Spose della morte
Sono migliaia le bambine che, ogni anno, si tolgono la vita. Costrette, contro la loro volontà, a sposare uomini anziani. Portano avanti, in silenzio, gravidanze che spesso pagano con la vita. Abbiamo cercare di fare luce sul dramma delle spose bambine grazie a Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International. , sanguinava copiosamente. I suoi vestiti erano così inzuppati di sangue che i medici stentarono a credere che fosse potuta arrivare fin lì. Sembrava un morto che cammina. Aveva visto suo , solo una volta e all’indomani le dissero che avrebbe dovuto sposarlo. Venne a prenderla nel villaggio dove viveva con la sua . Il tempo di recuperare i pochi oggetti personali e poi via, verso l’ . Il giorno peggiore della sua vita e tanti altri ne sarebbero seguiti. Quando l’uomo la condusse in camera da letto, per consumare quella mostruosa unione, le usò una inimmaginabile. Il suo corpicino di bambina, così come la sua mente, non erano ancora pronti. Al marito poco importò, andò avanti per ore fino a quando l’ non diventò inarrestabile. I dottori riuscirono, per miracolo, a salvarle la vita. di non riportala a casa dell’uomo perché, dissero, la prossima emorragia potrebbe essergli fatale. Neanche a dirlo, dimessa dall’ospedale Aisha fu riaccompagnata da suo marito. Faticava a capire, non si dava pace. Come era possibile che le persone a lei più care continuassero ad ignorare il suo continuarono, senza sosta, per mesi e mesi. Non ne poteva più Aisha, aveva raggiunto l’apice della sopportazione. , uscì di casa ed imboccò la stradina che conduce all’emporio del villaggio. Era decisa a farla finita, una volta per tutte. Chiese il più potente in commercio. Meglio morire che continuare a vivere così, deve aver pensato. La salvarono, per l’ennesima volta, i medici di quell’ospedale. Gli stessi di prima, che questa volta minacciarono di chiamare la Il calvario di questa povera bambina, però, era tutt’altro che finito decise di darla in sposa ad un altro anziano uomo. Da quel giorno di Aisha si sono perse le tracce. quando perse la vita. Ad ucciderla, anche in questo caso, fu un infame che non puoi scegliere e a fatica cambiare. Lo stesso che, secondo di bambine. Date in sposa ad uomini “vecchi” e violenti come il . Lontano, ma non troppo evidentemente, da tagliatori di teste ed integralisti fanatici. È morta lo stesso, però. Sola come un cane, nello stesso letto che l’aveva per anni. È morta sparandosi un colpo in testa, almeno così dicono. È morta, perché se hai 14 anni, alle spalle ed un marito che non hai potuto scegliere, continuare a vivere, forse, è più difficile. Di muoiono così queste piccole “spose della morte”. Lontano da tutti e da tutto. A morire, come in questo caso, sono anche quei figli portati in grembo , il secondogenito. Morto nell’istante in cui stava per vedere la luce del mondo per la prima volta. Quel mondo che, senza alcuna pietà, ti si scaglia contro e non ti lascia via di fuga. Chissà se a qualcuno è venuto in mente di chiederle cosa sognava di fare da grande. Se voleva , giocare o fare chissà cosa. L’hanno presa con la forza, messa nelle mani di un In questo pezzo di mondo, purtroppo, se nasci donna non hai molte alternative . Il resto, è “roba da uomini”. Gli stessi che sentono di , a questo (in)naturale ordine delle cose, può costare molto caro. Un Finisci quasi sempre così. O comunque molto spesso. È finita così anche la breve esistenza di . Appesa per il collo. Strangolata con la sua sciarpa. Non doveva finire così, non dovrebbe mai finire così. Non si può, non si deve essere costretti al suicidio a soli e che, invece, non lo fa. O almeno, non abbastanza. Lo farebbe ancora meno, però, se non ci fossero organizzazioni come , hanno finito per darla in pasto al mostro che, poco dopo, l’avrebbe portata al . Era bella Rubina. Cresceva in fretta, molto più in fretta delle sue coetanee. A guardarla, dicevano nel . Si sa, in un mondo “normale” le donne possono scegliere di sposarsi o di avere figli, liberamente. Le donne, appunto. Rubina, però, era ancora una Con il passare del tempo, i suoi cominciarono a notare qualcosa di strano . Rubina parlava poco. Ogni giorno che passava sembrava sempre più triste. Si accorsero, così, che molti uomini del . Aisha, Kader e Rubina hanno pagato con la vita le perché da che mondo è mondo si ubbidisce a propri genitori. Hanno cercato aiuto, sono state per noi tutti. Per ricordarci che c’è ancora molto da fare perché, domani, queste vite interrotte bruscamente tornino ad essere bambine spensierate e libere di crescere. Clicca per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra) Clicca per condividere su Google+ (Si apre in una nuova finestra) Clicca per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) Clicca per condividere su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Clicca per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)
