Zorba il Greco

ZORBA IL GRECO : Nikos Kazantzakis
Finalmente una riedizione in Italia di questo capolavoro! E, dettaglio non da poco, si tratta della prima traduzione integrale dal greco all’italiano (le precedenti edizioni erano basate su una traduzione inglese).
Una narrazione intensa, comica e tragica allo stesso tempo, di un’amicizia pura e autentica tra due
uomini che più diversi non si potrebbe: un introverso scrittore, imbrigliato nelle sue paure e nelle sue incertezze, che si reca a Creta per amministrare una miniera di cui è diventato proprietario, e “un vecchio operaio” (e scoprirà il lettore quanto difficile sia definirlo!) greco istintivo, esplosivo e pieno di vita, il Zorba del titolo. Un incontro, in un Pireo spazzato dallo scirocco, che colpisce immediatamente per la sua casualità: ma davvero, sembra dire Kazantzakis, ciò che c’è di meglio nella vita è sempre un caso. E Zorba l’ha capito bene: non si affanna senza uno scopo come il suo padrone scrittore, non cerca di pianificare la propria esistenza. Anzi, si lascia trascinare con gioia dall’impetuoso fiume della vita, senza puntare i piedi, senza protestare, ma accogliendo tutto con la sorpresa di un bambino, che balla e si esprime con la musica e la danza, rifiutandosi di parlare, non appena il suo grande animo viene sopraffatto dal sentimento, sia esso una gioia o un dolore, trascinando tutti (lettori compresi) con il suo entusiasmo incontenibile. Non è animato da una devozione cieca e di maniera, ma nemmeno da un ateismo ostinato e per partito preso. È un irsuto filosofo popolare, che non ha mai letto un libro e che eppure è più imbevuto che mai dello spirito greco, quello stesso spirito che (sarebbe ingeneroso negarlo) ha fondato e continua ad alimentare, seppur per vie molteplici, la cultura europea. 
L’eterno conflitto tra la civiltà compassata e – diciamolo – un po’ pedante, tipica dell’area europea occidentale, e l’istinto barbaro, grezzo a volte, ma assolutamente vitale che alberga nella parte più ancestrale e primitiva dell’anima viene risolto con una semplicità disarmante, anche grazie alla scrittura di Kazantzakis, che si muove agilissima destreggiandosi in modo sorprendente tra gli idilli più incantevoli, le tragedie più dolorose e le ironie più pungenti. 
Un libro semplicemente geniale sotto tutti i punti di vista, per quanto rischiosa possa essere una definizione del genere. C’è una frase di Kazantzakis, che oggi fa da epitaffio alla sua assolata tomba a Heraklion, Creta: “Non spero nulla. / Non temo nulla. / Sono libero.”. Ecco, in questo senso Zorba è un uomo che non ha paura di rompere gli schemi, e contemporaneamente non è animato da uno sciocco idealismo: è semplicemente un vero uomo libero.

Alessio Venier
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