L’ora del reddito

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Si chiude con oggi una rassegna lunga un mese della redazione del Bottonomics. Abbiamo cercato di illustrare alcuni tra i più comuni strumenti di sostegno al reddito elaborati dalla teoria economica negli ultimi tre secoli di storia. Dal reddito di base incondizionato al reddito minimo garantito, fino ad arrivare all’imposta negativa.

Per concludere questo speciale a noi così caro, abbiamo deciso di presentarvi una rassegna degli esperimenti di sostegno al reddito messi in atto nel mondo.

Alaska
Partiamo dal più famoso e, da un certo punto di vista, da uno dei più semplici esempi di sostegno al reddito. Il dividendo sociale dello stato americano, nella forma di una erogazione annuale ad ogni cittadino residente in Alaska da almeno un anno. L’Alaska Permanent Fund Dividend entra in vigore nel 1976, quando lo Stato, che aveva iniziato a vendere licenze per l’estrazione di petrolio, decise di istituire un fondo in grado di trasferire gli introiti nel tempo. Di base ogni anno il 25 percento dei profitti statali derivanti dalle vendite di petrolio (e i profitti dall’attività di investimento del fondo stesso) vengono raccolti all’interno del Fondo e redistribuiti allo Stato che ogni anno trasferisce una somma variabile ad ogni cittadino di ogni età, estrazione sociale ed etnia. Il dividendo, il cui importo oscilla tra gli 800 e i 2000 dollari l’anno a seconda dei profitti, rappresenta l’esperimento più longevo di sostegno al reddito e, di conseguenza, quello con i risultati più interessanti. Pur essendo di un importo troppo esiguo per scongiurare la povertà, il Permanent Fund Dividend ha avuto il merito di garantire una maggiore distribuzione di reddito in Alaska e, mentre negli stati uniti il reddito del 20% più ricco della popolazione cresceva più di quello del 20% più povero, nello Stato del nord la tendenza si invertiva con un aumento del 25% del reddito del 20% dei più poveri contro un aumento del 10% per la parte più ricca (stessa proporzione). I dettagli si possono trovare in uno studio di Goldsmith (link) sugli effetti sulla disuguaglianza a seguito del dividendo sociale.

Canada
Un altro dei più celebri esperimenti di sostegno al reddito è quello avvenuto in Canada a Dauphin, Manitoba. Tra il 1974 e il 1979 il governo canadese decise di provare una forma di reddito di base incondizionato elargito a tutta la comunità in oggetto. Vennero anche identificate delle “comunità di controllo” non beneficiarie il cui scopo era quello di paragonare i risultati ottenuti. Il reddito prese la forma di una elargizione pari al 60% del reddito minimo in Canada e ogni dollaro guadagnato extra sostegno venne tassato del 50%.
Pur non essendo mai stato pubblicato un report ufficiale sui risultati dell’esperimento, la studiosa canadese Evelyn Forget pubblicò il risultato di una propria ricerca (link) sugli effetti del Mincome, questo il nome dell’esperimento. Solo tra le donne con figli piccoli e i giovani in età di istruzione calò l’occupazione, ma aumentò notevolmente la percentuale di persone che terminarono gli studi. Tuttavia, pur venendo sconfessata la paura del disincentivo al lavoro sotto sostegno al reddito, rimane indimostrabile se gli effetti furono lievi a causa del fatto che gli interessati erano consapevoli del limite temporale dell’esperimento.

Namibia
Un programma pilota di Reddito di Base Incondizionato introdotto da lavoratori volontari tedeschi in Namibia ha fatto il giro del mondo e dal 2008 suscita l’attenzione di molti. Pure essendo ancora abbastanza giovane come esperimento, i risultati sono già promettenti. Sostanzialmente in un piccolo villaggio di circa mille abitanti, ogni cittadino, senza accertamento di condizione sociale, riceve ogni mese 800 dollari namibiani, equivalenti a circa 50 euro al cambio attuale, uno stipendio moderato. I risultati sono stati sorprendenti, con un aumento della frequenza scolastica e una riduzione della povertà drastica. Come scritto dal Der Spiegel Online, solo i latifondisti bianchi sono rimasti scontenti.

Islanda
Il primo ministro Gunnlaugsson si è dimesso e a ottobre nell’isola dei ghiacci si terranno le nuove elezioni. Il partito pirata è in testa nei sondaggi di qualche punto percentuale e si appresta a formare il nuovo governo. Tra le proposte, la più interessante a livello internazionale è l’istituzione di un reddito di base incondizionato, sul modello Finlandese (che prenderà piede a fine anno per tutto il prossimo). L’idea è quella di testare uno strumento che vada a superare e sostituire tutti i sussidi ora vigenti, sburocratizzando l’accesso al welfare per i cittadini. Ancora non si sa se si opterà effettivamente per un RBI o un reddito minimo garantito, ma gli occhi del mondo sono puntati sulla piccola Islanda.

Finlandia
Come accennato il paese scandinavo avvierà a fine 2016 un programma pilota di reddito di base per tutto il 2017 e il 2018, erogando a cittadini già poveri un ammontare di denaro fisso che garantisca loro la sopravvivenza (800 euro al mese). Il reddito sarà in questo caso condizionato alle condizioni economiche e soprattutto sarà un esperimento limitato nel tempo, ma segna definitivamente il tempo delle politiche di sostegno al reddito e delle riforme al Welfare. La Finlandia non è uno Stato povero, né un paese in cui lo stato sociale si è dimostrato inefficiente, tuttavia questa riforma degli istituti contro la povertà è in linea con quanto accade nel mondo.

*aggiornamento del 04/01/2017. L’esperimento finlandese parte con un importo di 560 euro al mese.

Paesi Bassi
Nei Paesi Bassi il dibattito sul Reddito di Base Incondizionato è tra i più dinamici e interessanti al mondo. Non solo numerose iniziative popolari hanno convinto alcune municipalità a testare il reddito di base sui propri cittadini (a Utrecht il più interessante, ma esperimenti simili verranno fatti anche a Tilburg, Groningen e altrove), ma si è anche raggiunta e superata la quota 40.000 firme per far discutere in parlamento l’iniziativa e sperare in un esperimento portato avanti dal governo centrale.
Sebbene alcuni mini esperimenti siano già in atto, si deve attendere quello di Utrecht previsto per il 2017 per tirare le somme (link), sperimenterà un reddito di base da circa 900 euro al mese. Nel frattempo si osserva e l’Unione Europea si è già dichiarata estremamente interessata a valutare i risultati olandesi.

Conclusioni
Ovunque nel mondo si stanno sperimentando micro-esperimenti di strumenti per il sostegno al reddito, perché il mercato del lavoro è cambiato e garantire la sicurezza e stabilità economica a tutti è una priorità degli Stati. Non sarà un processo facile né rapido, ma la strada in qualche modo è segnata.
Intanto in Italia, permettetemi lo sfogo, il governo richiama investimenti dall’estero puntando sull’economicità dei nostri lavoratori, a dimostrazione che vent’anni di sottrazioni salariali hanno sortito i frutti desiderati: ora, si legge, “il costo del lavoro in Italia è ben al di sotto del costo del lavoro nelle economie confrontabili” e “il salario in Italia cresce ad un tasso inferiore della media europea” (link). Un manifesto alla cattiva politica, che per attrarre investimenti decide di mettere in competizione il paese con le economie emergenti dove i salari sono bassi e le tutele minime. Insomma un documento che attesta il nostro posto nel mondo. Altro che G8.

Luca Sandrini
@LucaSandrini8

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