C’era una volta il Nord-est: Aldo Sbadiglio, "Ljuba Toast Cricket Club"

Ero partito con quella di recensire l’ultimo dei Wilco. I Wilco sono una band alternative americana, usciti dallo sbobbone generato negli anni ’90 dai R.E.M., essenzialmente, e hanno regalato a tutti il nuovo disco, ma mica come gli U2. Gli U2 ci hanno ficcato in gola (cioè nei nostri account iTunes) il loro ultimo album senza neanche chiederci se ci faceva piacere: a me coincidenzialmente … Continua a leggere C’era una volta il Nord-est: Aldo Sbadiglio, "Ljuba Toast Cricket Club"

Nulla di nome, Zen Circus di fatto

Un folk-punk sanguigno, condito da riff seducenti e ossessivi, ruggenti tamburi arrembanti, d’assalto. Un immaginario da neorealismo proletario, zaino in spalle e andate tutti a quel paese, senza ombra di retorica o melodramma, zeppo di ironia amara, iconoclastia, slanci di metafisica e pillole di nichilismo balneare. Otto album (dieci se consideriamo i progetti solisti) ed un Ep all’attivo, quasi quindici anni di onorata carriera e … Continua a leggere Nulla di nome, Zen Circus di fatto

White God (2014): uomini e cani

“Les hommes sont plutôt bons que mauvais, et en vérité ce n’est pas la question ” (A. Camus)     Il co-protagonista di questo film è Hagen, un cane meticcio. In una scena piuttosto toccante, verso metà del film, trova la carogna di un altro cane: il primo incontro di Hagen con la morte. Lo stupore e l’incredulità del cane sono mostrati con una crudezza … Continua a leggere White God (2014): uomini e cani

Sarban, "Il richiamo del corno" (Adelphi, 2015)

John William Wall è un mite e poco ambizioso funzionario diplomatico inglese, che ha scelto quel tipo di carriera nelle zone del Medio Oriente perché “Flecker, la cui poesia ho amato durante la scuola, era nel Servizio Consolare del Levante”. Sorvolando sulla scarsa notorietà del poeta Flecker, che si limita a essere citato qua e là da Agatha Christie, da Borges e in Agente 007 … Continua a leggere Sarban, "Il richiamo del corno" (Adelphi, 2015)

Tame Impala: i dolori del giovane Parker (Currents, 2015)

Finalmente, dopo mesi di attesa e qualche settimana di ritardo, venerdì 17 luglio è uscito Currents, il terzo album in studio dei Tame Impala. Con i due precedenti lavori, Innerspeakere Lonerism, Kevin Parker– autore, produttore, arrangiatore e vera mente dietro al progetto – ci aveva abituato a un panorama musicale che, pur saccheggiando massicciamente gli stilemi del rock psichedelico di stampo Beatlesiano e 70’s, riusciva … Continua a leggere Tame Impala: i dolori del giovane Parker (Currents, 2015)

Tame Impala, "Currents" (2015)

Cosa vi è successo questo venerdì 17? Gatti neri? Malocchio? Libagioni di sale? Magari una bella apocalisse mattutina? Io sono fiera di annunciare che non ho ceduto alla tentazione di spaventare mia nonna aprendo ombrelli in casa o mostrandole fotografie dei cerchi nel grano. Sono stata, inoltre, tanto matura e provvista di carità cristiana da evitare di fare partire la musica rituale dell’ISIS durante la … Continua a leggere Tame Impala, "Currents" (2015)

The Tallest Man on Eart, "Dark Bird is Home" (2015)

Un paio d’estati fa me ne stavo seduta in terrazza con una pila di libri per la tesi, una bottiglia d’acqua ghiacciata e la pagina di Youtube aperta, tanto per farmi coraggio. Stavo scorrendo alcuni video di KEXP, una stazione radio no profit di Seattle che ospita singoli musicisti, band in voga, cantautori emergenti o affermati. Il live in uno studio di registrazione è il … Continua a leggere The Tallest Man on Eart, "Dark Bird is Home" (2015)

Bene ma non benissimo: i feat.Esserlà e titolo del quarto di secolo

Era tanto che non recensivo un disco nuovo. Cioè, era tanto che non recensivo una COSA nuova. Non troppo nuova, comunque, ma abbastanza nuova. Qualche sera fa sono stato a un mini festival prog organizzato da una specie di taverna nella profonda provincia di Treviso, a Zero Branco. Dico “mini” perché la dimensione della faccenda era ridotta: ma in realtà era una superbomba. L’headliner era … Continua a leggere Bene ma non benissimo: i feat.Esserlà e titolo del quarto di secolo

A Wilder Mind, a not so wilder album (Mumford and sons, 2015)

A tre anni di distanza dal celebre e meraviglioso Babel, Marcus Mumford (voce, chitarra e batteria), Winston Marshall (voce, chitarra resofonica e banjo), Ben Lovett (voce, organo e tastiera) e Ted Dwane (voce e contrabbasso) della band inglese Mumford and Sons hanno deciso di sparpagliare nell’etere il precedente calore di I will wait, la struggente dolcezza di Hopeless Wanderer e l’aroma di sole e legno … Continua a leggere A Wilder Mind, a not so wilder album (Mumford and sons, 2015)

Casiotone for the Painfully Alone o le camerette tristi della California

Nello stesso modo in cui mi sono accorto che Luca Toni era tornato alla Fiorentina nel 2012, oggi – e mi cascassero i denti se questa è una finzione scenica – ho scoperto che Casiotone for the Painfully Alone ha cessato le sue attività musicali nel 2010. Questo è forse indice che vivo in una bolla, una specie di eterno presente che non è neppure … Continua a leggere Casiotone for the Painfully Alone o le camerette tristi della California