, è scontato, ci sono studi, ci sono prove, ci sono numeri e dati. E allora perché il numero di genitori contrari ai vaccini o indecisi continua a crescere? Vox espone una ricerca che esplora i valori morali di questi genitori, per capire perché il messaggio pro-vax con loro sembra fallire. La Moral Foundations Theory è già stata precedentemente usata per studiare la vittoria di Trump alle elezioni.

What makes some parents fall for anti-vaccine messaging

I risultati? I genitori non convinti dai vaccini tendono a identificarsi nei valori di “libertà” e “purezza”: libertà indica persone che mal tollerano l’autorità esterna e tengono alla propria libertà individuale, mentre purezza indica persone che rifiutano cose percepite come ‘innaturali’ o ‘disgustose’. Le campagne pro-vax si articolano perlopiù sui valori di “danno” e “correttezza”, la protezione degli individui e della comunità. Al contrario, gli attivisti anti-vax orientano le loro campagne sugli stessi valori identificati nei genitori scettici. Cambiare i messaggi a favore dei vaccini potrebbe aiutare la causa a fare presa su alcuni individui indecisi. Se non puoi combattere il tuo nemico, cambia armi.

Un messaggio positivo potrebbe aiutare? Fonte: dopl3r.com

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Nel marzo del 2016, l’Europa ha stretto accordi con la Turchia per bloccare il flusso di migranti verso le isole greche, in particolare Lesvos. Sei milioni di dollari per coprire i costi dei due milioni di siriani fermi in territorio turco, e ricollocazione in Europa per un ristretto numero di persone. Ora, dicembre 2017, un reporter del New Yorker si reca a Lesvos, dove gli arrivi, dopo una diminuzione iniziale, stanno di nuovo aumentando. Visitiamo con lui Moria, campo rifugiati dove vivono circa seimila persone, tre volte la sua capienza. I suicidi sono un problema grave, e si teme che con l’arrivo dell’inverno molti moriranno di freddo.

Europe’s plan to end its migrant crisis is failing

Nel complesso, il piano con la Turchia non ha funzionato: le ricollocazioni sono state poche, e la Turchia non è riuscita a fermare i flussi. Secondo Dimitris Christopoulos, capo dell’International Federation for Human Rights, le condizioni disumane nei campi sono un piano deliberato dell’Unione per creare una zona cuscinetto nelle isole greche. Un deterrente per i migranti. Nel frattempo, i greci vedono ingiustizia nel rifiuto degli altri paesi europei di accettare i rifugiati, mentre loro devono gestire i flussi e al contempo accettare l’austerità imposta da Bruxelles. Il gendarme alle frontiere ha fallito, le persone sono ancora lì, e altre arriveranno. E adesso, che si fa?

Fonte: The New Yorker

Schermi diversi

Tra pochi giorni, la Federal Communications’ Commission si riunirà per votare sull’abolizione delle norme che stabiliscono la Net Neutrality. Di cosa si tratta? Dell’insieme di regole che impediscono ai fornitori di servizi internet di censurare, limitare o far pagare in più alcuni contenuti. Per molti, queste regole assicurano una rete democratica e aperta e sono alla base di movimenti civili e sociali. Per questo motivo, nei giorni scorsi hanno fioccato le proteste negli Stati Uniti, finalizzate a bloccare il provvedimento.

There Are 700 Protests in All 50 States Today in Support of Net Neutrality

Motherboard intervista gli organizzatori delle proteste: in molti casi non si tratta di persone con una storia di impegno civile attivo, ma di normali cittadini. Molti citano un “senso di responsabilità” fra le loro motivazioni. Il problema è particolarmente sentito dagli addetti ai lavori, preoccupati che l’utente medio non abbia consapevolezza del pericolo di rinunciare a un internet libero. Una corsa contro il tempo. Giovedì avremo la risposta.

Fonte: Motherboard

*

Secondo gli scienziati, l’aspetto e funzionamento del cervello può essere analizzato risalendo al periodo della sua prima formazione, al modo in cui le cellule si dispongono e combinano grazie ai segnali genetici. Per molto tempo, questo è stato un mistero, ma attualmente una squadra di neuroscienziati dell’università di San Francisco ha cominciato a compilare un atlante delle espressioni genice nello sviluppo del cervello umano. Una copia interattiva è disponibile online.

Neuroscientists just launched an atlas of the developing human brain

Non si tratta del primo studio in questo ambito, ma contiene un passo in avanti significativo: la capacità di analizzare il processo su ogni singola cellula. Una ricchezza di dettagli che finora non era stato possibile ottenere. Lo scopo della ricerca? “Scoprire come si crea un cervello umano”.

Fonte: Wired

Altro giro, altro regalo

Il periodo delle feste si avvicina e pochi sembrano prenderlo seriamente quanto gli abitanti di Norwich, nel Regno Unito. Gli esercizi commerciali locali hanno collaborato a una raccolta fondi che ha avuto come risultato un incredibilmente suggestivo tunnel di luci. Il più lungo in Europa. Noi, sfortunatamente, non siamo lì, perciò ci accontentiamo di questo video della BBC, idealmente da proiettare in casaa come sfondo all’albero di Natale. Sempre che voi non siate della corrente di pensiero “le feste sono commerciali, io sono il Grinch, tutto questo è convenzionale”. In quel caso, tenetevi da parte il video per Ferragosto.

Parole, parole, parole

Deal with it, bro! Fonte: The Times of Israel

Citazione della settimana: “It [Jerusalem] has been the capital of Israel for 3,000 years, it has been the capital of the Jewish state for 70 years. We respect your history and your choices and we know that as friends you respect ours. I think this is also central for peace. The sooner the Palestinians come to grips with this reality, the sooner we’ll move toward peace.”    Benjamin Netanyahu                      

Parola della settimana: Catch-22: un circolo vizioso, una situazione in cui, qualsiasi scelta si compia, si è destinati a fallire. Spesso riferito a situazioni dove regole arbitrarie (scritte o meno) impediscono la risoluzione di una situazione problematica.

Esempio: come faccio a maturare esperienza di lavoro se nessun vuole assumermi perché non ho esperienza?

Origine: il termine viene coniato dall’autore Joseph Heller nel romanzo eponimo, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella sua prima comparsa, viene citato da un medico: i piloti possono infatti chiedere di essere esonerati dalle missioni se non sono mentalmente sani, ma qualunque pilota richieda di essere esonerato, prova con la sua richiesta di essere sano. Catch-22 rappresenta spesso nel romanzo il creare o piegare le regole a favore dei più forti.

catch-221
Fonte: wronghands1.com

Francesca Maria Solinas

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