MoVimento 5 Stelle: sempre più a destra

Il paradosso è completo. Quelli che dovevano mandare tutti a casa a calci nel culo, aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, distruggere la casta dei politici e cambiare tutto quello che non funziona in Italia, nel giro di un paio di settimane hanno votato contro rispettivamente a:

  • riforma della legge elettorale
  • abolizione province
  • abolizione Senato
  • depenalizzazione della coltivazione di marjuana
  • depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina

Il Movimento 5 Stelle si sta dimostrando il più conservatore tra i soggetti del sistema partitico italiano.

Fonte: formiche.net
Indipendentemente dalla bontà delle proposte in materia del governo Renzi, sarebbe ingenuo pensare che la più grande forza di opposizione approvi senza obiezioni tutti i progetti dell’avversario, ma la sorda, cieca, aprioristica e senza margini di discussione sequenza di no sparati da Grillo e i suoi deputati suona come una beffa per tutti coloro che avevano riposto fiducia e voglia di cambiamento nel Movimento. 

Se questi sono i temi centrali nell’agenda di governo è anche merito loro, che in campagna elettorale li hanno portati al centro del dibattito politico. Ancora più ridicolo è il fatto che anche se uno dei mantra del M5S sia da sempre quello di non voler stringere alleanze vincolanti ma essere disposti a discutere e votare i singoli temi presenti nel loro programma, i primi tre punti che appunto sono da sempre tra i loro cavalli di battaglia siano stati osteggiati con decisione e grande incoerenza nei confronti della breve storia del Movimento stesso. Le motivazioni utilizzate da Grillo e dai grillini per sostenere tutti questi rifiuti gettano un’aria ancora più grottesca a questa situazione tragicomica: il comico genovese si è auspicato di andare a votare con il Matarellum (a un certo punto ha sostenuto persino che si dovesse votare con il Porcellum, prima che fosse dichiarato incostituzionale), oppure a un anno e poco più di distanza dall’aver rivolto a Parlamento e Senato il monito arrendetevi, siete circondati, siete già morti si è riscoperto ultragarantista denunciando la svolta autoritaria di Renzi nell’abolizione del Senato e strenuo difensore del bicameralismo perfetto come imprescindibile strumento di controllo democratico.
Il fatto è che il nuovo premier con la sua frenetica e potentemente mediatica politica di riforme sta facendo saltare i piani di un Movimento che si dimostra sempre più basato su malcontento e spregio della classe politica, che ha come mezzi la protesta e l’insulto ma non è mai riuscito ad essere propositivo. Anche il principio della democrazia diretta tramite web sembra sempre più di facciata. Ne è prova il voto contrario alla depenalizzazione del reato di clandestinità che le consultazioni online avevano approvato ma che ha sempre visto contrario il comico genovese, che sul tema immigrazione da sempre strizza l’occhio all’estrema destra xenofoba


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Vero che recentemente ha preso le distanze dal Front National di Marine Le Pen ma le idee su immigrazione, rapporti con l’UE e politiche economiche sono pressapoco le stesse, quindi non ha perso le simpatie di quella porzione di elettorato. Saggiamente ha preso le distanze perché la forte base di sinistra del M5S non lo avrebbe accettato, ma la sostanza non cambia. E a proposito di web, le ultime primarie online per i candidati all’Europarlamento hanno visto circa 35.000 votanti a fronte di circa 5.000 candidati, con il risultato che i vincitori su base regionale possono contare da un massimo di 556 voti in Lombardia ad un minimo di 33 in Val d’Aosta. Le critiche in questo caso non sono arrivate solo dall’esterno ma anche dal sindaco pentastellato di Parma Pizzarotti, che lamenta il ritardo nella scelta dei candidati e il fatto che questi siano quasi degli sconosciuti per gli attivisti del Movimento. Forse il punto è proprio questo: dopo aver perso a causa di espulsioni o esili spontanei circa il 25% dei senatori eletti nelle file del M5S, Grillo preferisce mandare a Bruxelles personalità poco autonome e più facilmente controllabili vista la sempre più crescente difficoltà nel tenere unito il gruppo, troppo eterogeneo e sempre meno disposto a subire le sue decisioni autoritarie.
Fonte: giornalettismo.com
Fregandosene della tanto decantata coerenza recentemente, Grillo è anche comparso sul mezzo nemico per eccellenza, la televisione, in un’intervista naturalmente preimpostata e in differita con Enrico Mentana. Stranamente calmo, pacato nei modi, non urlava, non insultava nessuno. Sembrava volesse prendere le distanze dal se stesso urlante e sbraitante a cui ci ha abituati. Sul Blog e nei nuovi (costosissimi) spettacoli/comizi invece i toni non sono calati affatto e gran parte della potenza di fuoco si è concentrata sul nuovo premier Renzi. Grillo i conti li ha sempre saputi fare eccome. Berlusconi, l’altro grande arringatore di folle sta vivendo un inesorabile declino e rischia di perdere una grande fetta di elettorato, senza una figura a destra in grado di raccogliere la sua eredità. E chi se non Grillo potrebbe inserirsi in questo vuoto? 

In questo senso va letto l’atteggiamento stranamente calmo e accomodante in televisione, perché si sa che tra i maggiori utenti del mezzo c’è la fascia di elettorato over 50, che raramente usa internet, e che per anni è stata maggioritaria tra le file di Forza Italia ma nella nella quale il M5S non è mai riuscito a fare breccia anche a causa dei toni burberi e irruenti che caratterizzano la sua dialettica. Se a questo aggiungiamo l’ostruzionismo alle riforme, la demagogia sull’uscita dall’Euro, il dualismo con Renzi e le sempre maggiori energie utilizzate nel sabotare l’operato e l’immagine del PD, il cerchio si chiude. Il M5S nei sondaggi ha perso 4/5 punti percentuali rispetto alle elezioni dell’anno scorso nonostante il crollo di Berlusconi, mentre il Partito Democratico da quando Renzi è Presidente del Consiglio è in netta crescita. Per recuperare terreno in vista non solo delle imminenti elezioni europee ma anche in chiave futura, anche se ama dichiararsi né di destra né di sinistra (che tra l’altro è lo stesso slogan utilizzato dalla Le Pen e da altri movimenti di ispirazione neofascista), Grillo guarda sempre più a destra.

Fabrizio Mezzanotte
@fabbrimezza

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