Patrick Leigh Fermor, "Tempo di regali", "Tra i boschi e l’acqua", "La strada interrotta"

Mi ha sempre colpito molto sapere che una buona fetta della mia piovosa regione non invia la sua acqua al vicino Adriatico, via Tagliamento o Isonzo, o chissà quali altri fiumi. No, per uno strano gioco topografico c’è una parte … Continua a leggere Patrick Leigh Fermor, "Tempo di regali", "Tra i boschi e l’acqua", "La strada interrotta"

Cristina Battocletti, "La mantella del diavolo" (2015)

Cividale del Friuli(Cividât/Sividât/Zividât in friulano, Čedad in sloveno, e – se proprio vogliamo – Forum Iulii in latino) è un’antica cittadina romana e poi longobarda, adagiata in quella specie di prua di territorio italiano che dal Friuli si protende verso la Slovenia. Di Cividale (oltre alla nostra Angela) è Irma Saldutti, studentessa friulana trapiantata a Bologna a studiare legge. La incontriamo tornata a casa per il funerale del suo migliore amico, grande amore mai sbocciato e quasi fratello maggiore, Alfredo. Dal suo funerale sembrano dipanarsi ragnatele di mistero, che in breve avvolgono tutta la cittadina con una serie di delitti … Continua a leggere Cristina Battocletti, "La mantella del diavolo" (2015)

Johan Harstad, "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" (2005) Iperborea, mon amour

Leggere è un po’ come andare in aereo: si sente la partenza, poi generalmente c’è una lunga fase di stasi, magari funestata da qualche turbolenza, ma mai niente di grave, e infine si atterra e tanti saluti. Di solito i libri sono così: partono, stanno un po’ su e poi atterrano; aprono, cambiano aria e poi richiudono. Descrivono sempre una specie di curva, che torna poi ad adagiarsi sull’asse da cui è partita (attenzione, però: non sto dicendo che tornano al punto di partenza). All’inizio di un giallo di Agatha Christie la situazione è tranquilla, e alla fine pure. Certo, … Continua a leggere Johan Harstad, "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" (2005) Iperborea, mon amour

Musica per tirarsi un po’ su

Ammettiamolo, a ognuno capitano con maggiore o minore frequenza dei momenti in cui non si aspetta altro che un’iniezione di serotonina concentrata, o una torta al triplo cioccolato, o una camminata in montagna, o un bacio, o chissà che altro. Che so, magari siete stati appena scaricati dalla/dal vostra/o compagna/o, magari semplicemente piove e fa freddo, o magari avete appena preso un immeritato 18 (in questo caso spesso giova applicare il buon vecchio rasoio di Occam: è più facile che esista un complotto universale volto unicamente a svalutare la vostra persona, oppure forse effettivamente quel 18 non era poi così … Continua a leggere Musica per tirarsi un po’ su

Musica (recente) per non pensare a niente

Collegandomi a un SundayUp del nostro Filippo Batisti, ho pensato a un articolo su un’attività decisamente più gratificante e – ammettiamolo – ben più praticata rispetto allo studiare: il non pensare a niente. In realtà è una condizione non così facile da raggiungere, ma senza addentrarci in non richieste disamine di varie tecniche di meditazione, tento di stilare un elenco di brani che possano aiutare a raggiungere l’agognata meta. Alcune necessarie premesse. Premessa numero uno: tratterò solo di musica cosiddetta “classica” del XX e XXI secolo, per vari motivi. Innanzitutto perché è quella meno conosciuta, e quindi meno soggetta ai condizionamenti culturali … Continua a leggere Musica (recente) per non pensare a niente

Gli "Indoeuropei" rivisitati: più coincidenze fanno una prova? pt. II

GLI “INDOEUROPEI RIVISITATI” Parte II – Più coincidenze fanno una prova? Nella prima parte di questo viaggetto linguistico abbiamo individuato nell’accadico il vero responsabile della somiglianza della parola “padre” dall’Islanda fino al Gange. Naturalmente in questa seconda parte arriveranno le prove, e un buon modo per cominciare è dalla lettera a. Pare che sia risaputo (io invece sono caduto dalle nuvole quando l’ho letto) che l’alfa greca rappresenta l’ideogramma di una testa di bue(un tondino con due corna: A, più evidente nel minuscolo α e ancor di più nel fenicio ). La qual cosa è perfettamente spiegabile se consideriamo che … Continua a leggere Gli "Indoeuropei" rivisitati: più coincidenze fanno una prova? pt. II

Three Movements, pt. 3 – La sospirata conclusione estetico-musicale

THREE MOVEMENTS, III – un viaggio che per motivi di ordine pubblico ho diviso in tre, ma che andrebbe letto nel modo più circoscritto possibile.   I discorsi della settimana passata mi hanno portato alla mente altre questioni sulle quali vorrò soffermarmi. Come si può fedelmente descrivere tramite le arti una persona (Zidane/Montaigne) o un oggetto (la Sainte-Victoire)? In che rapporto sono il tempo entro il quale questo ritratto, nel senso di descrizione, viene effettuato e lo spazio nel quale si colloca ciò che viene rappresentato? C’è un nesso fra la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e il boom di … Continua a leggere Three Movements, pt. 3 – La sospirata conclusione estetico-musicale