Le primarie di una gauche rassegnata

Dopo le primarie del Partito dei Repubblicani francesi che hanno visto la vittoria di François Fillon e la sconfitta, per certi versi inaspettata, di Sarkozy, i riflettori tornano ad essere puntati sulla Francia per una nuova tornata di elezioni che questa volta vedrà coinvolta la sinistra francese.
Le primarie per la conquista della Gauche di fatto chiuderanno il cerchio dei candidati che si presenteranno alle elezioni presidenziali previste tra fine aprile e inizio maggio. I candidati in lista sono sette, quattro socialisti: Benoit Hamon, Arnaud Montebourg, Vincent Peillon e Manuel Valls. E a seguire, ci sono altri tre “piccoli” candidati che fanno parte di altri partiti alleati del PS: Jean-Luc Bennahmias per il Front Démocrate, François de Rugy per Écologistes!, Sylvia Pinel per il PRG.

La rinuncia da parte di Hollande a ricandidarsi, comunicata solamente ad inizio dicembre, ha creato un vuoto di potere nella leadership del Partito Socialista e questo contribuisce a creare ancora più curiosità attorno a quello che sarà il prossimo leader del partito. Tra l’altro, un vero paradosso quello dell’attuale Presidente della Repubblica francese che dopo aver annunciato la volontà di non ricandidarsi, si è visto la sua popolarità improvvisamente schizzare alle stelle. Le Figaro, infatti, riporta come il consenso popolare nei confronti di Hollande abbia fatto un salto di 14 punti.
La decisione tardiva di Hollande di aspettare la fine dell’anno 2016 per dichiarare la sua intenzione di non ricandidarsi, ha di fatto rallentato il procedimento delle primarie socialiste, tanto che, come riporta 20 Minutes, i candidati hanno dovuto accelerare la stesura dei loro programmi elettorali, poiché il termine massimo per la consegna è fissata a 3 settimane prima dello scrutinio e una settimana prima del primo dibattito televisivo.

16216335_10210247813503632_1455086578_n
Hollande e Valls

Andiamo a vedere però nello specifico chi sono gli aspiranti candidati alla guida del Partito Socialista francese. Con Hollande fuori dai giochi, il primo candidato a farsi avanti è stato Manuel Valls, l’ex Primo Ministro si è dimesso dalla sua carica con la chiara intenzione di partecipare alle elezioni presidenziali. I primi indizi a conferma di questo, arrivano il 27 novembre quando dichiara al Journal du Dimanche che avrebbe preso una decisione riguardo alle elezioni presidenziali seguendo la sua coscienza e non escludendo la possibilità di candidarsi come leader della sinistra francese proprio contro Hollande.
A pochi giorni di distanza, Hollande rinuncerà ufficialmente a ricandidarsi.
Il secondo candidato decisamente degno di nota e in qualche modo legato anche lui a Hollande e a Valls, è Arnaud Montebourg. Montebourg, è stato Ministro dell’Economia sotto il Governo Valls, per poi essere sostituito nel 2014 a causa della crisi di Governo. È sempre stato legato al Partito Socialista, prima come deputato nel 1997 e poi come portavoce di Ségolène Royal alle elezioni presidenziali del 2007.
Ex membro del Governo Valls è anche Benoit Hamon: è stato ministro dell’Istruzione e della Ricerca fino al 2014; poi, come Montebourg, viene fatto fuori con il rimpasto di governo a causa delle sue divergenze con Valls. È stato anche eletto come eurodeputato nel 2004.
Anche Vincent Peillon è stato un eurodeputato e ha ricoperto la carica di Ministro dell’Istruzione, oltre ad essere stato membro dell’Assemblea Nazionale tra il 1997 e il 2002. Da tempo si era ritirato dalla politica e mai aveva lasciato intendere di voler tornare, tuttavia, all’interno del PS gode ancora di ottima stima da parte dei sostenitori di Hollande; sono stati loro a spingerlo a candidarsi con l’intento di creare una vera alternativa a Valls. La sua candidatura rimane però una vera e propria sorpresa.
François de Rugy, invece, è stato eletto deputato nel 2007 e successivamente ha assunto la carica di vicepresidente del gruppo Ecologista dell’Assemblea Nazionale. La sua famiglia ha origini nobili, ha lavorato come giornalista ed è stato consigliere regionale nel dipartimento dei Paesi della Loira, dove è nato.
Sylvia Pinel, è l’unica candidata donna a queste primarie, fa parte del PRG: Parti Radical de Gauche. È stata ministro delle Infrastrutture sotto il Governo Valls.
E infine, Jean-Luc Bennahmias del partito Front Démocrate. È stato eurodeputato nel 2004 e presiedeva al Gruppo dei Verdi nel parlamento europeo. Nel 2014 ha lasciato il partito MoDem per fondare il partito Front Démocrate.

I programmi dei candidati hanno alcuni punti in comune e altri completamente opposti tra loro. I temi centrali che si sono toccati ruotano tutti attorno alla sicurezza, al lavoro e ovviamente all’Unione Europea, argomento molto sentito in Francia e al centro dell’attenzione dei cittadini.
Per esempio, sulla questione del deficit europeo del 3% fissato da Bruxelles, solamente Montebourg e Hamon pensano che andrebbe rivisto, considerando questo regime di austerità inefficace per la crescita economica. Mentre, dall’altro lato, Valls, Pinel e Peillon, credo che sia giusto rimanere così e non mettere mano al deficit. De Rugy assume invece una posizione intermedia: egli crede che un cambiamento vada fatto ma allo stesso tempo non bisogna forzare la mano all’Ue. Bennahmias invece, non si è ancora espresso su questo.
Temi delicati sono anche il lavoro e la disoccupazione, in particolare al centro del dibattito c’è l’impopolare Loi du Travail voluta dal Governo Valls. E anche in questo caso le posizioni sono molto diverse tra loro: Hamon e Montebourg ancora una volta si trovano d’accordo e credono che la legge vada abrogata. Dall’altra parte, Valls difende l’operato del suo Governo e trova sostegno sia da De Rugy che da Peillon. Incerte al riguardo le posizioni di Pinel e Bennahmias.
Un elemento che accomuna tutte le parti in campo è la sicurezza: i francesi da tempo non si sentono più sicuri e pertanto, tutti i candidati sono d’accordo per un rafforzamento delle forze di polizia nel paese, con più poteri alle forze dell’ordine.

Premier Conseil des Ministres du gouvernement Ayrault a l'Elysee
Arnaud Montebourg

Per quanto riguarda i sondaggi, la vittoria di Valls appare quasi scontata ma non certa. Si è reso protagonista nei dibattiti televisivi, vincendo il primo dibattito del 12 gennaio organizzato da BMF TV. Per tale ragione, viene da pensare che nel caso non dovesse raggiungere il secondo turno, sarebbe un vero e proprio fallimento.
Valls, rimane il candidato più conosciuto e l’unico ad aver avuto esperienza come Primo Ministro. Anche se questo ultimo fatto potrebbe alla fine dei conti giocargli contro. Singolare l’episodio che l’ha visto coinvolto in settimana in Bretagna, dove teneva un comizio elettorale: dopo aver stretto la mano a un diciottenne, quest’ultimo ha tentato di dargli uno schiaffo, prima di essere prontamente bloccato dalle guardie del corpo. “Ici c’est la Bretagne” (qui siamo in Bretagna) gli avrebbe detto il giovane, giusto per ricordargli che non era il benvenuto.
Gli altri candidati in gara, certamente sono validi concorrenti, ma la loro intenzione di candidarsi è più frutto della volontà di mettere i bastoni in mezzo alle ruote a Valls e complicare il suo percorso verso la leadership del partito, più che quella di aspirare a diventare davvero Presidente della Repubblica francese. Montebourg e Hamon inoltre, hanno un conto aperto verso l’ex Primo Ministro francese; entrambi, infatti, sono stati cacciati dal suo governo. Non c’è quindi vendetta migliore che candidarsi contro di lui per ostacolarlo verso la corsa all’Eliseo.

FRANCE-POLITICS-VOTE-MACRON
Emmanuel Macron

Intanto, il PS sta attraversando una crisi senza precedenti. Da quando François Mitterand ha fondato il partito nel 1971, raramente ci siamo trovati di fronte a una situazione tanto imprevedibile e caotica come quella che sta avvolgendo il Partito Socialista. Il PS, in questo momento si trova schiacciato da due estremità: a sinistra Jean-Luc Mélenchon, leader del PG e a destra da Emmanuel Macron, la vera novità di queste elezioni presidenziali. Di questo passo, se il PS non sarà in grado di trovare un candidato all’altezza della situazione, rischia seriamente di essere travolto alle presidenziali. Per tale motivo, diventa interessante sapere chi sarà a guidare il partito alle elezioni di fine aprile e su quale consenso potrà contare. L’idea è che gli elettori di centrosinistra delusi dal PS perché “troppo poco di sinistra”, si appoggino a Mélenchon; mentre Macron, con idee più centriste e liberali, si colloca come nuova stimolante alternativa. E i sondaggi gli stanno dando anche ragione.

La verità è che si è creato un forte distacco tra i cittadini e il PS, una frattura inevitabile frutto di un malcontento generale verso un Governo, quello di Valls, che per molti avrebbe potuto fare di più. Questo disagio da parte dei cittadini è stato raccolto in un recente sondaggio da Le Monde, in cui gli elettori di centrosinistra, ammettono senza troppi giri di parole, che questa volta la destra potrebbe davvero vincere. Un segno quasi di resa da parte degli elettori socialisti che non nascondono la loro amarezza e puntano il dito verso i candidati del partito, i quali secondo loro, mancano di credibilità.

In tale contesto, le primarie potrebbero essere uno specchio, anche solo parziale, di quelli che potrebbero essere i risultati delle elezioni presidenziali. Per ora, sono attesi 2 milioni di votanti, dopo che l’ultimo dibattito tra i candidati in televisione ha raggiunto i 3 milioni di spettatori. La speranza è che i candidati socialisti, dopo l’esito delle primarie, seppelliscano l’ascia di guerra a favore di una riconciliazione, l’unico modo per cercare di modificare l’esito delle presidenziali che per molti pare giù scontato con un’esclusione del PS già a partire dal primo turno. Ad ogni modo, stasera il primo verdetto. Gli scenari rimangono aperti, le certezze non sono così tante e la strada verso l’Eliseo si prospetta ricca di sorprese.

Mattia Gozzi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...