“Il movimento è fermo” e la copertina è gialla

Non avendolo mai guardato in vita mia, non potevo scrivere del Festival di Sanremo. Amando però solo temi alti, complessi, quasi teologici, ho pensato di recensire un grande successo editoriale del 2016: Il movimento è fermo (edito da Rizzoli), un romanzo del celebre gruppo indie bolognese Lo Stato Sociale. Un’altra ottima ragione che mi ha spinto a parlare di questo libro è che la copertina è di un magnifico colore giallo, come la faccia di un malato di itterizia, o come un limone avariato. Inoltre, in 306 pagine non compare mai la parola “tornello”, e noi di The Bottom Up abbiamo deciso di non parlarne. Insomma, è proprio l’argomento perfetto.

Zeno e Genio sono amici da talmente tanto tempo da potersi permettere di evitare i convenevoli e da comunicare a grugniti e battute caustiche. Zeno è probabilmente un alter ego (non saprei dire se riuscito o no) di almeno uno degli autori del libro: è confuso, preoccupato e nebuloso. Non sa bene cosa fare della sua vita, così, nel dubbio, non fa praticamente nulla: si alza tardi, mangia toast col prosciutto cotto e si innamora della prima ragazza che gli passa davanti, solo perché ha una buona conoscenza della storia dei movimenti studenteschi e un bel sedere. Probabilmente è una fortuna che gli passi davanti, altrimenti il bel sedere non sarebbe stato notato e la poverina sarebbe rimasta priva di un amore così profondo e niente affatto maschilista. Genio è un personaggio più interessante: è brillante ai limiti del sopportabile, intuitivo, riservato e complesso come una band musicale di più di 15 componenti (sì, è un gioco di parole malriuscito). Genio non ha nessuna voglia di innamorarsi e al romanticismo preferisce la componente ludica: sesso e carnazza, come cantavano gli Skiantos.

Zeno e Genio hanno circa trent’anni, ma si dilettano di assemblee studentesche come altri si dilettano di francobolli o di numismatica. D’altro canto, a differenza delle Poste Italiane, la fauna bolognese gode di un rinnovamento tanto rapido quanto continuo. Un bel giorno, Zeno e Genio vanno a un’assemblea particolarmente partecipata e incontrano Eleonora, quella che ha il bel sedere. Zeno si innamora e Genio osserva che Eleonora ha un bel sedere. Non si capisce molto bene cosa stia succedendo, ma a un certo punto tutti cominciano a manifestare. Qualcuno muore. Ma, in fondo, dobbiamo morire tutti. All’incirca, questa è la trama del libro, che contiene sicuramente molto altro, ma io non sono riuscita a coglierlo.

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Fonte: lostingroove.com

Il movimento è fermo è un libro molto piacevole da leggere, se non hai grosse aspettative di trama, intreccio o di grandi brividi letterari. È abbastanza divertente, i dialoghi sono vivaci e c’è almeno un personaggio riuscito, cosa che, a mio avviso, non si può dire della maggior parte dei romanzi di Baricco. Potrei sbilanciarmi e definirlo una mezza via tra Baricco e Salinger, dove Baricco è sotto zero, Antartide Inoltrato, e Salinger il Genio Assoluto, il non plus ultra, il Come Vorrei Essere Capace Di Scrivere Così.

C’è chi dice che siamo una generazione in continuo, precario equilibrio. Per alcuni siamo fondamentalmente disillusi, inaciditi a venti/trent’anni e con una grande propensione all’appendere le speranze al chiodo. C’è chi sostiene che un po’ di tempo fa ci si organizzava di più e si cambiavano le cose, ma poi sono sopraggiunti Facebook, la carta igienica profumata e gli smartphone, e quindi non siamo più capaci di fare niente. Il movimento è fermo? Di sicuro è un’ottima domanda. Questo particolare momento storico di sicuro non aiuta, se è vero, come diceva un celebre barbone cicciotto, che gli uomini fanno la propria storia, ma non in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro, ma in base e di conseguenza alle circostanze che trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalle tradizioni. Però sono sicura che lui avrebbe apprezzato, se non Facebook e gli smartphone, almeno la carta igienica profumata. La carta igienica profumata è una cosa bellissima.

Il fatto che si svolga a Bologna può voler dire molte cose. La nostra splendida città è certamente stata scelta in quanto epicentro culturale giovanile, in quanto cuore pulsante della vita spirituale e politica studentesca. Non è inoltre da escludere un possibile riferimento al movimento studentesco del ’77, a Radio Alice, a Francesco Lorusso e a Lotta Continua. Alcuni potrebbero ipotizzare che si tratti di una pubblicità occulta agli autori del libro, che vi risiedono. O forse non vuol dire assolutamente nulla. Io non intendo sbilanciarmi e dare adito a sterili polemiche, essendo una persona bonaria e assolutamente poco polemica.

Sofia Torre

[L’immagine di copertina è tratta da Fuori-Posto]

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