25 novembre: tra retorica e stereotipi parliamo di violenza di genere

Fonte: wikigender.org Il 25 Novembre 1999 l’Assemblea della Nazioni Unite ha istituito con la risoluzione 54/134   la giornata Contro la violenza sulle donne, un’iniziativa nata per invitare i governi, le istituzioni sovranazionali e le ONG ad organizzare eventi per sensibilizzazione … Continua a leggere 25 novembre: tra retorica e stereotipi parliamo di violenza di genere

Tunisia: La sfida insopportabile per lo Stato Islamico

La Tunisia rappresenta tutto ciò che il Califfato di Al Baghdadi teme di più: un paese di religione musulmana avviato verso un percorso di democratizzazione interna e con un partito moderato islamico al governo; per questo motivo è stato bersaglio, nel giro di tre mesi, di due attacchi terroristici che hanno colpito in particolare il settore turistico tunisino, l’arteria pulsante dell’economia del paese, il 18 marzo con l’attentato al museo del Bardo e il 26 giugno alle spiagge di Sousse. Fonte: The Independent Gli attentati che hanno accompagnato quello di Sousse di venerdì scorso hanno “celebrato” il primo anno della … Continua a leggere Tunisia: La sfida insopportabile per lo Stato Islamico

La zona grigia di Schengen

Ultimamente le relazioni tra Francia ed Italia si sono deteriorate per via degli eventi tanto tragici quanto delicati che si stanno consumando sul confine italo-francese. Sugli scogli di Ventimiglia, infatti, sono ammassati da diversi giorni centinaia di giovani per lo più somali ed eritrei che attendono l’apertura della frontiera per poter raggiungere la Francia. L’impasse ha avuto un’ampia eco mediatica perché questa non è la solita bagarre  sull’immigrazione, sulla tragicità dei barconi del Mediterraneo e sulle reazioni degli esponenti politici europei: Ventimiglia è diventata, suo malgrado, un caso di interpretazione degli accordi europei e di bilanciamento delle responsabilità degli stati … Continua a leggere La zona grigia di Schengen

La Repubblica degli Oligarchi

“La democrazia distorta”, questo è il tema centrale del numero di maggio di Limes, la rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo e da diversi anni un imprescindibile punto di riferimento per gli appassionati di politica internazionale. Martedì 12 maggio ai Giardini Margherita si è parlato proprio di oligarchi, di falsi miti, di lobby e di rappresentatività durante la presentazione bolognese del nuovo numero del mensile che mette al centro della sua analisi la più grande e la più discussa democrazia del mondo: gli Stati Uniti d’America. Dario Fabbri e Fabrizio Maronta, consiglieri e collaboratori di questo numero primaverile … Continua a leggere La Repubblica degli Oligarchi

Tra Europa e Sudafrica: un’ondata di xenofobia verso gli immigrati

Negli ultimi giorni un fenomeno particolare ha colpito l’attenzione dei media internazionali. Un fenomeno esploso contemporaneamente tra il tropico del cancro e del capricorno. Un fenomeno politico e sociale terribile. L’ondata di xenofobia nei confronti degli immigrati ha raggiunto, infatti, un picco elevato non solo nei ricchi e benestanti paesi europei ma anche nel paese egemone dell’africa australe: il Sudafrica. La locomotiva economica della regione che per decenni ha rappresentato il polo d’attrazione per l’immigrazione proveniente dalle regioni poverissime confinanti, in particolare dallo Zimbabwe e dal Mozambico. Photo: Guy Oliver/IRIN Così, mentre i leader dei partiti europei di estrema destra … Continua a leggere Tra Europa e Sudafrica: un’ondata di xenofobia verso gli immigrati

L’accordo sul nucleare iraniano: un trionfo per la diplomazia

Sono tanti i fattori che concorrono per arrivare ad un accordo così complesso e significativo come quello raggiunto a Losanna sul nucleare iraniano. L’intesa, storica, sancita il 2 Aprile, dopo anni di negoziazioni, è un risultato eccezionale dovuto all’interazione tra attori diversi del piano internazionale, alla presenza di congiunture geopolitiche e ad un gruppo di leader che hanno deciso di mettere al primo posto delle loro agende l’impegno per il perseguimento di una pace duratura invece che il persistere di uno stato di attrito e diffidenza. Questo particolare accordo dei paesi 5+1 (Stati Uniti, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna e … Continua a leggere L’accordo sul nucleare iraniano: un trionfo per la diplomazia

Elezioni in Israele, un governo senza Bibi?

Benjamin “Bibi” Netanyahu è un personaggio politico estremamente controverso, disprezzato dall’attuale amministrazione statunitense, beffeggiato dai paesi del nord Europa e temuto dall’altra potenza mediorientale: l’Iran. Martedì 17 marzo si terranno le elezioni politiche in Israele, una chiamata alle urne che avrà un eco internazionale perché si decideranno le sorti di Netanyahu, il leader più discusso dello stato ebraico dalla sua fondazione. Se, infatti, Benjamin “Bibi” Netanyahu non riuscirà a strappare consensi al partito laburista verrà probabilmente consegnato alla storia del suo paese e solo il tempo potrà farci giudicare in modo razionale il peso delle sue scelte. Quello che è … Continua a leggere Elezioni in Israele, un governo senza Bibi?

Dopo la morte di Boris Nemtsov, anima attiva dell’opposizione a Putin

L’uccisione di Boris Nemtsov di venerdì 27 febbraio è un evento che suscita diversi interrogativi riguardo alla situazione politica interna russa e sul destino della sua politica estera. Che cosa sarebbe accaduto se Yeltsin avesse scelto Boris Nemtsov come suo successore per guidare la Russia post sovietica invece di Vladimir Putin? In che mondo vivremmo oggi se Yeltsin avesse prediletto il giovane democratico e già vicepremier invece dell’ex agente del KGB? La partita tra i due si giocò in pochi anni, dal 1997 al 1999, anno in cui Putin venne designato Capo di Stato.  Non possiamo sapere con certezza se … Continua a leggere Dopo la morte di Boris Nemtsov, anima attiva dell’opposizione a Putin

Il precario equilibrio dopo l’accordo di Minsk

La crisi in Ucraina sta prendendo le sembianze di uno degli eventi più pericolosi che l’Europa abbia vissuto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e questo è accertato dalla presenza della Cancelliera Merkel e del Presidente Hollande a Minsk lo scorso 12 febbraio. Proprio il fatto che due dei paesi che trainano la politica europea abbiano deciso di “metterci la faccia” fornisce la misura di quanto la crisi nell’ex regione sovietica sia al centro dell’agenda europea ed anche mondiale. Come se questo non bastasse, a dare l’idea del peso delle decisioni che sono state prese nella capitale della Bielorussia è … Continua a leggere Il precario equilibrio dopo l’accordo di Minsk